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Sintesi dell'editore

Di cosa è fatta la bellezza di una casa, se non della vita di chi la abita? Ma quando accade che un intero popolo si trovi all'improvviso espropriato delle sue dimore, la domanda che passa, amara, di bocca in bocca è soltanto una: che fine fa quella bellezza, e che fine fa l'anima di chi in quelle case, in quei palazzi, in quei giardini, ci ha vissuto, ci ha pianto e ci ha gioito, per una vita intera?

Questa storia ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l'uno con tutto, l'altro con niente. Suad Amiry, palestinese, racconta quella perdita inestimabile, quella dei muri con dentro le anime, la memoria, i gesti, gli affetti.

Muri a cui oggi, ai vecchi proprietari di sempre, è addirittura proibito avvicinarsi, è preclusa la vista, la memoria delle sensazioni. Come all'architetto Andoni, che vorrebbe tornare nell'abitazione che ha progettato e costruito, il "suo gioiello", e scopre in tribunale di non poterlo fare in quanto "proprietario assente"; o come a Huda, che preferisce testardamente la cella alla condanna di non poter rientrare nella casa dei genitori.

Insieme agli effetti di un conflitto storico che dura da allora, Suad Amiry, con profonda grazia e humour dissacrante, si confronta con un tema universale e potente com'è quello della casa, che finisce per coincidere con la nostra stessa identità, con la nostra stessa, comune, storia.

©2013 Giangiacomo Feltrinelli Editore S.r.l. Tradotto da Maria Nadotti (P)2020 Audible Studios

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Valutazione media degli utenti
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    4 out of 5 stars
  • Adri
  • 14/09/2021

COMMOVENTE

Ogni racconto di questa autrice ti fa stringere le budella e vien voglia di urlare contro….metto in risalto la SPLENDIDA lettura

  • Generale
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  • melina
  • 20/05/2021

mi ha fatto venire la voglia di...

questo bellissimo libro mi ha fatto venire la voglia di documentarmi meglio sulla questione israelo-palestinese e questo è già un grande merito

  • Generale
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  • Storia
    5 out of 5 stars
  • patcini
  • 24/04/2021

Quando un libro ti mette gli occhiali...

Narrato splendidamente, un finale da brivido, una storia coinvolgente, amara... grazie Suad siamo tutti Palestinesi e non lo sapevamo...

  • Generale
    5 out of 5 stars
  • anna b.
  • 23/02/2021

Meraviglioso

Accattivante, splendidamente letto. Agghiacciante nel contempo pensando a quello che ha subito il popolo palestinese minuziosamente raccontato dalla scrittrice.

  • Generale
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  • Storia
    5 out of 5 stars
  • Cliente Amazon
  • 15/02/2021

Semplicemente fantastico

Straziante il pensiero dei soprusi di Israele, il ricordo di tutte le cose perdute. Angosciante a consapevolezza che per la palestina non ci sarà mai la pace e la restituzione di quanto sottrattole

  • Generale
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  • Storia
    5 out of 5 stars
  • Maria Margherita Striano
  • 12/01/2021

Abbandono e sofferenza

Tema centrale: abbandono forzato delle proprie case a beneficio degli Israeliani. Sofferenza per ciò che si lasciano dietro, non solo beni immobili ma anche tutti i ricordi più intimi e cari. Una grande e ingiusta speculazione edilizia.
Molto bella l’invocazione finale alla sua terra che racchiude la tragedia palestinese.

  • Generale
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  • Lettura
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  • Storia
    5 out of 5 stars
  • Utente anonimo
  • 03/12/2020

Sconvolgente .

E’ sconvolgente come nel 1948 siano stati cacciati dalle loro case un numero spropositato di palestinesi cacciati dagli ebrei che uscivano dall olocausto ma alla fine stavano facendo soffrire un altro popolo con il bene Placido e L aiuto dell inglesi ...... ma allora la storia non insegna niente . Certo che noi non dobbiamo dimenticare quello che hanno patito , le atrocità la crudeltà ma dove li mettiamo i palestinesi perché gli ebrei volevano avere la loro terra promessa ........ 850.000 profughi .... mandati via cacciati !!!!! La scrittrice ci dipinge con drammaticità e sofferenza tutto questo . L inconsapevolezza e lo sconforto e la perdita ...... anche questo non dovremmo dimenticarlo .