La parte di Guermantes - Parte II
Alla ricerca del tempo perduto 4
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Alberto Rossatti
A proposito di questo titolo
"Un artista non ha bisogno d'esprimere direttamente il proprio pensiero nella sua opera perché questa ne rifletta la qualità; si può anzi affermare che la più alta lode di Dio stia nella negazione dell'ateo, che trova la Creazione tanto perfetta da poter fare a meno di un Creatore."
La parte di Guermantes è il terzo volume di Alla ricerca del tempo perduto (la Recherche), il capolavoro di Marcel Proust, scritta tra il 1909 e il 1922, pubblicata in sette volumi tra il 1913 e il 1927. In questa Seconda Parte del III volume il narratore recupera il rapporto di amicizia con la sua vecchia fiamma, Albertine. Inizialmente Marcel non sa se l'amore che prova per lei sia vero oppure se sia solo una sensazione di nostalgia verso Balbec, il luogo in cui si erano conosciuti. Ad ogni modo i due torneranno ad essere una coppia con i loro momenti di alti e bassi. Il resto della Parte consiste soprattutto in una cena con la famiglia Guermantes. Qui Proust è maestro nell'esprimere le debolezze di tutti, nei minuti particolari, con il suo sottile umorismo e le sue meravigliose descrizioni. Swann riappare, ma ora è malato e M. e Mme Guermantes - in un'altra dimostrazione del modo in cui le tragedie degli altri sono viste più che altro come un fastidio - più o meno lo ignorano e minimizzano la sua malattia. La scrittura di Proust è ancora 'ubriacante', anche se, accanto alle osservazioni filosofiche e artistiche, dà più spazio ai dialoghi e ai discorsi mondani.
©2023 il Narratore S.r.l. (P)2023 il Narratore S.r.l.Perfetto
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Sublime
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Rossatti super
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La principessa di Parma
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Proust si deve togliere quella maledizione (fin dai suoi contemporanei) di scrittore da uno stile ridondante e debordante. In realta' grazie alla lettura di Rossatti l'uditore percepisce bene la profondita' e la capacita' letteraria dei temi umani trattati come in un caleidoscopio infinito di situazioni, ognuna diversa dall'altra.
In effetti qui i campioni sono due: Proust e la lettura di Rossatti. Sembra legga Proust in persona. Nel terzo volume (ancora una volta anche traduttore!) Rossatti supera i primi, riuscendo ad interpretare in maniera impercettibile anche i vari personaggi.
E' vero, Proust rappresenta uno straordinario percorso individuale, dove la storia sembra ferma. Viene da chiedersi cosa facesse quella gente oltre ai salotti e come pagasero i conti se non utilizzando rendite infinite. Viene da chiedersi che fine avesse fatto la rivoluzione francese che abbiamo imparato a scuola, e le guerre che dilaniavano milioni di persone umane. Ma questi sono discorsi troppo borghesi per comprendere Proust, che nel suo mondo immaginario rimane comunque un gigante della letteratura.
Ancora una volta sorprendente
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