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Biglietto, signorina

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Biglietto, signorina

Di: Andrea Vitali
Letto da: Andrea Vitali
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A proposito di questo titolo

Alla stazione ferroviaria di Varenna, a pochi chilometri da Bellano, c'è trambusto. Il capotreno Ermete Licuti è sceso dal convoglio scortando una passeggera pizzicata senza biglietto. E senza un quattrino per pagare la multa.

Fa intendere che arriva da Milano, che vuole andare a Bellano, ma non parla bene l'italiano, e capire cosa vuole è un bel busillis. Ligio alle norme, il capotreno non sente ragioni e consegna la ragazza al capostazione, Amilcare Mezzanotti, che protesta vivace. Il regolamento però è chiaro, la faccenda tocca a lui sbrogliarla.

E così adesso il povero capostazione si trova lì, nel suo ufficetto, con davanti Marta Bisovich. Bella, scura di carnagione, capelli corvini, dentatura perfetta, origini forse triestine, esotica e selvatica da togliere il fiato. Siamo nel giugno del 1949, e sul lago di Como, in quel di Bellano, tira un'aria effervescente di novità.

Ci sono in ballo le elezioni del nuovo sindaco, e le varie fazioni si stanno organizzando per la sfida nelle urne. Su tutte, la Dc, fresca dei clamorosi successi alle politiche del '48, attraversata ora da lotte intestine orchestrate dall'attuale vicesindaco Amedeo Torelli, che aspira alla massima carica ed è disposto a giocare tutte le sue carte, lecite e anche no. La bella e conturbante Marta, invece, ha altre aspirazioni. Le basterebbe intanto trovare un posto dove poter ricominciare a vivere, e questo è il motivo per cui ha deciso di puntare le sue ultime chance sulla ruota di Bellano, dove certe conoscenze non sono nelle condizioni di negarle l'aiuto di cui ha bisogno.

Biglietto, signorina – storia apparsa in una prima versione nel 2001 con il titolo L'aria del lago nell'omonima raccolta, e qui interamente reinventata, riscritta e ampliata – ci porta nel bel mezzo dell'Italia della ricostruzione, alle prese con la ritrovata libertà. In un paese che fatica a risollevarsi dalle macerie della guerra, ognuno tenta la sorte per imbastire il proprio futuro.

©2014 Garzanti (P)2025 Adriano Salani Editore
Letteratura e narrativa Narrativa storica

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Recensioni della critica

Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi. Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.
-- Antonio D'Orrico, «La lettura – Corriere della Sera»

Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.
-- Bruno Quaranta, «Tuttolibri»

La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.
-- Fulvio Panzeri, «Avvenire»

Tutte le stelle
Più rilevanti
spassoso, rilassante e si ascolta volentieri. l'ambientazione paesana e la linearità della trama lo rendono ideale per l'ascolto pomeridiano senza troppi impegni

i libri di Vitali vanno letti da Vitalli

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Mi piace sempre Andrea Vitali. I romanzi narrati da lui hanno un altro sapore, un umorismo sull 'umirismo. Ancora Ancora!!!!!

Ma che bello

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Non mi ha convinto, non è un libro che ricorderò, finito giusto per inerzia, poteva anche essere più corto.

Bah

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Non uno dei romanzi riusciti meglio. Io l'ho ascoltato letto dall'autore stesso e non credo che abbia giovato al risultato. La luce di Vitali a volte non si accende e tutto rimane un po' forzato.

Non sempre la luce di Vitali si accende

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storia ben articolata, come sempre, narrata con dettagli che di primo acchito sembrano inutili ma che alla fine, sbrigliata la matassa, hanno il loro xchè, Letta dall'autore mi permettono di essere nella sua mente, mentre la scriveva. molto bella

le storie raccontate dal Dott Vitali sono le migliori

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