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Sintesi dell'editore

Maggio 1985, Tribunale di Milano. Il neofascista Franco Revel, capo di Lotta Nazionale, accusato di aver ucciso il camerata Stefano Guerra, subisce un interrogatorio. È seguendo la sua deposizione che ripercorriamo l'epopea di Stefano Guerra, a partire dal giorno in cui i due si conoscono: il 16 marzo 1968, durante gli scontri di Valle Giulia. Quel giorno, Franco e i suoi camerati marciano insieme ai "cinesi" e, quando la polizia attacca, sono proprio loro a condurre la lotta, nonostante la cronaca del tempo lo ignori e la storia lo abbia dimenticato.

Stefano è alto, biondo, magro "come un fenicottero". Ha l'aria di chi è sempre pronto a spaccarti la faccia, di chi non aspetta altro che combattere. A Revel è subito chiaro che quel ventenne "si porta dentro la rivoluzione e i rumori della provincia e il calore pulsante dei pugni", e quando Stefano, per scappare dalla polizia che ha sfondato Giurisprudenza, finisce per caso in un'aula di Lettere, dove per paura ammazza un giovane comunista, è proprio Franco a salvarlo. Da quel momento in poi è deciso a sfruttare l'istinto omicida del giovane per gli interessi dell'organizzazione che guida.

Alberto Garlini ci consegna il romanzo definitivo sugli anni Settanta, adottando per la prima volta nella letteratura italiana la scandalosa prospettiva di un terrorista neofascista. E come solo i grandi romanzi possono fare, cambia per sempre il nostro punto di vista. Con pietas per le vittime del terrore ma anche per la crudeltà di un'illusione che si consuma bruciando vite umane, lontano da qualsiasi intenzione cronachista, nonostante la vastissima documentazione e ricostruzione storica, "La legge dell'odio" - epico come "Romanzo criminale" e carico di forza tragica come "Le benevole" - racconta il momento esatto in cui nessun orizzonte politico è più riuscito a trasformare la rabbia e il senso di ingiustizia in un progetto di lunga durata. Il momento esatto in cui la violenza ha trovato ragioni immediate per sfogarsi.

Ascoltando questo romanzo sentiamo di aver trovato finalmente una chiave per capire la fine delle speranze, il nichilismo diffuso che ci pervade, il fondo oscuro e violento che sta sotto il discorso politico.

>> Questo audiobook in edizione integrale vi è offerto in esclusiva per Audible ed è disponibile solamente in formato audio digitale.

©2012 Piergiorgio Nicolazzini Literary Agency (P)2018 Audible Studios

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  • Eugenio Muscogiuri
  • 05 04 2019

Pessimo.

Libro inutile. Non serve assolutamente a far capire il clima che si viveva a cavallo degli anni ‘60 e ‘70. La trama è assurda e i personaggi si assomigliano tutti. Veramente brutto e noioso e quindi sconsigliato fortemente. Il narratore è abbastanza bravo anche se non riesce a dare una giusta interpretazione ai personaggi. Uno dei peggiori libri che io abbia mai letto/ascoltato.

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  • Utente anonimo
  • 15 11 2018

Da non perdere....

Un avvincente e lungo viaggio all’inferno con qualche rara ma bellissima puntata in paradiso. Lo si divora....