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Murad Murad

Di: Suad Amiry
Letto da: Aurora Cancian
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A proposito di questo titolo

Cambiare sesso. Suad Amiry sa benissimo che è questo l'unico modo per raccontare la paradossale condizione dei lavoratori palestinesi costretti a superare il confine con Israele per trovare lavoro. E così fa.

Suad si traveste da uomo e raggiunge nottetempo un villaggio vicino a Ramallah da dove comincia il suo viaggio, lungo le strade costeggiate di olivi che conducono in Israele, insieme al fido Mohammad, a Murad - sfrontato, grezzo, tamarro, un ragazzo come tanti - e ai loro amici.

Ridono, scherzano, parlano del lavoro che, forse, li aspetta al di là del confine, ma la testa è sempre altrove: ai soldati israeliani che potrebbero arrestarli da un momento all'altro, alla diffida che riceverebbero se venissero presi e che sancirebbe una "carcerazione preventiva", alla pallottola sparata da qualche cecchino nascosto tra gli alberi.

Quando, dopo una marcia sulle colline e una serie di traversie, riescono infine a superare il muro e a mettere piede in Israele, è tardi: il lavoro non c'è più. Si confondono con i civili israeliani e salgono su un autobus per cominciare il viaggio di ritorno verso casa.

Davanti a loro un paesaggio non ignoto ma visto forse per la prima volta con occhi diversi: tutto quello che era stato "palestinese" non c'è più, non c'è più memoria dell'architettura, delle coltivazioni, della vita quotidiana di un popolo che lì è vissuto per secoli.

©2009 Giangiacomo Feltrinelli Editore S.r.l.. Tradotto da Maria Nadotti (P)2021 Audible Studios
Arte e letteratura Giornalisti, redattori ed editori Politica e governo

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il libro mi è piaciuto molto, un po' lento ma con la sua ironia Suad Amiry ci porta dentro il dramma dei palestinesi, una situazione assurda che nessuno ha cercato di impedire. il popolo arabo schiacciato a casa sua.

che assurdità

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La traduzione di maria Nadotti è una garanzia anche per questo testo “minore” di Suad. La voce nella mia testa di Suad è quella di Aurora Cancian. Altri testi di Suad letti da altri sono per me inascoltabili, Suad & Aurora!

Suad &Aurora

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Ancora una testimonianza diretta della brutalità, dell’arroganza, della corruzione e spietatezza di Israele nei confronti del popolo palestinese. Fra i loro delitti anche quello dello sfruttamento lavorativo più bieco. Almeno l’America i suoi schiavi messicani li “lascia vivere” In clandestinità nelle nazioni a confine... La cosa più orrenda e che da un secolo tutto continua ad accadere nell’indifferenza più totale del mondo Intero.

Consigliato

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come sempre nei libri di suad si ride, si piange...ma soprattutto si scopre un mondo di cui sappiamo pochissimo, di cui non ci raccontano niente.

come sempre un libro bellissimo

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Mi è piaciuto davvero poco lo stile di scrittura dell’autrice. La storia potrebbe essere interessante ma l’ho trovata poco approfondita e dispersiva in dialoghi superflui. Anche la lettrice è fastidiosa con il suo tono esageratamente enfatizzato

Non mi è piaciuto

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