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Sintesi dell'editore

"Può stupire che in Lager uno degli stati d'animo più frequenti fosse la curiosità. Eppure eravamo, oltre che spaventati, umiliati e disperati, anche curiosi: affamati di pane e anche di capire".

Costruito dal Centro internazionale di studi Primo Levi, Auschwitz, città tranquilla ci offre dieci suoi testi narrativi, incorniciati da due poesie: dodici punti di vista, inaspettati e avvincenti, sulla maggiore tragedia collettiva del Novecento. Nel segno di un paradossale titolo d'autore, la "città tranquilla" del campo di sterminio si apre, in questa antologia, in ogni direzione: quella fantastica, nel trittico di racconti distopici e "tedeschi" costituito da Angelica Farfalla, Versamina e La bella addormentata nel frigo; quella autobiografica, con un Primo Levi che si ripresenta in divisa zebrata con un "Me, mi conoscete" (Capaneo), raccontandoci le sue trovate per sopravvivere alla fame (Cerio) e l'incontro, a vent'anni di distanza, con uno che stava "dall'altra parte" (Vanadio).

Puntano, invece, all'oggi soprattutto tre testi: l re dei Giudei, in cui Levi delinea per la prima volta in dettaglio la "zona grigia"; Forza maggiore, il cui titolo corrisponde in maniera letteralmente schiacciante all'episodio narrato; infine, Canto dei morti invano, catalogo che Levi ha compilato nel 1985 e che il mondo contemporaneo non smette di aggiornare.

Auschwitz è stato l'alfa e l'omega dell'opera di Primo Levi: l'alfa nel 1947 con Se questo è un uomo; l'omega quarant'anni più tardi con il suo ultimo libro, I sommersi e i salvati. Levi, però, non ha smesso mai di raccontare il Lager, e di indagarlo nell'atto stesso di raccontarlo.

©2021 Einaudi (P)2021 Einaudi

Cosa pensano gli ascoltatori di Auschwitz, città tranquilla

Valutazione media degli utenti
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    5 out of 5 stars
  • Cristian
  • 19/02/2021

PAUROSAMENTE SEMPLICE

ogni racconto, di per sé agghiacciante e quasi pauroso, ti immerge in una realtà che ha dell'incredibile. Tanti troppi sentimenti ti prendono e ti sconvolgono ad ascoltarlo. cerchi di dare un senso o capire ma e sempre più difficile anzi sempre più impossibile capire cosa e stato.

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  • Jenny
  • 29/01/2021

che delusione!

non mi e piaciuto per niente....poteva fare di meglio,mi piacciono i libri sul olocausto ma questo è davvero brutto,non mi sono mai annoiata cosi tanto!

1 person found this helpful

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  • Ulimar 54
  • 20/02/2021

Troppo veloce il mio ascolto! Rileggo

Questa volta averlo divorato non è stata cosa positiva! bellissimo ma di tutti i racconti me ne sono persa la metà.. perché poco concentrata e a volte distratta!! mi lascio una stella perché ..me lo voglio rileggere .. un racconto alla volta, seguendo ogni parola. Perché credo che l'autore lo abbia scritto per cercare di liberarsi e trasmettere a tutti noi quell'orribile vicenda personale...e credo sia nostro dovere leggerli con attenzione e testa...

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  • vanda piacini
  • 13/02/2021

Lingua straniera

Le parti in tedesco vanno lette da chi conosce il tedesco, per il resto benino

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  • Andrea
  • 04/02/2021

Primo Levi è stato un gigante

Tutte le sue opere sono e resteranno immortali come la sua memoria. Vanno assolutamente lette, ascoltate, diffuse.