La biblioteca segreta di Leonardo
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Matteo De Mojana
A proposito di questo titolo
Milano, 1496. Leonardo da Vinci ha atteso con ansia quel primo incontro con frate Luca Pacioli, allievo di Piero della Francesca e illustre matematico. Entrato nella cella del frate nel monastero che lo ospita, nell'attesa che questi arrivi, Leonardo si sofferma su un dipinto che ritrae lo studioso. Un insieme di allegorie e di richiami alla geometria euclidea che lo colpisce infinitamente: di certo è stato il frate a scegliere ogni dettaglio.
Per Leonardo, da sempre interessato a ogni branca del sapere, la matematica, il cui studio gli era stato precluso, rimane la regina di ogni scienza. Proprio per questo aveva chiesto all'ambasciatore milanese a Venezia di invitare il francescano a Milano. Da lui, potrà finalmente apprendere quel sapere.
L'incontro tra i due uomini, però, viene funestato dalla morte del vicino di cella di Pacioli, un sedicente frate, in realtà un ladro, reo di aver trafugato degli antichi testi bizantini giunti in Italia in seguito alla rovinosa crociata in Morea condotta da Sigismondo Pandolfo Malatesta. Quei volumi, scomparsi insieme all'assassino, sono di grandissimo interesse anche per Leonardo e per Pacioli. Insieme, da Milano a Venezia, da Firenze a Urbino, attraversando un'Italia ormai al tramonto della felice epoca pacifica e indipendente di Lorenzo dei Medici, degli Sforza e dei Montefeltro, i due si metteranno sulle tracce dell'assassino e dei testi rubati, e Leonardo scoprirà l'enigma nascosto nel quadro che raffigura Pacioli.
©2018 Piemme (P)2019 Piemmeil narratore è stato piacevole ed ineccepibile!
avvincente ed interessante
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Si tratta di uno spaccato, non della vita di Leonardo, ma del periodo rinascimentale.
Gli spunti sono innumerevoli, in tutte le arti liberali.
La Filosofia, nel senso reale del termine, ne permea l'intera struttura.
La lettura è fantastica perchè chiara.
Riuscire a far comprendere certi concetti in lettura è difficile ma possibile, si può tornare indietro e rileggere.
Ma farli comprendere in ascolto presume una grande capacità dello scrittore, nel rendere semplice la spiegazione dei concetti, che deve aver acquisito in maniera adeguata, ma anche del lettore, che pure deve averli compresi, ma deve saperli leggere e rendere di conseguenza.
Il connubio è stato, veramente, fortunato.
Chi lo trova noioso perchè eccessivamente nozionistico, lo tratta da semplice romanzo, e questo non è.
Una lode allo scrittore per l'idea e per la conoscenza.
NON LA VITA DI LEONDARDO MA MOLTO DI PIU'
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Bellissimo racconto
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più che un giallo un piccolo resoconto storico
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Una storia che poteva essere assolutamente avvincente e ricca, sotto il profilo storico e culturale ma anche narrativo che è stata scritta in modo pesante, ridondante è infarcita di fatti e persone realmente accaduti ed esistiti solo per renderla un pelo più appetibile.
La figura di Leonardo la incontriamo all’inizio a Milano al servizio degli Sforza mentre dipinge il cenacolo e mentre si arrovella sul monumento equestre che come sappiamo mai vedrà la luce.
Fra la relazione più o meno lasciato intendere con il suo assistente, fra vari vicissitudini reali ma mal narrate, lo troveremo ad Urbino alla corte di Cesare Borgia (non ancora Papa) in fin di lettura a scoprire il segreto di frate Pacioli illustre matematico è vittima di un omicidio che rende questo libro un “giallo storico” che del giallo ha gran poco a parer mio.
La lettura carina ma piatta, non mi ha coinvolta anche se mi piace la voce di Matteo De Mojana.
Aspettative decisamente deluse
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