Breve storia del mio silenzio

Durata: 6 ore e 5 min
3.5 out of 5 stars (27 recensioni)
Dopo 30 giorni EUR 9,99/mese

Sintesi dell'editore

L'infanzia, più che un tempo, è uno spazio. E infatti dall'infanzia si esce e, quando si è fortunati, ci si torna. Così avviene al protagonista di questo libro: un bimbo che a quattro anni perde l'uso del linguaggio, da un giorno all'altro, alla nascita della sorella. Da quel momento il suo destino cambia, le parole si fanno nemiche, anche se poi, con il passare degli anni, diventeranno i mattoni con cui costruirà la propria identità.

"Breve storia del mio silenzio" è il romanzo di un'infanzia vissuta tra giocattoli e macchine da scrivere, di una giovinezza scandita da fughe e ritorni nel luogo dove si è nati, sempre all'insegna di quel controverso rapporto tra rifiuto e desiderio di dire che accompagna la vita del protagonista.

Natalia Ginzburg confessava di essersi spesso riproposta di scrivere un libro che racchiudesse il suo passato, e di Lessico familiare diceva: "Questo è, in parte, quel libro: ma solo in parte, perché la memoria è labile, e perché i libri tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi di quanto abbiamo visto e udito."

Così Giuseppe Lupo - proseguendo, dopo "Gli anni del nostro incanto", nell'"invenzione del vero" della propria storia intrecciata a quella del boom economico e culturale italiano - racconta, sempre ironico e sempre affettuoso, dei genitori maestri elementari e di un paese aperto a poeti e artisti, di una Basilicata che da rurale si trasforma in borghese, di una Milano fatta di luci e di libri, di un'Italia che si allontana dagli anni Sessanta e si avvia verso l'epilogo di un Novecento dominato dalla confusione mediatica.

E soprattutto racconta, con amore ed esattezza, come un trauma infantile possa trasformarsi in vocazione e quanto le parole siano state la sua casa, anche quando non c'erano.

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  • Utente anonimo
  • 29/06/2020

Spiacente

Mi sono annoiata. Non ho trovato interessante ne il contenuto e tanto meno la forma

1 person found this helpful

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  • marco
  • 08/07/2020

Mi aspettavo di più...

Racconto in prima persona, ben scritto, ma l'ho trovato piatto, a tratti falsamente modesto, quasi fuori luogo quando cita impossibili e inarrivabili sogni giovanili da scrittore , come fossero inopportuni per la sua storia personale. Certamente un artista, uno scrittore deve avere talento PROPRIO da esprimere e un pizzico di fortuna per pubblicare. Ma l'infanzia in una famiglia che gli dedica le giuste attenzioni, lo appoggia sempre e lo avvicina al mondo della cultura e dei libri con circoli letterare gestiti da genitori istruiti, che gli offrono la possibilità di laurearsi in una delle università private tra le più vivaci della metropoli milanese, non mi sembrano opportunità che hanno avuto tutti, per le quali sentirsi un "calimero" che si è fatto strada da solo....
Mi ha deluso.

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  • Adriana Favaro
  • 29/06/2020

SENZA SUGO

Biografia apparentemente avvincente con sprazzi di presunzione. Cita taaaanti autori ( li ha davvero letti?) e nn cita. MALAMUD quando parla del film IL MIGLIORE . Ahi ah

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  • Laura Tarasco
  • 16/06/2020

Per me noiosissimo

L'ho trovato banale e pesante, nessun entusiasmo nell'ascolto da parte mia, una delusione e noia assoluta, forse non l'ho capito.....