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Vasco Brondi
Vasco Brondi dà voce all'opera prima di Pier Vittorio Tondelli, una raccolta di racconti, pubblicata nel 1980 che l'autore definiva come "romanzo a episodi". L'iniziazione alla vita, al sesso, ai sentimenti, alla droga e al viaggio di quella generazione che è stata la protagonista del movimento del Settantasette. L'audiointroduzione è di Simonetta Sciandivasci.
©2022 Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano; Prima edizione ne "I Narratori gennaio 1980; Prima edizione nell' "Universale Economica" giugno 1987; Ventiseiesima edizione maggio 2017 (P)2022 Emons Italia S.r.l.
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Il valore aggiunto
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struggente
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Forse poteva - e può dare - questa impressione a chi conserva un occhio molto represso e tradizionalista; per chiunque abbia vissuto un’adolescenza almeno standard, le pagine risuonano fortissime.
C’è tutta la paura del presente e del futuro, la ricerca di un senso delle relazioni sentimentali, umane e sociali. Quella voglia di cambiamento che però, si intravede già in lontananza, prima o poi saremo costretti a incanalare nei binari dritti della società. Una società assente, lontana e antagonista, come pure un’Italia piccola e strettissima per i giovani di cuore e coraggio, che si ritrovano a fuggire nei rapporti malati, nell’alcool, sull’autobahn che insegue profumi lontani.
Il tutto è raccontato solo con apparente durezza; se la mente è aperta e si tralasciano i dettagli più espliciti (che non servono a scandalizzare, sono semplicemente voglia di realtà e sincerità), ecco in realtà che traspare una grande delicatezza, sensibilità fuori dal comune, un occhio attento e affettuoso verso il sé stesso narrante, ma anche verso gli altri.
Mi dispiace molto, non averlo letto da ragazzino: la descrizione del rapporto omosessuale così piena e ricca, così reale nel conflitto e nell’affetto, è qualcosa che all’epoca rompeva davvero le righe ed era avanti di anni luce.
Lo stile è perfetto per il tipo di opera: presente in prima persona, semplice e lineare, che non esclude per questo pensieri profondi, ma fa pensare a una struttura da racconto diretto, da intervista.
Proprio per questo rappresenta ancora meglio i giovani, da una parte collocandosi perfettamente nell’epoca storica in cui è stato scritto, dall’altro assumendo toni più universali.
Quello di cui si sente molto la mancanza è un Tondelli di oggi; qualcuno che riesca a descrivere le paure, le soluzioni di ripiego, gli aneliti alla vita e le porte in facce nelle le vite quotidiane dei giovani contemporanei, che ci appaiono sfuggenti perché a volte non sanno raccontarsi adeguatamente, o non hanno qualcuno che lo faccia per loro.
Intimo e universale
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La sincerità
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Altri libertini
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