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Ultima fermata Auschwitz

Come sono sopravvisuto all'orrore 1943-1945

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Ultima fermata Auschwitz

Di: Eddy De Wind
Letto da: Jacopo Calatroni
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A proposito di questo titolo

Sul finire del 1944 i tedeschi stanno abbandonando Auschwitz, mentre l'Armata Rossa si avvicina. Portano con sé gran parte dei prigionieri rimasti, forzandoli in estenuanti marce verso i lager della Germania. Per sfuggire a quel destino, Eddy de Wind si nasconde in una delle baracche, sotto un cumulo di vestiti; Friedel, sua moglie, non ha il coraggio di imitarlo. Di lì a qualche giorno Eddy trova un taccuino abbandonato e comincia a scrivere la sua storia.

Lui e Friedel si sono conosciuti nel campo di transito di Westerbork, nei Paesi Bassi. Giovani e in salute, i due erano stati messi al lavoro: Eddy come medico, Friedel come infermiera. Si erano frequentati, innamorati e sposati sempre all'interno del campo, ma quella parentesi di relativa pace non era destinata a durare. Caricati sui convogli della morte, erano stati anche loro trasferiti ad Auschwitz. Sopravvissuti alla prima selezione, si erano ritrovati di nuovo a lavorare nelle infermerie del campo, ma questa volta divisi.

Eppure, persino lì sono riusciti a mantenere una qualche forma di comunicazione, scambiandosi di nascosto brevi lettere d'amore, stringendosi in abbracci fugaci quanto illegali e resistendo fino all'ultimo. Quella di Eddy e Friedel è una vicenda autentica, una ricostruzione fedele scritta "a caldo" da dietro al filo spinato del lager.

Una storia in cui il racconto delle atrocità quotidiane - il timore nei confronti delle SS, gli abusi, le umiliazioni, l'abbrutimento, l'agonia propria e altrui - è venato da una flebile ma tenace speranza: quella di un amore che non smette di lottare anche in un simile scenario di sofferenza e morte. Un documento imprescindibile, per mantenere in vita il ricordo di ciò che non possiamo dimenticare.

©2020 Rizzoli (P)2020 Rizzoli

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Questo libro mi ha toccato particolarmente. Consiglio di ascoltarlo almeno una volta nella vita!

Stupendo

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in alcuni momenti il libro è stato difficile da ascoltare... per il contenuto molto crudo ... da ascoltare per non dimenticare l'orrore che è stato perpetrato ad Auschwitz

toccante e molto intenso!

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Basato sui quaderni scritti subito dopo la liberazione di auschwitz dei russi è uno spaccato duro, vero e toccante del campo.
È incredibile come mano a mano che procede la lettura si entri perfettamente nel clima di terrore e a volte surreale di quegli anni.
Sicuramente da leggere se si è interessati all'argomento.

Toccante

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una testimonianza preziosissima che non indugia su particolari terribili ma rende l'idea della vita trascorsa nel campo. Toccante e sobrio

interessantissimo

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Ho letto tantissimi libri sull'Olocausto, ogni volta è come la prima. Anche questo, lascia atterriti.

Sempre interessante

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