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Tempo curvo a Krems

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Tempo curvo a Krems

Di: Claudio Magris
Letto da: Moni Ovadia
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A proposito di questo titolo

"Sempre vuol dire vivere o morire? Il vetro della clessidra si accende e si colora nella luce che lo attraversa, una luce dorata rugginosa quando la clessidra è colma di sabbia e giallorosa pallido quando si svuota."

I cinque protagonisti di questi racconti si ritrovano tutti a fare i conti con un tempo che sembra non avere inizio né fine, corrente di un fiume che conduce alla foce e alla sorgente.

Il ricco e ormai vecchio industriale che inscena una beffarda ritirata dalla vita; il maestro di musica che dopo tanti anni rivede il proprio allievo in un incontro di ambigua ed elusiva crudeltà; il viaggiatore che, nella piccola e assopita cittadina di Krems, mosso da una coincidenza apparentemente insignificante, scopre il non tempo della vita e dell'amore in cui tutto è presente e simultaneo; il vecchio scrittore ospite d'onore di un premio che misura la propria estraneità al mondo e ai riti della letteratura; e infine il sopravvissuto della Grande Guerra e della grande stagione culturale della Trieste absburgica e irredentista che osserva le riprese di un film dedicato a una vicenda della sua giovinezza e di quella dei suoi amici stentando a riconoscere sé stesso e i propri compagni nei gesti e nelle battute degli attori che li interpretano.

Ironicamente crudeli, malinconicamente sobri, i cinque personaggi sembrano a poco a poco attutire l'intensità delle loro esistenze, sfumando la distinzione tra finzione e realtà, con la consapevolezza che anche "le pagine invecchiano come le cose vive: fanno orecchie d'asino, si sgualciscono, avvizziscono. Come la mia pelle."

©2019 Garzanti (P)2020 Adriano Salani Editore
Antologie e racconti brevi

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Recensioni della critica

Magris unisce una scrittura vagamente irreale, senza tempo ma evidentemente ispirata alla contemporaneità, e ironia.

--Ida Bozzi, Corriere della Sera

In questo nuovo libro è condensato il nucleo portante della poetica del Magris narratore.

--Pietro Spirito, Il Piccolo

Uno dei maestri della letteratura e della cultura italiana condensa con ironia in questo libro la sua poetica narrativa.

--La Stampa

Tutte le stelle
Più rilevanti
Faticoso da seguire e letto in modo monotono, non rende giustizia all'impegno dell'autore. Un'occasione perduta, peccato.

un'occasione persa

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Successione di personaggi, toni e situazioni che descrive un mondo crepuscolare . Purtroppo la lettura di Moni Ovadia è monotona al limite del soporifero.

Suggestioni mitteleuropee

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Una poesia che si vorrebbe fare prosa,una prosa che perde la leggerezza e la.magia della poesia.
Una malinconia trasmessa dalla voce del narratore di cui non arriva ne sentimento ne altro,una scrittura troppo professorale,manca la magia della.narrazione,sembra un esercizio di stile,non arrivano emozioni.

NOIOSO

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

mi ripropongo di rileggere in cartaceo questi racconti che senza la lettura inespressiva e monotona di Moni ovadia sicuramente potrò apprezzare di più.
mi dispiace perché Moni ovadia è un grande attore coltissimo e bravo, ma come lettore purtroppo non sono riuscita ad apprezzarlo

lettura sofferta

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.