I fratelli Ashkenazi. Edizione completa

Letto da: Moni Ovadia
Serie: I fratelli Ashkenazi, Titolo 1-3
Durata: 27 ore e 43 min
5 out of 5 stars (38 recensioni)
Dopo 30 giorni EUR 9,99/mese

Sintesi dell'editore

Uno dei capolavori delle letteratura del '900 nella pregevole traduzione di Bruno Fonzi. 

Una lunga fila di emigranti è in marcia verso la città polacca di Lodz: fra loro una variopinta comunità di ebrei ortodossi che intende guadagnarsi da vivere con la tradizionale filatura a telaio. Sarà il seme dal quale nasceranno grandi industrie tessili capaci di imporre le loro merci in tutta l'Europa. 

In questo piccolo e operoso mondo, dove il tempo è scandito dal lavoro e dalle pratiche religiose, nascono i due figli del pio Reb Abraham Hirsch Ashkenazi, opposti nel carattere fin dalla prima infanzia: Jakob Bunin, vitale e generoso, rappresenta la forza naturale e l'istinto gioioso di vivere, mentre Simcha Meier, introverso e abile negli affari, riversa la sua febbrile inquietudine nell'imprenditoria. La parabola dell'esistenza porterà Jakob ad affermarsi con il suo talento di comunicatore, mentre Simcha toccherà le vette del capitalismo industriale grazie a un miscuglio di cupidigia e lungimiranza che tutto travolge in nome del profitto. 

Attorno a loro, tra la fine dell'Ottocento e il primo conflitto mondiale, si svolgono le grandi vicende della Storia e gli eventi minimi di una folla di personaggi uniti dalla comune spiritualità ebraica, che sfocia in conflitti generazionali, al punto di indurre i giovani a un progressivo allontanamento dalla tradizione dei padri, fino a esperienze estreme come la rivoluzione, la negazione degli affetti familiari e l'affermazione dell'individualismo assoluto. 

Per Jakob e Simcha, divisi per quasi tutta la loro vita, il risultato è il distacco dal giudaismo, con la conseguente perdita della propria identità per costruirsi una rispettabilità borghese. Ma tutto è inutile, destinato al fallimento. Insieme al capitalismo si sgretolano i destini di uomini e donne travolti dal tempo e dalla Storia. Dei fratelli Ashkenazi, riuniti in un ultimo, disperato abbraccio, non resterà che l'infinita vanità del tutto. 

Israel Joshua Singer racconta la grandiosa e feroce epopea borghese degli ebrei polacchi in un romanzo insieme corale e individuale, nel solco del grande realismo ottocentesco ma percorso dalle inquietudini del Novecento: un magistrale affresco che si pone come il pendant ebraico de "I Buddenbrook" di Thomas Mann, e che spiega perché il premio Nobel Isaac Singer disse dell'amato fratello: "Sto ancora imparando da lui e dalla sua opera".

©1986 Longanesi (P)2019 Adriano Salani Editore

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  • Eugenio Muscogiuri
  • 16/11/2019

Bellissimo

Non conoscevo Israel J. Singer e logicamente neanche questo libro. Ascoltandolo mi sono sentito catapultato in una realtà di cui non ero che assolutamente al corrente. Più che la storia dei fratelli Ashkenazi è la storia di una cittadina ebrea, Lodz, dalla sua nascita al suo decadimento ed è altresì una storia ebraica. Da leggere/ascoltare con intensità. Bello. Moni Ovadia grandioso lettore!!!

1 person found this helpful

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  • vince
  • 06/11/2019

Affresco potente e senza sconti

Israel Singer raggiunge in questo libro le vette più alte della sua maestria. Il libro è un affresco potente ed estremamente impietoso della storia di una Polonia sotto la dominazione russa e durante la rivoluzione industriale. Singer non ha pietà per nessuno e mette a nudo gli aspetti buoni e cattivi di tutti, ebrei, gentili, polacchi, russi e tedeschi. Il risultato è una meditazione sull'animo umano e le sue meschinità. L'oppressione degli altri ha radici profonde e il lettore ricava da questo libro chiavi di lettura ancora molto ben applicabili ai nostri giorni. La scrittura è potente e il tratto pittorico con infinite tonalità che ben si addicono alle sfaccettature dell'animo umano. I personaggi sono tracciati con una penna che ne mette a nudo l'essere profondo. Un libro da leggere per capire meglio gli uomini e non solo un periodo storico ben preciso. Infine, la lettura di Moni Ovadia è superlativa. Si capisce che Ovadia conosce profondamente l'ebraismo in tutti i suoi aspetti perché ne fa parte e lo guarda con lo stesso occhio impietoso di Singer. Ovadia aggiunge, se possibile, una dimensione artistica teatrale a questa opera e lo fa con estrema maestria senza annoiare mai. Bravo davvero.

3 people found this helpful

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  • Utente anonimo
  • 17/05/2020

I fratelli Ashkenazi

All'inizio la lettura di Ovadia è un po' monocorde, ma si rifà con il passare dei capitoli.
Libro bellissimo.

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  • Utente anonimo
  • 18/03/2020

Bellissimo

Scorrevole, avvincente, divertente, disperato. Personaggi, luoghi e situazioni descritti nitidamente. Ovadia ci mette del suo. Grande

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  • Giuseppe Trifilo'
  • 28/01/2020

Evocatuvo e profetico

Affresco di rara potenza evocativa di un mondo e di una cultura "altra" nel cuore dell'Europa, che l'orrore nazista ha cancellato. Profetico, se si tiene conto che il romanzo fu pubblicato nel 1937, quando la Germania nazista e i syoi alleati non avevano avviato lo sterminio degli ebrei d'Europa. Moni Ovaida e' bravissimo.

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  • Cliente Amazon
  • 20/01/2020

errore di lettura

Romanzo che ho apprezzato moltissimo. La voce di Moni Ovadia si adatta molto bene alla lettura, peccato che al capitolo 18, nel dialogo iniziale tra Simcha Meyer e Daiana, abbiano registrato un suo errore dove si scusa e ricomincia la frase. E peccato che il nome di Flederbaum a volte è pronunciato tale, altre volte "FlIEderbaum".
Moni Ovadia non solo legge ma recita anche, forse per molti è un particolare che può dare fastidio, ma ritengo che rende, tutto sommato, ancora più accattivante la narrazione, piccoli errori a parte.

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  • Elisabetta Passagrilli
  • 18/12/2019

Racconto interessante

Romanzo storico molto interessante, che apre una finestra descrittiva verso un particolare momento storico. Bravi

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  • adnil
  • 01/01/2020

Long but worth it

Enjoyed the story. It painted an intriguing and intricate portrait of one family’s rise and fall in pre-WWII Poland. The Jewish story in Poland of that time period is the focal point but the book obviously provides much narrative history in general. Moni Ovadia is a very good narrator except when he is doing dialogue, especially women’s voices. This is too bad because he is wonderful when not screeching away. I stuck with it and after awhile there is less dialogue in the narrative. I listened to the Italian version and it was worth it. Very worth it.