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Sintesi dell'editore

"Stabat Mater" è un romanzo profondamente intimista e introspettivo, ambientato nella più ampia cornice storica della Venezia dei primi del '700. La storia di Cecilia, la protagonista, è raccontata dalla sua stessa voce sotto forma di diario epistolare; diario che l'orfana violinista scrive freneticamente nelle sue notti insonni all'interno dell'Ospitale della Pietà, uno degli orfanotrofi storicamente esistiti nella città lagunare, luogo di cristiana pietà e di profonda solitudine e isolamento per le sue giovani ospiti. Cecilia è attraversata da molteplici e multiformi tormenti: al malessere e alla ricerca della propria identità tipica dei suoi sedici anni si somma infatti la sensazione, palpabile e quasi rassicurante nel suo costante riproporsi, della Morte; per la giovane, però, è compagna ancor più grave l'angoscia che si accompagna al senso di vuoto lasciato dalla madre mai conosciuta e destinataria, più ideale che reale, delle lettere che Cecilia scrive, nel buio, utilizzando come carta gli spartiti musicali. Le giornate di Cecilia, così come quelle delle altre ragazze, sono infatti scandite dalla musica dei loro strumenti; musica che è mezzo di lode a Dio e unico punto di contatto con il mondo esterno. Musica che da abitudine quotidiana diventa stravolgente scossa emotiva quando nella vita dell'orfanotrofio e della giovane violinista arriva un nuovo maestro compositore, dal grosso naso e dai capelli color del rame: Antonio Vivaldi. E la piccola storia di Cecilia si intreccia, seppur brevemente e senza pretese di fedele ricostruzione storica da parte dell'autore, a quella del geniale Prete Rosso: il rapporto conflittuale che si instaurerà tra la ragazza e il celeberrimo compositore condurrà Cecilia a trovare la propria strada e a compiere, infine, un audace gesto di emancipazione ed autonomia.

La prosa di Scarpa, musicale nel suo incedere spezzato e ricca di immagini forti ed evocative, riesce a rendere la varietà e la complessità, talvolta vorticosa, delle sensazioni e dei sentimenti della protagonista. Un romanzo travolgente, tra note musicali e poesia. La lettura dell'attrice Alessandra Bedino - accompagnata dalle più belle musiche vivaldiane - ci fa vivere il mondo di Cecilia, il suo caos emotivo e visionario.
(c)+(p) 2009 Il Narratore s.r.l.

Cosa pensano gli ascoltatori di Stabat Mater

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  • anna
  • 15/06/2020

La musica fa la differenza

Questo libro non poteva che essere ascoltato. La storia, ben costruita, è letta in modo convincente ed espressivo senza scadere nel melodramma. Ma è la musica che lo rende prezioso.

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  • Alessandro b.
  • 06/11/2019

Splendido

Un libro bellissimo, intimo e sconvolgente nella sua semplicità. E la lettrice è stata bravissima a dar voce all’anima delle parole scritte.

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  • melania
  • 20/04/2020

Commovente il tema

Non sono certa mi sia piaciuto questo libro il tema è commovente ma lo trovato a colore ripetitivo mi è piaciuto l’idea del dialogo con la morte.

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  • Danilo Maurici
  • 22/10/2019

Bellissimo

Stupendo romanzo, mi è piaciuto moltissimo. Bella interpretazione dei narratori e accompagnamento di musiche davvero stupendo. Consigliatissimo.

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  • Utente anonimo
  • 08/08/2019

Poesia e arte, da non perdere

Interpretazione magistrale di un testo che affronta con originalità, arte e conoscenza il proprio tema. É importante la ricostruzione storica e sociale ma soprattutto l'analisi emozionale della protagonista. Non è narrazione ma poesia. Lo consiglio a tutti.

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  • italo deplano
  • 03/08/2019

Una coccola!

La narrazione é magistrale delicata e intensa al tempo stesso . É resa speciale dalle musiche del Vivaldi. Particolare la trama che riporta indietro nel tempo. Consigliato!!

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  • Mikkibox
  • 10/07/2019

Una scoperta

libro dalla narrazione inattesa. ben composto e ben armonizzato in ogni dettaglio. avrei sviluppato maggiormente il rapporto tra Cecilia e don Antonio.

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  • Pietro Putignano
  • 04/12/2020

Un libro potente

Se sopravviverete ai primi capitoli eleggerete Tiziano Scarpa quale compositore della parte nascosta della vostra vita.

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  • Utente anonimo
  • 31/08/2020

Lettura eccezionale

Ben scritto, il premio Strega lo certifica, ma la lettura di Alessandra Bedino nobilita il libro.

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  • Loulou
  • 30/08/2020

Imperdibile!

Un ascolto emozionante. Con i brividi sulla pelle. Gli scritti lirici di una musicista adolescente il cui mondo è composto dalle mura dello “spitale”: le lettere scritte alla madre raccontano le sue emozioni, le sue paure, le sue scoperte. A tratti profondamente analitico, quasi pervaso da lucida follia. I brani introdotti aumentano l’impatto emozionale. Un omaggio anche al grande Vivaldi, il musicista dimenticato. Meraviglioso.