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Premio Strega 2026: il romanzo vincitore e gli altri classificati

Premio Strega 2026: il romanzo vincitore e gli altri classificati

Premio Strega 2026: il vincitore e gli altri finalisti

È il primo giovedì di luglio il giorno in cui, tradizionalmente da oltre 70 anni, viene assegnato il Premio Strega, il più prestigioso e ambito premio letterario italiano. Nato nel 1947, questo riconoscimento (che prende il nome dall’omonimo liquore prodotto a Benevento) ha lanciato e consacrato fin dalle prime edizioni molti importanti scrittori del nostro paese, tra cui Cesare Pavese, Primo Levi e Umberto Eco.

Tra polemiche e applausi, si è svolta ieri sera in Piazza del Campidoglio, a Roma, anziché nella consueta sede di Villa Giulia, la cerimonia di premiazione dell'80° Premio Strega 2026, trasmessa in diretta su Rai 3. Un evento carico di attese e tensioni, che ha visto trionfare uno dei romanzi più attesi: I convitati di pietra di Michele Mari.

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Chi ha vinto il Premio Strega 2026?

Classifica

Autore

Titolo

Voti

Titolo narrato da

Michele Mari

I convitati di pietra

190

Andrea Moretti

Matteo Nucci

Platone – Una storia d'amore

152

Bianca Pitzorno

La sonnambula

84

Alcide Pierantozzi

Lo sbilico

78

Fabrizio Rocchi

Teresa Ciabatti

Donnaregina

75

Elena Lietti

Elena Rui

Vedove di Camus

64

Viola Graziosi

A conquistare l'80° edizione del Premio Strega è stato Michele Mari con I convitati di pietra (Einaudi), candidato da Vittorio Lingiardi. Il romanzo si è imposto con 190 voti, aggiudicandosi il più prestigioso riconoscimento della narrativa italiana. Sul palco allestito in Piazza del Campidoglio, il secondo posto è stato conquistato da Matteo Nucci con Platone – Una storia d'amore (Feltrinelli), proposto da Giancarlo De Cataldo, che ha raccolto 152 voti.A completare il podio è Bianca Pitzorno, terza classificata con La sonnambula (Bompiani), presentato da Roberta Mazzanti, forte di 84 preferenze.

Seguono Alcide Pierantozzi, quarto con Lo sbilico (Einaudi), candidato da Donatella Di Pietrantonio e votato da 78 giurati, e Teresa Ciabatti, quinta con Donnaregina (Mondadori), proposta da Roberto Saviano, che ha ottenuto 75 voti. Chiude la sestina finalista Elena Rui con Vedove di Camus (L'orma), presentato da Lisa Ginzburg, che ha totalizzato 64 preferenze.

Premio Strega 2026: vince I convitati di pietra di Michele Mari

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In Esclusiva per Audible, il romanzo vincitore del Premio Strega 2026, I convitati di pietra di Michele Mari, è narrato da Andrea Moretti.

Di cosa parla il romanzo vincitore del Premio Strega 2026?

La storia prende il via nel 1976 per arrivare, non senza ostacoli, rivincite, vendette e scongiuri, fino al 2050 e oltre.

Al centro della vicenda c'è un "patto sciagurato": questa volta non c'entrano storie di criminalità organizzata e tanto meno promesse di un amore impossibile. La trama ruota attorno a una scommessa tra compagni di classe che, in occasione della prima cena per l'anniversario della maturità, decidono di versare ogni anno una quota di denaro in un fondo comune. Con quale obiettivo? Quando soltanto tre di loro resteranno in vita, potranno spartirsi l'insolito montepremi. Anno dopo anno, durante questi incontri, riaffiorano rivalità, rancori e meschinità. Più il montepremi cresce, più il denaro e le dinamiche di potere mettono a nudo il lato più oscuro dei protagonisti.

Dalla gioventù trascorsa tra i banchi di scuola, noi lettori, incuriositi e pieni di aspettative, assistiamo allo scorrere del tempo che lascia il segno su ciascuno dei protagonisti. I loro nomi e cognomi, elencati all'inizio del romanzo proprio come in un appello scolastico, ci accompagnano fin dalle prime pagine attraverso il ripetersi degli incontri, anno dopo anno.

Con una prosa misurata e un registro linguistico a tratti aulico, proprio di chi sembra guardare ai classici più che alle mode del momento, Michele Mari costruisce un romanzo sospeso tra il serio e il faceto. Ne emerge un affresco in cui la fantomatica goliardia, così cara all'immaginario contemporaneo, si rivela progressivamente per ciò che può diventare: un terreno fertile per rivalità, invidie e gelosie, capaci di protrarsi fino alla morte.

Chi è lo scrittore Michele Mari?

Michele Mari (Milano, 26 dicembre 1955) è uno scrittore, poeta, traduttore e saggista italiano, tra le voci più originali della narrativa contemporanea. Per molti anni ha insegnato Letteratura italiana all'Università degli Studi di Milano e ha collaborato con importanti quotidiani nazionali. La sua scrittura, caratterizzata da uno stile colto e ricco di richiami ai classici, intreccia spesso memoria, fantastico e autobiografia. Tra le sue opere più note figurano Leggenda privata, Rosso Floyd e Roderick Duddle. Nel 2026 ha conquistato il Premio Strega con I convitati di pietra.

Gli altri romanzi finalisti al Premio Strega 2026

Secondo classificato al Premio Strega 2026: Platone – Una storia d'amore di Matteo Nucci

Matteo Nucci, tra le voci più apprezzate della narrativa italiana contemporanea, ha vinto pochi giorni fa anche il Premio Internazionale Flaiano (Narrativa Over 35) con Platone – Una storia d'amore, secondo classificato al Premio Strega 2026. Profondo conoscitore della cultura greca, alla quale ha dedicato gran parte della sua produzione letteraria, Nucci costruisce un romanzo lirico che ripercorre la biografia di Platone trasformandola in un intenso racconto umano e filosofico. Le parole sembrano essere state soppesate una a una, dando vita a un vortice di impressioni che intreccia le atmosfere dell'antica Grecia con la Weltanschauung di protagonisti animati da valori per noi lontani, eppure profondamente umani.

“Amare sempre, per sempre. Lottare per la giustizia con tutto l’amore che c’è. Di Due Uno. Terra e Cielo. Non c’è altro da fare.”

Di Matteo Nucci, su Audible, puoi ascoltare diversi titoli, tra cui:

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Terza classificata al Premio Strega 2026: La sonnambula di Bianca Pitzorno

Ha piacevolmente sorpreso molti di noi, la scrittrice italiana Bianca Pitzorno che, con La sonnambula, torna al grande romanzo, questa volta ambientato nella sua terra natia, la Sardegna. Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, l'autrice racconta la storia di una bambina che, fin dalla più tenera età, è soggetta a svenimenti anomali: misteriosi mancamenti che la conducono in uno stato di sonnambulismo durante il quale sembra riuscire a vedere e persino a prevedere il futuro.

“Le circostanze in cui gli esseri umani agiscono, i loro sentimenti e le azioni che ne conseguono, si assomigliano in tutti i luoghi e in tutti i tempi.”

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Quarto classificato al Premio Strega 2026: Lo sbilico di Alcide Pierantozzi

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Quarto classificato al Premio Strega 2026 con Lo sbilico, Alcide Pierantozzi si conferma uno degli interpreti più sensibili della provincia italiana, raccontata con autenticità e senza indulgere nella nostalgia. Nel romanzo ricompone i frammenti di un mosaico allucinato e insieme lucidissimo, che conduce il lettore nel territorio dell'autofiction. È lo stesso Pierantozzi a entrare e uscire dalla narrazione, scrittore e protagonista insieme, seguendo la scia dei cosiddetti "romanzi del controesodo", nei quali il ritorno dalla città alla provincia diventa occasione per fare i conti con il proprio passato. Proposto da Donatella Di Pietrantonio, vincitrice del Premio Strega 2024, Lo sbilico racconta occasioni perdute e fragilità, senza rinunciare a una speranza di fondo: quella che ricorda come la vita, nonostante tutto, sia un dono irripetibile.

Alcide Pierantozzi (San Benedetto del Tronto, 1985) è uno scrittore italiano. Dopo gli studi in Filosofia teoretica all'Università Cattolica di Milano, ha esordito nel 2006 con Uno in diviso, dedicato a Pier Paolo Pasolini. Collabora con numerose testate nazionali, tra cui Corriere della Sera, Rolling Stone e Rivista Studio. Nel 2026 si è affermato con Lo sbilico, vincitore del Premio Bergamo e del Premio Strega Deutschland, oltre che quarto classificato al Premio Strega 2026 e finalista al Premio Campiello.

Quinta classificata al Premio Strega 2026: Donnaregina di Teresa Ciabatti

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Narrato da Elena Lietti in Esclusiva per Audible, Donnaregina di Teresa Ciabatti si è classificato quinto al Premio Strega 2026. Proposto da Roberto Saviano, il romanzo si ispira a una storia vera e prende avvio dall'incontro-intervista tra la scrittrice e un noto boss della Camorra, Giuseppe Misso detto "'o Nasone".

Da quel dialogo nasce un intenso confronto che intreccia memoria personale e cronaca, riportando alla luce ferite del passato, rapporti familiari irrisolti e fragilità condivise. Con una scrittura che attinge all'autofiction – poiché l'autrice è parte integrante della vicenda narrata – Ciabatti riflette sul potere, sul senso di colpa e sulla complessità dei legami affettivi, restituendo un ritratto del protagonista dal taglio più giornalistico che romanzesco.

“E ora fermiamoci dove Misso andrebbe veloce. Sono io che lo costringo a tornare indietro, a chiedere di raccontare meglio.”

Teresa Ciabatti (Orbetello, 1972) è una scrittrice e sceneggiatrice italiana. Finalista al Premio Strega nel 2017 con La più amata, classificatasi al secondo posto, è tornata tra i finalisti nel 2026 con Donnaregina. Accanto all'attività letteraria, firma anche soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione.

Sesta classificata al Premio Strega 2026: Vedove di Camus di Elena Rui

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Sesta classificata al Premio Strega 2026 con Vedove di Camus, Elena Rui era stata candidata da Lisa Ginzburg, che aveva motivato così la sua scelta:

«Con convinzione candido questo libro di Elena Rui, che si impone per la sua forza prismatica. Racconta di quattro donne dalle personalità assai diverse, ciascuna a proprio modo legata sentimentalmente ad Albert Camus».

Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1957, Albert Camus continua ad affascinare per la limpidezza con cui affronta i grandi temi dell'esistenza, con una scrittura essenziale e profonda. Elena Rui, padovana, classe 1980, prende le mosse dalla sua figura per costruire un romanzo incentrato su quattro donne, le "vedove" simboliche lasciate dallo scrittore dopo la sua tragica morte in un incidente automobilistico. Più che soffermarsi sugli aspetti privati della sua vita, l'autrice intreccia fatti storici e immaginazione, dando vita a un racconto corale di grande intensità.

"L'immaginazione ha funzionato da collante, perché questa, seppur documentata, è una finzione".

Narrato da Viola Graziosi in Esclusiva per Audible, Vedove di Camus è tra i titoli più interessanti usciti nel 2026.

Leggi anche l'articolo: Tutti i vincitori del Premio Nobel per la letteratura.

Vincitori e finalisti di passate edizioni del Premio Strega

Per scoprire alcune delle migliori proposte letterarie degli ultimi anni, ti proponiamo una selezione di romanzi premiati con lo Strega e particolarmente apprezzati dalla community di Audible.

Premio Strega 2025

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Vincitore del Premio Strega 2025, L'anniversario di Andrea Bajani, disponibile in esclusiva su Audible con la voce di Luigi Lo Cascio, racconta la scelta radicale di un figlio di recidere ogni legame con i genitori dopo un'infanzia segnata da abusi emotivi e dinamiche familiari oppressive. Con una scrittura intensa e misurata, Bajani esplora il peso della memoria, la ricerca della propria identità e la possibilità di ricostruirsi lontano dalle ferite del passato. Un romanzo intimo e potente, che riflette sul significato della famiglia e sul difficile percorso verso la libertà interiore.

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Seconda classificata al Premio Strega 2025 con Perduto è questo mare, Elisabetta Rasy non è nuova ai riconoscimenti letterari: nel 2016 ha vinto il Premio Campiello con Le regole del fuoco. Saggista e narratrice, ha dedicato numerose opere a figure di primo piano del pensiero e della letteratura, tra cui Sylvia Plath, Julia Kristeva e Monique Wittig.

Ambientato nella Napoli degli anni Cinquanta, Perduto è questo mare racconta la storia di una bambina privata troppo presto dell'amore paterno, un'assenza destinata a segnare tutta la sua esistenza. Anni dopo, la morte di un amico, poeta e maestro, riapre le ferite del passato e la costringe a confrontarsi con ricordi mai davvero sopiti.

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Terza classificata al Premio Strega 2025, Quello che so di te di Nadia Terranova è un intenso romanzo che intreccia memoria familiare e maternità. La protagonista, da poco diventata madre, indaga la storia della bisnonna Venera, internata in un manicomio di Messina, nel tentativo di fare luce su un passato avvolto da silenzi e ricordi frammentari. Con una scrittura delicata e incisiva, Terranova riflette sull'eredità familiare, sull'identità e sulla complessità dell'essere donna e madre.

Premio Strega 2024

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L'età fragile, vincitore del Premio Strega 2024, è un romanzo che esplora i temi della fragilità umana, del ritorno ai luoghi d'origine e del confronto con il passato. La protagonista, Lucia, è una fisioterapista che torna con la figlia Amanda in Abruzzo, nella loro terra natale, dove entrambe devono affrontare i ricordi dolorosi legati a un tragico evento. Amanda, dopo essere stata aggredita a Milano, si ritira in se stessa, e Lucia si trova a dover gestire il silenzio e la distanza emotiva della figlia. Il romanzo è caratterizzato da una prosa scarna e intensa che mette in luce le dinamiche familiari e il legame con la comunità locale.

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Al secondo posto del Premio Strega 2024 si è classificato il romanzo Invernale di Dario Voltolini, edito da La nave di Teseo. Voltolini, scrittore torinese con una lunga carriera alle spalle, narra la storia di un inverno che sembra senza fine, in cui i protagonisti sono costretti a confrontarsi con il freddo esterno e le proprie fragilità interne, in un intreccio di vicende intime e riflessioni esistenziali. In questo libro, l’autore ci racconta l’evento segnante della sua esistenza: la perdita del padre, sullo sfondo della Torino periferica anni '70 e del mercato di Porta Palazzo, dove papà Gino lavorava come macellaio. Senza pietismo, Dario Voltolini affronta il tema della dissoluzione della carne, in un gioco specchio tra il corpo animale e il corpo umano che, colpiti da un agente esterno (l'animale dall'uomo che lo uccide per la sua carne, l'uomo dal cancro), sono inesorabilmente destinati a morire.

Premio Strega 2023

Opera vincitrice del Premio Strega 2023, ma anche dello Strega off e del Premio Strega Giovani è Come d'aria di Ada d'Adamo. Un'opera letteraria che sembra contenere una storia (commovente) nella storia. La sua autrice, venuta a mancare a pochi mesi dall'assegnazione del premio a causa di una malattia tumorale, racconta nel libro non solo la sua malattia, ma anche la relazione con una figlia gravemente disabile: Daria. Come d'aria è però un memoir tutt'altro che triste: è una storia e una testimonianza di vita grazie alla quale potrai comprendere come sublimare la sofferenza in amore per la vita.

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Dove non mi hai portata, di Maria Grazia Calandrone, è il quarto romanzo classificato al Premio Strega 2023; un libro che ti farà entrare in una dimensione intima nella quale una donna adulta ripercorre a ritroso la storia dei suoi genitori - Lucia e Giuseppe-, misteriosamente annegati nel Tevere. Siamo nel dopoguerra e, più precisamente, nell'estate del 1965. Lucia e Giuseppe arrivano a Roma con la figlia di otto mesi. La loro unione però è un reato per le leggi vigenti in quegli anni: Lucia infatti è fuggita insieme a Giuseppe scappando da un marito violento e da un matrimonio angusto. La figlia di Lucia e Giuseppe, affidata alle mani del destino e lasciata dai genitori nel giardino di Villa Borghese, una volta divenuta donna inizierà ad indagare sulle sue origini: chi erano i suoi genitori? Perché sono annegati nel Tevere? Lo stile della narrazione, diretto e asciutto, si compone di quella agilità che è necessaria– talvolta – per fare fronte a traumatiche emozioni e delicati sentimenti dell'animo umano.

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Premio Strega 2022

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Vincitore del Premio Strega 2022, Spatriati dello scrittore Mario Desiati, è un libro che non ti deluderà. Oltre ad uno stile che si lascia leggere con piacere – mai pesante o banale -, il romanzo di Mario Desiati è in grado di farti identificare con alcuni dilemmi esistenziali comuni a molte generazioni come, ad esempio, la necessità di emigrare o restare in patria, la possibilità di trovare una stabilità emotiva in una coppia tradizionale o in una famiglia “acquisita” e, ancora, l'aspirazione ad una vita libera dagli angusti vincoli di una mentalità di provincia o la solitaria vita in una metropoli alienante. I due protagonisti del libro, Claudia e Francesco, compiono scelte di vita divergenti: andrà a vivere prima a Londra e poi a Berlino lei, mentre lui resterà nel paese della provincia fino al giorno in cui i loro destini di ricongiungeranno, ma in un modo del tutto originale, nella capitale tedesca. Spatriati è una lettura consigliata, non solo perché è il libro vincitore del Premio Strega 2022, ma anche perché è scritto con quella forza narrativa semplice e potente capace di toccare le corde della mente e quelle del cuore allo stesso tempo.

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Tra i finalisti del Premio Strega 2022, Randagi è un romanzo nel quale emerge, come punta di iceberg vagante nel mare della contemporaneità, la crisi generazionale che caratterizza i millennial. Il protagonista, Pietro Benati, si muove a fatica nelle dinamiche familiari recando il peso di una sorta di maledizione: tutti i Benati maschi infatti, prima o poi, sembrano sparire nel nulla, dilenguandosi. Eppure Pietro, in questa vacua attesa che si consuma tra le vie di Pisa, vede scomparire solo suo fratello Tommaso, unico punto di riferimento nella sua vita. La vita di Pietro sembra essere risucchiata in un'immobilità senza tregua finchè non incontra due “randagi”: Laurent e Dora. Grazie a loro, sgangherati e commoventi amici con i quali riesce finalmente a identificarsi, la sua esistenza inizierà lentamente ad uscire dall'immobilità ammorbante della vita di provincia per tornare a vivere. Randagi, proprio come Spatriati, è un romanzo capace di descrivere con acume e ironia le peripezie delle generazioni precarie nella sfera professionale, ma anche in quella emotiva e sentimentale.

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Questo è uno di quei romanzi che lascerà un segno nella tua memoria grazie alla sferzante prosa dell'autrice, Veronica Raimo, in grado di scardinare le porte della serietà pur trattando temi alquanto traumatici, come quello delle famiglie “disfunzionali”. Candidato al Premio Strega 2022, Niente di vero è un romanzo non lineare nel quale però emerge con chiarezza una delle caratteristiche (purtroppo) molto comuni a molte famiglie: il loro essere disfunzionali per lo sviluppo sano ed equilibrato dei suoi componenti.

La protagonista/autrice, nel reiterato tentativo di “diventare grande” - non senza colpi di scena e sofferenze per le quali la parola d'ordine è sdrammatizzare - descrive la storia della sua famiglia. Una madre ansiosa che sembra predire le morti dei figli con fare angosciante, un padre ossessivo che, in nome dell'ordine, continua a costruire tramezzi architettonici in casa, un fratello genio il cui peso ingombrante tende a soffocare la protagonista. Niente di vero è un libro consigliato sia perché esula da una narrativa lineare e dunque non è mai noioso o prevedibile, sia perché è in grado di sviscerare e combattere tematiche traumatiche - come quelle familiari - con l'affilata arma dell'ironia e dell'autoironia.

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Altri vincitori e finalisti del Premi Strega

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Vincitore del Premio Strega 2021, Due vite è un romanzo in Esclusiva per Audible nel quale vengono narrate le storie di Rocco Carbone e Pia Pera, due amici dello scrittore (anch'essi scrittori) prematuramente scomparsi. Emanuele Trevi (per la cronaca rosa ex-marito di Chiara Gamberale) presenta in questo romanzo tutti gli elementi letterari capaci di muovere il lettore alla commozione: il tema della tragedia e quello della morte, la giostra dei sentimenti umani e la volatilità delle emozioni. Due vite, vincitore del Premio Strega 2021, narra le vite di Rocco, scrittore calabrese e di Pia Pera, scrittrice originaria di Lucca, due vite che costituiscono però un unico avvincente universo letterario racchiuso in questo romanzo da non perdere.

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“Dikte”, come viene chiamata da tutti Edith Bruck, è una bambina ebrea ungherese che vive un'infanzia felice e guarda speranzosa al futuro, un futuro interrotto bruscamente dalla follia del nazismo. Edith diviene un numero e viene trasferita nei lager di Auschwitz, Dachau e Bergen-Belsen. Come si sopravvive a un’esperienza così atroce? Come si concilia lo strazio del ricordo con la necessità morale di trasmettere alle nuove generazioni, ancora alle prese con fascismi e antisemitismi, questo capitolo di storia che non deve essere dimenticato? Edith racconta la sua nuova identità, lo smarrimento, i pellegrinaggi alla ricerca di un posto nella società fino all’arrivo in Italia, una nuova casa e un nuovo amore. In questo romanzo troverai non solo una preziosa testimonianza sull’Olocausto ma anche spunti di riflessione originali sui tempi che stiamo vivendo e sul senso della vita.

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Quest’opera autobiografica racconta l’evoluzione e le sfumature di un amore complesso quanto resistente, quello tra una figlia (Maria Grazia Calandrone) e la sua madre adottiva. Un sentimento che cresce per allentarsi poi nel momento in cui la mamma svela alla bimba di non essere la sua vera madre; da allora, la relazione vivrà un continuo alternarsi di fratture e riavvicinamenti, incomprensioni e sforzi, sullo sfondo però di un amore travolgente e sempre presente. L’autrice, che viene dalla poesia, ha uno stile delicato e traboccante, che coinvolge chi ascolta e fa riflettere sul significato di essere genitori e figli.

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Dopo il successo de L’arminuta, Donatella Di Pietrantonio torna con il seguito del romanzo, questa volta focalizzato sulla relazione tra le due sorelle; dopo aver vissuto un'infanzia in ambienti diversi, da adulte le loro strade si dividono ma si mantiene intatto l’affetto reciproco nonostante le difficoltà della vita. L’autrice ha l’invidiabile capacità di trasportare il lettore anima e corpo nella storia e di creare atmosfere immersive. Se ti è piaciuto L’arminuta, amerai sicuramente anche questa nuova storia ambientata in terra abruzzese.

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Alice Urciolo prova a raccontare gli adolescenti dei nostri tempi senza retorica in un romanzo che potrebbe essere incluso nel genere “young adult”, che comprende libri destinati a un pubblico giovane. Gli abitanti di una piccola cittadina laziale, Pontinia, cercano di riprendersi da un tragico evento: la giovane Elena è stata uccisa dal fidanzato l’anno prima, e i suoi amici e le loro famiglie provano a superare il trauma e andare avanti, ognuno a modo proprio ma con un denominatore comune che segna le relazioni tra di loro; l’adorazione, nelle sue varie accezioni di amore, ossessione e possessione. Genitori schiavi delle convenzioni sociali, figli che si ribellano e vita soffocante di provincia sono alcuni dei temi affrontati da Alice Urciolo nel suo primo romanzo.

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