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Sintesi dell'editore

Il patriota e scrittore Silvio Pellico fu arrestato nel 1820, processato e condannato a quindici anni, nel 1830 venne graziato e subito dopo scrisse "Le mie prigioni", libro di memorie in cui ricorda la propria vita in carcere. Il suo intento non era quello di scrivere un'opera di propaganda politica ma religiosa e spirituale, difatti ne risulta un lavoro ricco di vivaci spunti narrativi, di analisi e ritratti gentili nonché di riflessioni interiori che si concludono con l'elogio del perdono cristiano. 

In esso Pellico descrive la sua esperienza di detenzione - prima ai Piombi di Venezia, poi nel carcere dello Spielberg di Brno e infine in un ufficio londinese - accomunata a quella dell'amico Piero Maroncelli, dopo che la condanna a morte, a seguito del celebre processo Maroncelli-Pellico, fu commutata in detenzione al carcere duro. 

L'opera ebbe così tanta fortuna presso i contemporanei dello scrittore che divenne il libro italiano più famoso e letto nell'Europa dell'Ottocento.

©1832 / 2019 Per la versione audio italiana: Audible Studios (P)2019 Audible Studios

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  • Utente anonimo
  • 24/02/2019

un libro d'altri tempi

contenuto in certi punti scorrevole ed interessante, in altri un pochino pesantuccio; pagine in cui emerge uno stile di scrittura tutto personale e particolare degli scritti di 2 secoli fa. letto in modo egregio. Nel complesso, mi è piaciuto.

2 people found this helpful

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  • Utente anonimo
  • 22/12/2020

Ringraziamento.

Emozionante, struggente, lenta il giusto e piena di sentimenti per ognuno. Grazie a Silvio Pellico.

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  • Utente anonimo
  • 12/12/2020

un classico imperdibile

Forse ormai poco conosciute, queste memorie di Silvio Pellico sono un classico della letteratura imperdibile. Affronta temi importanti come la morale, la pietas, il perdono, principi di cui oggi abbiamo forse ancora di bisogno.

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  • Amazon Customer
  • 13/10/2020

emozionante e sempre attuale

un classico che mi ha veramente stupita, lasciandomi una bellissima sensazione. Leggerlo mi ha avvicina a Pellico, mi sembrava di essere accanto a lui e di vivere la sua angoscia e le sue piccole gioie, insieme. Un libro stupendo.

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  • Giuseppe
  • 28/09/2020

Un classico di facile lettura

Mi aspettavo un racconto ostico e indigesto, invece, nonostante sia stato scritto circa 200 anni fa, il linguaggio è fruibile, accessibile anche a noi moderni, scorrevole. Sembra aver poco risentito del trascorrere del tempo. Ascoltandolo mi sono venute spesso in mente Le Confessioni di sant'Agostino nonché le opere carcerarie di Gramsci. Abbondano i riferimenti alla religione, che impregna tutto il romanzo, e la componente cristiana, unitamente al periodo romantico in cui l'opera si inserisce, danno luogo a un sentimentalismo a tratti esasperato, quasi da libro Cuore. Non mancano tuttavia passi che suscitano una profonda tenerezza. È un classico della nostra letteratura che sicuramente va letto. Ho letto su Wikipedia che addirittura è stato il libro italiano più letto e conosciuto in Europa nell'800, il che mi ha sorpreso. Ottimo spunto anche per approfondimenti storici e geografici La lettura è ottima

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  • Fiamma
  • 13/07/2020

Sorprendente e toccante

Un documento prezioso sulle condizioni dei prigionieri politici sotto l'impero Austro Ungarico. Testimone della quasi generale umanità delle persone in contrasto con la spietatezza delle leggi! Se persone come Silvio Pellico hanno contribuito alla nascita di questo Paese, viene da chiedersi se poi ne siamo stati all'altezza!

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  • Barbara
  • 20/06/2020

Consigliato!

Libro commovente, dagli alti contenuti etici che si sofferma sui particolari di questa prigionia durissima mai testimoniata con i toni del patetismo ma con quelli della grande forza morale. La lettura valorizza a pieno la profondità del testo e ci restituisce al meglio la voce narrante del Pellico

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  • Associazione Incontriamo Onlus
  • 11/06/2020

DA ASCOLTARE IN "RELIGIOSO" SILENZIO

Letture fluida . Libro generoso, spesso complesso. Da ascoltare con attenzione e in religioso silenzio

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  • Red
  • 06/06/2020

Un libro ecumenico senza più traccia di politica

Nessuna traccia della lotta politica d’inizio 800 Pellico scrive molti anni dopo forse deluso da quanti non avevano sostenuto la sua causa nel Conciliatore. Documento terribile delle condizioni carcerarie del tempo specie a carico dei detenuti politici e l’Austria non era la sola Un testo sempre rifiutato oggi lo apprezzo e lo consiglio. Bravo Accornero

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  • alessandro
  • 18/03/2020

Un classico doveroso

Bravo Accornero ma troppe deglutizioni fastidiose che credo dovessero essere tagliate in post produzione .