L'anno che a Roma fu due volte Natale copertina

L'anno che a Roma fu due volte Natale

Anteprima

Ascolta ora gratuitamente con il tuo abbonamento Audible

Iscriviti ora
Dopo 30 giorni (60 per i membri Prime), 9,99 €/mese. Puoi cancellare ogni mese
Ascolta senza limiti migliaia di audiolibri, podcast e serie originali
Disponibile su ogni dispositivo, anche senza connessione
9,99 € al mese. Puoi cancellare ogni mese.

L'anno che a Roma fu due volte Natale

Di: Roberto Venturini
Letto da: Luca Ghignone
Iscriviti ora

Dopo 30 giorni (60 per i membri Prime), 9,99 €/mese. Cancella quando vuoi.

Acquista ora a 6,95 €

Acquista ora a 6,95 €

A proposito di questo titolo

Villaggio Tognazzi, Torvaianica, sul litorale romano. Alfreda, un'accumulatrice seriale con i primi segni di demenza senile, ha reso il suo villino un tugurio invivibile, dove vive per inerzia tra insetti e cianfrusaglie. Sopra di lei abita il figlio Marco, un giovane fattone, profondamente insicuro, la cui unica occupazione è accudire la madre. Lo spettro di un'azione da parte dell'Ufficio d'igiene rende necessario svuotare in fretta la casa, pena lo sfratto. Alcuni sgangherati amici, assidui frequentatori del bar Vanda, si attivano per sgomberarla, ma la proprietaria si oppone. Da qualche tempo Alfreda soffre di disturbi del sonno durante i quali le appare Sandra Mondaini, che ha conosciuto ai tempi d'oro del Villaggio Tognazzi, quando era il ritrovo estivo del jet set culturale italiano. Alfreda, nei suoi deliri notturni, immagina di parlare con l'attrice, sofferente per la "separazione" dal marito Raimondo Vianello, che riposa a Roma mentre lei è sepolta a Milano. Anche Alfreda non si è mai ricongiunta al marito, scomparso in mare durante una pesca notturna e mai più ritrovato. Alfreda decide di mettere fine a quella "ingiustizia" e pone al figlio una condizione per lo sgombero del villino: trafugare la salma di Raimondo dal Verano e portarla al cimitero di Lambrate, da Sandra. Dopo le prime resistenze, Marco getta le basi del piano, aiutato da Carlo, un vecchio pescatore, e da Er Donna, il travestito più ambito della Pontina.

©2021 Società Editrice Milanese (P)2021 Audible Studios
Narrativa di genere

I fan di questo titolo hanno amato anche...

U Liccu di Pilu copertina
L'apprendista copertina
Mille anni che sto qui copertina
Hotel Borg copertina
Adorazione copertina
Babbiando babbiando 1 copertina
Hamburg copertina
La disobbedienza sentimentale copertina
La collina del vento copertina
Nuvole e nebbia copertina
Quello che chiamiamo amore copertina
Miden copertina
La ragazza di fronte copertina
Il Piantagrane copertina
Cara pace copertina
Biscotti e sospetti copertina
Tutte le stelle
Più rilevanti
Ennesima declinazione della romanità decadente, sfatta e delinquente, pronta per essere trasformata in film, ma siamo ben lontani da Sorrentino o dal Dogman di Garrone: siamo più dalle parti di commedia Netflix alla Smetto quando voglio.
La lingua è un romanesco (il nuovo italiano) spurio, ricchissimo anzi infestato da ridondanti riferimenti neurofisiologici e inutili metafore nonché ripetuti richiami alla cultura pop anni 80 e 90.
Incomprensibile la candidatura allo Strega.
Nel complesso: lassemo perde.

sceneggiatura per commedia romanesca

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Mi chiedo come alcuni libri riescano ad essere candidati a premi, pure prestigiosi. Boh. Sarà sicuramente colpa mia ma questo libro che dovrebbe essere divertente e dissacrante mi ha messo addosso una tristezza abominevole.
24 ore di una umanità allo sbando nel quale pullulano canne, linguaggio sessista e omofobo, riferimenti sessuali abbastanza inutili e, ciliegina sulla torta, una scena ai danni di un povero animale che si poteva tranquillamente evitare.
Tanti, ma davvero tanti riferimenti alla cultura pop anni 80. Divertenti per me che c'ero, ma inutili per salvare una storia che aveva anche delle possibilità ma che naufraga in divagazioni e sottoracconti. Al termine della lettura rimane solo una domanda: "e quindi?"
Gli riconosco però un pregio: è una perfetta sceneggiatura, praticamente già pronta, e in mano a un buon regista potrebbe pure essere un bel film.
Un bel libro, secondo me, no.

La lettura è ok, è il libro che manca!

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Perché una storia così costruita ha ragione d’essere? Il realismo qui in Italia è ancora fermo a Miracolo a Milano di De Sica? Lo scrittore recide senza nessun compiacimento la storia di una donna che ha un decadimento cognitivo. A me sembra che lo scrittore conosca bene la poetica di Vezzoli che espone per Prada e per il Louvre. Vezzoli cone il narratore marca il nostro immaginario collettivo che in un ex villaggio per è costituito dalla vita degli Altri che diventano il simbolo, la metafora del nostro dolore. Sorrentino è vicino a queste tematiche ricordale la ragazze che pur di vivere un momento di celebrità superavano ogni morale!!

Il lato oscuro delle cose.

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Storia senza grandi picchi che gira tutto attorno a questa famiglia disfunzionale ma senza mai riuscire ad essere incisiva . Riferimenti pop da FanFiction più che un candidato al premio strega. Le parti in romano sono abbastanza godibili ma la lettura delle parti in romano é atroce.

Grande delusione

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Ho fatto fatica a seguire il filo del discorso in certi punti, ma mi è piaciuta l'ironia di questo libro. Non so bene come mi sono anche affezionata ai personaggi quindi ottimo!

sono un po' smarrita

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Vedi altre recensioni