Mostra i risultati per narratore "Nicola Stravalaci"

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    • Fiabe dei fratelli Grimm

    • Di: Antonio Gramsci
    • Letto da: Nicola Stravalaci
    • Durata: 56 min
    • Versione integrale
    • Totali
      4.5 out of 5 stars 6
    • Interpretazione
      4.5 out of 5 stars 6
    • Storia
      4 out of 5 stars 6

    Fiabe dei fratelli Grimm è un audiolibro proposto da Alfaudiobook. Antonio Gramsci tradusse, con l'intenzione di mandarle ai suoi nipoti, alcune favole dei fratelli Grimm mentre si trovava in carcere. Pubblicate oggi per la prima volta in versione audio, le famose favole di Cappuccetto Rosso, La bella addormentata nel bosco, Biancaneve e Cenerentola, sono non solamente un'incantata raccolta per bambini ma, grazie alla traduzione dell'autore, una suggestione per gli adulti, un'opera paragonabile per valore simbolico ai racconti di Hoffmann e di Poe.

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    • Papa Giovanni XXIII: Un'audiobiografia

    • Di: Cinzia Spanò
    • Letto da: Nicola Stravalaci
    • Durata: 1 ora e 13 min
    • Versione integrale
    • Totali
      4.5 out of 5 stars 3
    • Interpretazione
      4.5 out of 5 stars 3
    • Storia
      4.5 out of 5 stars 3

    "Papa Giovanni XXIII-Un'audiobiografia" di Cinzia Spanò è un audiolibro proposto da Alfaudiobook all'interno della serie dedicata al racconto...

    • 5 out of 5 stars
    • Mi é piaciuto

    • Di Cliente Amazon il 29 10 2017
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    • Alberto Juantorena: Un uomo chiamato caballo (Olimpicamente)

    • Di: Flavio Stroppini, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Alessandro Castellucci, Nicola Stravalaci
    • Durata: 9 min
    • Versione integrale
    • Totali
      3.5 out of 5 stars 4
    • Interpretazione
      4 out of 5 stars 4
    • Storia
      4 out of 5 stars 4

    Cuba. La rivoluzione. Lo sport. Queste le tre parole principali del vangelo personale di Alberto Juantorena. Alcuni amici lo chiamavano il peggior giocatore di pallacanestro mai visto. Lui si era innamorato di quello sport. Rimbalzo, corsa, salto, canestro. L'allenatore polacco Zygmunt Zabierzowski lo convinse però a provare altro. La velocità. Dedicati ai 400 e agli 800 metri i suoi 84 chili per 1.90 di altezza divennero un prototipo di fenomeno. Musiche originali: Gianluigi Carlone.

    • 3 out of 5 stars
    • Il cavallo de CUBA!

    • Di JOker il 21 05 2018
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    • Michael Phelps: Andiamo a prenderla (Olimpicamente)

    • Di: Luca Gattuso, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Daniele Ornatelli, Nicola Stravalaci
    • Durata: 13 min
    • Versione integrale
    • Totali
      4 out of 5 stars 7
    • Interpretazione
      4.5 out of 5 stars 6
    • Storia
      3.5 out of 5 stars 6

    Michael Phelps nel 2000 aveva solo 15 anni, ma nuotava già alle Olimpiadi di Sidney. Quattro anni più tardi arriva all'edizione di Atene 2004 con l'intenzione di battere il record dei sette ori di Mark Spitz. Ci va vicino, ma non riesce nell'impresa: si porta a casa 6 ori e 2 bronzi. Si prepara già per le Olimpiadi di Pechino 2008: il suo unico obiettivo è conquistare le otto medaglie olimpiche. Decolla dagli Stati Uniti con quello scopo.

    • 4 out of 5 stars
    • Breve, ma emozionante

    • Di Gipanzel il 14 02 2018
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    • Billy Mills: Venticinque giri (Olimpicamente)

    • Di: Mario Mucciarelli, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Alessandro Castellucci, Daniele Ornatelli, Nicola Stravalaci
    • Durata: 19 min
    • Versione integrale
    • Totali
      5 out of 5 stars 1
    • Interpretazione
      5 out of 5 stars 1
    • Storia
      5 out of 5 stars 1

    Il favorito dei 10mila metri di atletica leggera, alle Olimpiadi di Tokio 1964, è Ron Clarke, australiano, detentore del record del mondo. Ma a vincere, dopo un ultimo giro pieno di colpi di scena, è Billy Mills, un atleta americano pressoché sconosciuto. Billy è un nativo americano, nato e cresciuto in una riserva, orfano dall'età di 12 anni.

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    • Andre Agassi: Parte di me (Olimpicamente)

    • Di: Gianmarco Bachi, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Alessandro Castellucci, Nicola Stravalaci
    • Durata: 16 min
    • Versione integrale
    • Totali
      4 out of 5 stars 8
    • Interpretazione
      4 out of 5 stars 8
    • Storia
      4 out of 5 stars 8

    È il giorno della finale del singolare maschile di tennis alle Olimpiadi di Atlanta. A contendersi l'oro, sul cemento degli impianti di Stone Mountain, ci sono Sergi Bruguera e Andre Agassi. Lo spagnolo è uno specialista della terra rossa, ha vinto per due volte il Roland Garros, arrivando fino alla posizione numero 3 del ranking mondiale. Agassi invece è semplicemente Agassi. Uno dei più grandi tennisti del decennio. Un'icona della sua generazione. Più che un tennista, una rockstar. È il 3 agosto del 1996: Agassi e Bruguera si preparano a scendere in campo.

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    • Werner Gunthor: Il barbaro coi baffi (Olimpicamente)

    • Di: Flavio Stroppini, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Daniele Ornatelli, Nicola Stravalaci
    • Durata: 11 min
    • Versione integrale
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      0 out of 5 stars 0
    • Interpretazione
      0 out of 5 stars 0
    • Storia
      0 out of 5 stars 0

    Uno, due! Uno due! Uno due! Rigido. Di solito gli atleti del getto del peso sono così. Elefanti in cristalleria. Lo sai che prima o poi si voltano e fanno cascare tutto quanto. Lui no. Werner Günthör da Uttwil, canton Turgovia, Svizzera, sembrava danzare. Quando camminava e quando lanciava la sfera di sette chili e 270 grammi a più di venti metri di distanza. Da dove gli veniva tutta quella eleganza?

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    • Sergey Bubka: Non fanno per me (Olimpicamente)

    • Di: Luca Gattuso, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Claudio Moneta, Nicola Stravalaci
    • Durata: 18 min
    • Versione integrale
    • Totali
      5 out of 5 stars 1
    • Interpretazione
      5 out of 5 stars 1
    • Storia
      5 out of 5 stars 1

    Quando si studia la storia di una disciplina sportiva nasce scontato il dibattito su chi sia il più forte di tutti i tempi. E non sempre è facile determinarlo. Poi ci sono discipline in cui il dibattito neanche nasce. Si apre e si chiude nello stesso istante. Una di queste è il salto con l'asta maschile, dove nessuno oserebbe eccepire alcunchè di fronte al nome del leader incontrastato della classifica di tutti i tempi: Sergey Bubka.

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    • Roger Federer: Game, set, match (Olimpicamente)

    • Di: Flavio Stroppini, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Nicola Stravalaci, Alessio Maria Romano, Margherita Saltamacchia
    • Durata: 10 min
    • Versione integrale
    • Totali
      3 out of 5 stars 6
    • Interpretazione
      3 out of 5 stars 6
    • Storia
      2.5 out of 5 stars 6

    Di un grande sportivo ricordi le vittorie. Oppure le giocate fuori dall'ordinario. Ci sono alcuni uomini che nel mezzo di un campo da gioco riescono a farci dimenticare ogni patema del quotidiano. Rendono possibile quello che non dovrebbe esserlo. Tra questi uomini, che se ne infischiano delle regole fisiche, c'è un tennista. Il miglior tennista di tutti tempi. Roger Federer. 17 slam, coppa Davis, 6 master, 237 settimane consecutive al numero 1 della classifica ATP e decine di record polverizzati.

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    • Niccolò Campriani: L'ultimo colpo (Olimpicamente)

    • Di: Mario Mucciarelli, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Daniele Ornatelli, Nicola Stravalaci
    • Durata: 15 min
    • Versione integrale
    • Totali
      3 out of 5 stars 1
    • Interpretazione
      4 out of 5 stars 1
    • Storia
      2 out of 5 stars 1

    Londra, 6 agosto 2012. È in corso la gara della carabina a 50 metri tre posizioni. Si spara sdraiati, seduti, in piedi. Le Olimpiadi sono l'unica vera vetrina per il tiro a segno, uno di quelle discipline che trovi nella pagina "altri sport" dei giornali sportivi. Se le trovi. Il dominatore è un italiano, Niccolò Campriani. Arriva ai 10 tiri finali con un vantaggio di 8 punti, solo lui può buttare via tutto. E sembra intenzionato a farlo.

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    • Mark Spitz: Solo in quarta corsia (Olimpicamente)

    • Di: Antonio La Torre, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Nicola Stravalaci, Alessio Maria Romano
    • Durata: 19 min
    • Versione integrale
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    • Interpretazione
      0 out of 5 stars 0
    • Storia
      0 out of 5 stars 0

    È l'alba del 5 settembre a Monaco di Baviera. I Giochi delle XX Olimpiadi dell'era moderna stanno per entrare nella seconda settimana. Tutto il mondo, non solo quello sportivo, parla di un nuotatore statunitense, Mark Spitz, vincitore di ben 7 medaglie d'oro, sette record del mondo. È l'alba quando, nel villaggio olimpico ancora addormentato, otto uomini scavalcano senza difficoltà la rete di recinzione. Sono armati, fanno parte di un commando dell'organizzazione palestinese "Settembre nero". E' l'alba e qualcuno bussa alla porta della camera di Mark Spitz.

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    • Louis Zutter: Il cavallo di Louis (Olimpicamente)

    • Di: Flavio Stroppini, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Daniele Ornatelli, Nicola Stravalaci
    • Durata: 12 min
    • Versione integrale
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    • Interpretazione
      0 out of 5 stars 0
    • Storia
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    "Lunedì 6 corrente furono organizzate le feste per i giuochi olimpici. L'aspettativa grandissima che vi era per questi giuochi non fu certamente superiore al risultato. La prima giornata fu splendida e per il concorso del pubblico e per i giuochi stessi che dal lato sportivo nulla lasciarono a desiderare." Così scrisse la neonata Gazzetta dello Sport il 13 aprile 1896.

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    • Son Kitei: Un giorno a Berlino (Olimpicamente)

    • Di: Mario Mucciarelli, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Nicola Stravalaci, Alessio Maria Romano
    • Durata: 17 min
    • Versione integrale
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    • Interpretazione
      0 out of 5 stars 0
    • Storia
      0 out of 5 stars 0

    I giochi olimpici di Seoul, capitale della Corea del sud, furono gli ultimi giochi olimpici prima della caduta del muro di Berlino. Siamo nel 1988, alle porte di una nuova era. Quando Sohn Kee Chung, conosciuto anche come Son Kitei, più di settant'anni, arzillo, scattante, fa il suo ingresso nello stadio con la torcia olimpica in mano, il pubblico coreano, e non solo, esplode in un applauso commosso. Un piccolo vecchio uomo fragile e forte allo stesso tempo, che corre con una scioltezza incredibile, saluta il pubblico, sorride come forse non aveva mai fatto prima. Non tutti conoscono la sua storia, e le ragioni per cui la sua presenza vuol dire così tanto per la Corea del Sud. Perché questa è una storia di più di mezzo secolo prima.

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    • Muhammad Alì: Senza tremare, mai (Olimpicamente)

    • Di: Gianmarco Bachi, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Nicola Stravalaci, Daniele Ornatelli
    • Durata: 17 min
    • Versione integrale
    • Totali
      3.5 out of 5 stars 10
    • Interpretazione
      4 out of 5 stars 9
    • Storia
      4 out of 5 stars 8

    19 luglio 1996, Atlanta. Cerimonia d'apertura della ventiseiesima olimpiade. La fiaccola olimpica entra nello stadio portata dal lanciatore del disco Al Oerter, poi passa nelle mani del campione del mondo dei pesi massimi Evander Holyfield e della vincitrice dei 100 ostacoli di Barcellona Voula Patoulidou. L'ultimo tedoforo è la nuotatrice statunitense Janet Evans che si inerpica su per le tribune. In cima, ad attenderla, c'è qualcuno che la aspetta dietro una quinta. Ancora invisibile agli spettatori e agli occhi delle telecamere.

    • 1 out of 5 stars
    • Non ci siamo

    • Di Eugenio M. il 14 02 2018
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    • Greg Louganis: Tre metri sopra (Olimpicamente)

    • Di: Gianmarco Bachi, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Nicola Stravalaci, Daniele Ornatelli
    • Durata: 21 min
    • Versione integrale
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    • Interpretazione
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    • Storia
      0 out of 5 stars 0

    Quando prende l'argento alle olimpiadi di Montreal nel '76 Greg Louganis ha solo 16 anni ed è all'esordio. Quella volta perde da Klaus Dibiasi che infila il suo terzo oro olimpico consecutivo. Louganis perde quella volta e poi non perde più. Ma proprio più. Per dodici anni vince sempre, qualunque cosa, in qualunque competizione internazionale, giochi Panamericani, mondiali, olimpiadi. Oro. Sempre.

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    • Jesse Owens: L'oro dell'Alabama (Olimpicamente)

    • Di: Gianmarco Bachi, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Alessandro Castellucci, Nicola Stravalaci
    • Durata: 14 min
    • Versione integrale
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    • Interpretazione
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    • Storia
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    Quattro medaglie d'oro sono quattro medaglie d'oro. Ma quattro medaglie d'oro vinte da un nero dell'Alabama in faccia a Hitler sono un'altra cosa. Il granello che inceppa la macchina di quelle celebrazioni del nazional-socialismo che furono i giochi di Berlino del '36. Lui. James Cleveland Owens, detto Jesse. Il figlio del vento e di un povero agricoltore emigrato in Ohio per provare a sfamare lui e i suoi nove fratelli.

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    • Dereck Redmond: A piccoli passi (Olimpicamente)

    • Di: Gianmarco Bachi, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Alessandro Castellucci, Daniele Ornatelli, Nicola Stravalaci
    • Durata: 14 min
    • Versione integrale
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    • Interpretazione
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    • Storia
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    1992, giochi olimpici di Barcellona. Si corre la semifinale dei 400 metri piani maschili. Dereck Redmond, ha 26 anni, è il primatista britannico. E quell'attesa l'ha già vissuta un'altra volta, quattro anni prima, sulla pista di Seoul. Era pronto, si stava riscaldando quando il tendine di achille ha fatto crack. Allo stadio, tra le 56.000 persone che affollano lo stadio del Montjuic, c'è anche il padre. Che lo ha visto partire e risollevarsi, che lo ha accompagnato fin lì e che adesso lo sta guardando dalla tribuna.

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    • Bob Beamon: Il salto più lungo (Olimpicamente)

    • Di: Luca Gattuso, G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Nicola Stravalaci, Daniele Ornatelli
    • Durata: 17 min
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    • Storia
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    Sono pochi quelli che oltre a vincere la medaglia con il record fanno anche la Storia dell'atletica. Uno di questi è stato Robert "Bob" Beamon che il 18 ottobre 1968 alle Olimpiadi di Città del Messico letteralmente decolla dalla pedana del salto in lungo e atterra dopo 8 metri e 90 centimetri. Batte il record precedente di 55 centimetri. Mai nessuno prima di lui era riuscito e dopo di lui riuscì a migliorare il record del lungo così tanto. Il suo record resisterà imbattuto per 23 anni.

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    • Andy Murray: Ti porto al pub (Olimpicamente)

    • Di: G. Sergio Ferrentino
    • Letto da: Alessandro Castellucci, Daniele Ornatelli, Nicola Stravalaci
    • Durata: 14 min
    • Versione integrale
    • Totali
      4 out of 5 stars 1
    • Interpretazione
      5 out of 5 stars 1
    • Storia
      4 out of 5 stars 1

    Olimpiadi di Londra 2012. La finale per l'oro maschile del tennis si gioca a Wimbledon. Si sfidano Andy Murray, scozzese, e lo svizzero Roger Federer. Roger viene raccontato come l'anello di congiunzione tra un tennis antico e questo contemporaneo. Sulla carta Federer è favorito. Ma per Murray, oltre a giocare in casa, la finale per l'oro offre molte motivazioni, anche nascoste nel suo passato. E' ad un passo dalla vittoria. Gli basta un solo game per vincere la medaglia d'oro.

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