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Sintesi dell'editore

"Il Castello" (Das Schloß), pubblicato postumo nel 1926, è un romanzo incompiuto, spesso oscuro, paradossale e a volte surreale, centrato sui temi della burocrazia, della legge come ordine globale, dell'alienazione e della frustrazione continua dell'uomo che tenta di integrarsi in un sistema che mentre lo invita, contemporaneamente lo allontana, emarginandolo.

Le vicende dell'agrimensore K. rappresentano la proiezione dell'impotenza e delle frustrazioni dell'uomo moderno, il quale si trova schiacciato da una realtà che sfugge ai suoi criteri di valutazione. Il protagonista si sente ovunque solo e alienato, il suo rapporto con il mondo esterno è completamente compromesso, e la presenza cupa e minacciosa del castello rappresenta un'entità superiore negativa che finisce per determinare e opprimere l'esistenza dell'uomo. In questa prospettiva, si è perduto il senso di ogni cosa.

Il romanzo di Kafka ha dato vita a numerose interpretazioni critiche nel corso del Novecento: da quella teologica dell'amico Max Brod curatore dell'opera, a quella psicoanalitica di Fromm e altri, da quella sociologica di Adorno, Benjamin e Lukacs a quella filosofica di Guattari e Deleuze.

Traduzione di Marlene McLoughlin e Alberto Rossatti, illustrazione di copertina di Marlene McLoughlin.

©2018 il Narratore S.r.l. (P)2018 il Narratore S.r.l.

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  • 19 01 2019

interpretazione eccelsa, quasi introvabile

meravigliosamente interpretato e tradotto!
in un fiato!
ringrazio Kafka e Rossati, l'autore ne sarebbe fiero

2 su 2 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • 12 01 2019

imperdibile

Romanzo stupendo un capolavoro irrinunciabile. Letto benissimo con maestria e giustezza dalla voce del narratore capace di restituire la pagina in modo eccelso

2 su 2 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Elfo Bertini
  • 13 06 2019

Non posso essere soddisfatto

Chi sono io per giudicare Kafka? Nessuno, meno di niente. Posso limitarmi a esprimere i sentimenti che l’ascolto di questo testo ha suscitato in me. A tratti l’ho trovato insostenibile, fondamentalmente mi ha annoiato. Posso solo capire le intenzioni dell’autore: ad esempio, la scarsissima caratterizzazione dei personaggi coerente all’interno di un non-luogo rappresentato dal villaggio. La loro verbosità spesso, però, risulta inverosimile: un contadino del villaggio pare esprimersi alla stessa stregua del primo dei funzionari. Non ne consiglio la lettura. Imparagonabile alle migliori opere dell’autore.

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  • 05 05 2019

nello stile (pesante) di Kafka. ma fa riflettere

Il lettore mi è piaciuto molto e Rende quasi semplici da ascoltare anche quelle parti noiose cervellotiche delle spiegazioni dei protagonisti.

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  • Utente anonimo
  • 15 04 2019

Bello, ma...

È decisamente interessante, come del resto lo sono i libri di Kafka, peccato sia incompleto