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Educazione siberiana

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Educazione siberiana

Di: Nicolai Lilin
Letto da: William Angiuli
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Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell'ex URSS autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato.

In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli "sbirri" o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari: "Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice". La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola.

"Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi". Ma l'apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d'imparare a essere un ossimoro, cioè un "criminale onesto".

Con uno stile intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell'italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza.

©2014 Einaudi (P)2021 Einaudi
Narrativa biografica Narrativa di genere

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Duro leggerlo ora e capire come le deportazioni di massa siano un’abitudine… e generino mostri. Difficile era farlo vedere attraverso gli occhi di un ragazzino

L’inferno con gli occhi. Di un bambino

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È uno dei rari casi in cui il film è migliore del libro. Troppo descrittivo, poca trama. Salvadores lo ha reso come meglio non poteva, cambiando la storia e rendendola più interessante

Meglio il film

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lo ascolti volentieri, anche seca tratti molto violento, ti trasporta inbun mondo molto l9ntano dal nostro, con ideali e fedeltà alla propria gente, molto forti

interessante

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Mi ha lasciato addosso un peso.
È un libro crudo.
Non fa sconti.
La violenza è normale, quotidiana, quasi "educativa".
Racconta un mondo chiuso, con regole rigide.
Onore, punizione, sangue.
Non c’è spazio per il bene o il male come li intendiamo noi.
Conta solo il codice.
Mi ha colpito il modo in cui la brutalità convive con la riflessione.
Tra una scena dura e l’altra, l’autore si ferma a pensare.
Su cosa significa crescere così.
Su cosa resta dentro.
Non è una lettura facile. A volte dà fastidio.
A volte fa paura.
Ma ti costringe a guardare e a non girarti dall’altra parte.
Finito il libro, resta il silenzio e la sensazione che certe educazioni non ti mollano mai.

Crudo, cupo, violento

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bello sebbene la voce narrante non possa corrispondere al protagonista per evidente uso di un linguaggio fuori portata.
bella la lettura che appare distaccata quel giusto per dare un senso di rassegnazione che prelude al finale e oltre.

rassegnato, coerente

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