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Sintesi dell'editore

Uscito a puntate, nel 1865, sulla rivista "Epocha" (Epoca), "Ricordi dal sottosuolo", scritto sotto forma di un monologo-confessione, è uno dei più terribili e impietosi viaggi all'interno della coscienza umana della letteratura europea. Il protagonista è un ipocondriaco che vive ai margini della società, scrutandola (e scrutandosi) con odio e sospetto. È il romanzo della svolta artistica e filosofica dello scrittore russo.

Come scrive Pacini nella sua "Introduzione", in questo romanzo "Dostoevskij ha individuato e descritto il nemico da combattere: quel sottosuolo che è la quintessenza di ciò che chiude l'uomo nel cerchio dell'odio e della lotta, che lo fa arroccare su stesso, condannandolo a macerarsi nella solitudine e nella disperazione. Da questo momento la sua vita come romanziere è definitivamente segnata, ed egli la perseguirà convinto che sia l'unica via praticabile, quella che conduce verso l'amore e verso Cristo".

©1995 Per la traduzione italiana: Giangiacomo Feltrinelli Editore S.r.l. Tradotto da Gianlorenzo Pacini (P)2018 Audible Studios

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  • 31 12 2018

Profondo

Una meraviglia romanzo ben recitato. Dolore, dolcezza e conflitti interiori. "Noi siamo nati morti" (cit) ma Dostoevskij ci può insegnare a vivere

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  • Antonio Ursetta
  • 23 01 2019

Prima parte brillante, seconda molto pesante

Sono diviso nel giudizio: la prima parte mi ha preso tanto quanto la seconda mi è ha affossato.

Ho impiegato settimane a terminare l'ultima ora del romanzo e appena finito ho tirato un sospito di sollievo.

Onestamente ho trovato troppo inverosimili le reazioni del protagonista, e forse deve avere avuto lo stesso dubbio lo stesso autore.

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