Hamburg

La sabbia del tempo scomparso
Durata: 4 ore e 41 min
3.5 out of 5 stars (9 recensioni)
Dopo 30 giorni EUR 9,99/mese

Sintesi dell'editore

Crepitano gli incendi autunnali sulle colline. Il primo freddo insegue come un cane uomini e donne che si riparano in una libreria. Accade ogni giorno, a ogni ora. Entrano e cercano qualcosa o nulla, il libraio li osserva avvolto in un'aura di tabacco. Poco lontano, ogni lunedì, alla stessa ora, un gruppo di sconosciuti si incontra per leggere frammenti di libri che stanno scrivendo; bevono e fumano abbottonati nel loro anonimato, si preparano ad ascoltare o a essere ascoltati. Una volta usciti dal locale, nessuno conosce più nessuno. Come una setta il loro rito è intimo, silenzioso, impronunciabile.

Un giorno uno degli uomini porta con sé alcuni romanzi di uno scrittore di cui si sono perse le tracce. Li ha scovati in una libreria, racconta, con le pagine stralciate, i dorsi scorticati che prudono tra le mani come sabbia e gridando senza sillabe chiedono di essere ascoltati. Appena iniziano a leggere, l'autore li inghiotte nell'universo delle macerie di Amburgo 1943, nella tempesta di fuoco precipitata dal ventre dei bombardieri; nell'universo di un bambino ingrigito dalla polvere in un bunker sotterraneo e destinato a diventare presto un orfano, che pochi anni dopo deciderà di raccogliere tutte le schegge esiliate di questa drammatica storia. Nelle sue parole riprendono vita pani di sego ammuffiti, libagioni nelle segrete stanze del potere e i fantasmi di Franklin D. Roosevelt, Winston Churchill e Adolf Hitler.

Marco Lupo dà vita a un'opera al nero che sfuma continuamente i contorni della narrazione. Geografia dell'oblio, studio anatomico della dimenticanza e regesto letterario di un massacro, "Hamburg" sfugge alla linearità del racconto per mutarsi, tra finzione e realtà, incubo e ricordo, in un coro di vite e memorie al centro del quale pulsano voci rotte dalla fame, braccia rose dalla rabbia e spettri inceneriti. Una storia in cui la memoria non è mai una cronaca fedele, ma il frutto polposo e amaro dell'immaginazione.

©2018 Il Saggiatore S.r.l. (P)2019 Audible Studios

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  • marco bianchi
  • 29/08/2019

Probabilmente non è il mio genere

Probabilmente non è il mio genere perché ho smesso di ascoltare dopo qualche minuto.
Personalmente non aveva senso: tante parole difficili, slegate. Non avevo ancora capito dopo 5 minuti di cosa si stava parlando. Queste descrizioni barocche evidentemente non fanno per me.
Magari qualcuno d’altro ci andrebbe pazzo. Forse sono troppo pragmatico ma non mi piacciono i discorsi senza senso fatti solo per il suono della parola.

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  • vince
  • 08/01/2020

Libro complesso, ma forse troppo pretenzioso

Si intuisce che per scrivere questo libro l'autore ci ha messo tanta parte di sé, non ci sono dubbi. Debbo dire, però, che, secondo me, ha fallito l'obiettivo di renderlo un libro interessante per un vasto pubblico. Mi faccio sempre un punto d'onore nel terminare i libri, tutti indistintamente, ma questa volta ho fatto veramente fatica a terminare anche l'ascolto. La lettura, si noti, è abbastanza buona e il narratore è incolpevole. Insomma, il libro è parecchio pretenzioso, ma finisce per rasentare l'incomprensibilità e creare nel lettore una crisi di rigetto. Dove sta il punto? Io credo di averlo capito, ma non bisogna fare tutta questa fatica per capire le intenzioni di un autore perché, altrimenti, vuol dire che l'autore ha sbagliato. Libro, quindi, fumoso, criptico e, in buona sintesi, poco interessante.