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La fine dell'impero

Di: Enrico Franceschini
Letto da: Riccardo Mei
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Le ferie alla dacia per coltivare patate e le vacanze dei mafiosi nell'unico albergo di lusso del Mar Nero. L'infanzia di Gorbaciov, scolaro modello e attore mancato in un villaggio di contadini, e la ricetta dell'ex braccio destro di Stalin, convinto che basterebbe dare "pane e salame" a tutti per riportare l'ordine. La febbre della roulette nei casinò di Mosca e la fame a Leningrado come al tempo dell'assedio nazista.

La nuora di Trotzkij sopravvissuta al Gulag che ha paura di doverci tornare e i restauri di Lenin imbalsamato nel mausoleo sulla Piazza Rossa. Un conflitto pirandelliano sulle montagne del Caucaso e un massacro con i carri armati sulle rive del Baltico. Il coro del Nabucco per difendere Riga e il vento dell'Islam fra le moschee di Samarcanda. Una notte con la Milizia per le strade della capitale e la cronaca del drammatico "golpe rosso". Un colloquio nei corridoi con il capo del Kgb e l'ultima intervista al Cremlino con Gorbaciov che si è appena dimesso.

Arrivato a Mosca nell'estate del 1990 come corrispondente di "Repubblica" per raccontare la sfida della perestrojka, giorno per giorno Enrico Franceschini assiste al graduale collasso dell'Unione Sovietica sino alla fine dell'impero nel dicembre 1991. Riletti trent'anni dopo, i suoi reportage da un capo all'altro della superpotenza comunista sono la testimonianza di un evento straordinario che ha cambiato la storia.

©2021 Baldini & Castoldi Srl (P)2022 Audible Studios
Economia Politica e governo

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Più rilevanti
Sicuramente interessante per capire la storia ultima della Russia. La fine di un impero lunga come l’inverno russo e non ancora terminato

Di questi tempi

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Letto ad aprile 2022 per capire meglio i fatti che stanno accadendo, e mi chiedo perché giornalisti come Franceschini non venga coinvolto nei tanti inutili dibattiti proposti dalla tv italiana

Importante lettura della storia russa moderna

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Voce del lettore piacevole.
Tuttavia visto il livello di coinvolgimento che cerca di trasmettere lo scrittore, il lettore poteva farsi insegnare a pronunciare correttamente le parole russe. Molti accenti e alcune pronunce sono sbagliati.

Interessante reportage

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Voglio credere che le speranze espresse da intellettuali e politici nel 1991 valgano anche per la Russia di oggi, perché questa meravigliosa raccolta di testimonianze non merita di essere invecchiata male come sembrerebbe dai fatti del 2022.

Una speranza

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Mi sono molto piaciute l’introduzione e le conclusioni. Una testimonianza ricca di interviste ad alcuni personaggi che furono protagonisti della scomparsa della bandiera e del regime sovietico.

Errori ed orrori.

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