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Sintesi dell'editore

Anton Pavlovič Čechov (1860-1904) è considerato meritatamente uno dei massimi autori di racconti di tutti i tempi, e non solo uno dei più letti e popolari scrittori e drammaturghi dell'Ottocento russo. Nella misura delle novelle ha saputo coniugare la capacità di osservazione scientifica della realtà con una grande sensibilità per le psicologie umane, e con essenziali tratti ha mirabilmente descritto normali esistenze di gente comune che stanno a rappresentare l'universale condizione umana.

La presente selezione raccoglie alcuni dei racconti più belli, quelli della maturità dello scrittore, che morì giovane, all'età di appena quarantaquattro anni, di tubercolosi. In questi racconti degli ultimi anni si sente la struggente meditazione sul trascorrere della vita, inframmezzata qua e là da bagliori di speranza nel futuro.

Di questi, "Il monaco nero" (1894) è un racconto splendido e tra i più noti di Čechov, dove realismo naturalista e malinconico lirismo si fondono per narrare del conflitto insanabile tra follia del genio e infelicità della vita normale, tra eccitazione mentale dell'anima e debolezza del corpo mortale; "La mia vita" (1896), che risente dell'influenza dell'analisi psicologica di Dostoevskij e del messianesimo sociale di Tolstoj, racconta invece del sogno sfumato di una vita generosamente consacrata alla felicità delle classi contadine che restano distanti dal loro benefattore e chiuse nella loro ignoranza. E poi ci sono ancora: "Tre anni" (1895), sul fallimento di un matrimonio e le responsabilità di un'esistenza adulta; "Dell'amore" (1898), sul rimpianto di un amore inconfessato e svelato solo troppo tardi; "La signora col cagnolino" (1899), su una relazione fra due amanti ripresa in un contesto diverso; "La fidanzata" (1903), sulla prospettiva di una vita nuova e misteriosa, lontano dalla famiglia borghese, di una giovane donna.

©2019 Per la traduzione italiana: Giangiacomo Feltrinelli Editore. Tradotto da Emanuela Guercetti & Gian Piero Piretto (P)2019 Audible Studios

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  • Utente anonimo
  • 30 06 2019

Genio della letteratura

Uno dei migliori libri della storia della letteratura. Un quadro cinico della sua epoca, che coinvolge tutte le classi sociali, ma in definitiva di ogni epoca giacché le categorie umane rappresentate sono o sembrano eterne. Ma tra questa miserabile umanità c'è anche spazio per la poesia e la riflessione filosofica, per la fiaba e la speranza.