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Il Processo

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Il Processo

Di: Franz Kafka
Letto da: Alberto Rossatti
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"Il Processo" è uno dei più celebri romanzi di Franz Kafka. Lasciato incompiuto dallo scrittore e pubblicato postumo nel 1925, racconta la vicenda, surreale e angosciante, del procuratore di banca Josef K., che una mattina, senza conoscerne le ragioni, viene arrestato. Certo che si tratti di un errore, il giovane procuratore tenta di scoprire quale sia il capo d'imputazione sul quale si basa il processo che gli è intentato. Vani però sono i tentativi di dialogo con la burocrazia giudiziaria e con i suoi rappresentanti, mediocri e spersonalizzati, che procedono assecondando i meccanismi oscuri e involuti del tribunale. L'epilogo del romanzo è tragico, e il protagonista muore senza sapere quale sia la colpa per la quale è stato condannato. Una sensazione di soffocante squallore e di disumanità caratterizza luoghi e personaggi, e amplia il senso di angoscia e di ingiustizia.

"Il Processo", nella sua drammatica attualità, svela quanto siano pericolose prassi e procedure, quando si allontanano dall'uomo e lo sovrastano. In questo romanzo più ancora che nelle altre sue opere, Kafka usa uno stile che serve lo scopo di rendere la narrazione spersonalizzante e angosciosa. I personaggi sono spesso indicati in modo parziale e criptico; dello stesso protagonista non viene mai detto il cognome. La trama presenta diverse contraddizioni, che non sono però da attribuirsi all'incompiutezza dell'opera: sono introdotte ad arte per mettere in dubbio qualsiasi punto di riferimento certo per il lettore e trascinarlo così in una condizione quasi onirica.

La lettura del romanzo è affidata alla voce di Alberto Rossatti, che ne ha anche curato la traduzione insieme a Marlene McLoughlin.

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Mi ha piaciuto molto, come il dubbio,a vergonha e la mancanza di chiarezza possono portare in rovina un uomo e renderlo colpevoli su gli occhi di tutti.

Affascinante,come il dubbio può gestire la vita.

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letto tanti anni fa è stata una bellissima riscoperta grazie all'ottima interpretazione del lettore

bellissimo

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Libro molto bello e profondo, letto poi in maniera sublime. Lo consiglio vivamente a tutti!

Bello

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È scritto bene ed è letto molto bene. Però la storia è un po’ assurda, intenzionalmente confusa. Parla di un processo di un processo di cui non si sa niente, di un organo giuridico di cui non si capisce niente e di una accusa di cui non si sa nulla. Comunque con un po’ di pazienza lo si ascolta abbastanza con piacere

Mah l’ho finito ma con pazienza

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Il protagonista J. Kappa è vittima di un sistema giudiziario fantomatico in cui un processo segue autonomamente il suo percorso senza neppure un capo di imputazione, portando, però, ad una condanna inevitabile, scontata e definitiva. Nessuna possibilità di difesa od appello, tutto scorre secondo una progressione folle. L'ambientazione è onirica, arida, fredda, soffocante ed angusta. I personaggi inespressivi, piatti ed impersonali sono intrisi delle miserie umane. Kappa arriva ad un epilogo tragico senza sapere perché, una condanna imposta e basta. È la metafora di ingiustizie, tirannie e burocrazia, ma anche di vite bruciate nell'indifferenza oppure condannate, senza comprenderne il motivo, ad una malattia mortale. Così è e basta! È un capolavoro della letteratura, un classico. Non lo consiglio certo a chi vuole volare e non schiantarsi. Ottima l'interpretazione teatrale del lettore.

Condannato per destino

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