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Sintesi dell'editore

Ambientato a Roma dal 1941 al 1947, il romanzo è un grande affresco corale che racconta gli orrori della guerra e della storia, "questo scandalo che dura da duemila anni". Al centro, le disgraziate vicende della maestrina Iduzza Ramundo, vedova mite e rassegnata, e del figlio Useppe, pischelletto dai grandi occhi azzurri spalancati sul mondo.

Pubblicato nel 1974, ottenne un enorme successo e infiammò violente polemiche, diventando immediatamente un caso politico e letterario. Dal romanzo è tratto il film omonimo, diretto da Luigi Comencini e interpretato da Claudia Cardinale.
©1974 / 1976 / 1986 / 1995 / 2005 / 2014 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino (P)2017 Emons Italia S.r.l.

Cosa ne pensano gli iscritti

Valutazione media degli utenti

Generale

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Lettura

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Storia

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  • Francesco dB
  • 17/02/2019

indispensabile

Una lettura di assoluto livello un libro meraviglioso ed indispensabile che ciascuno dovrebbe leggere e mantenere nella sua memoria, e questo soprattutto al giorno d'oggi, in c'è tendenza a dimenticare. In ultimo nterpretazione di Iaia Forte davvero sublime. Brava Iaia, senza di te non sarebbe stata la stessa lettura.

4 su 4 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Cliente Amazon
  • 27/11/2017

da ascoltare assolutamente

è uno dei libri da leggere almeno una volta nella vita. i personaggi sono vivi ed auentici. la natratrice è bravissima

7 su 8 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Elena Mattioli
  • 08/08/2019

Bellissimo

Semplicemente splendido. grande interpretazione. Da ascoltare più e più volte. Amaro e struggente. una storia dei vinti dei nostri giorni

1 su 1 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Cliente Amazon
  • 10/07/2019

coinvolgente

ottima interpretazione , ho avuto l'impressione di essere entrata in quel periodo tragico della nostra storia , impressionante la descrizione psicologica nei minimi dettagli di ogni personaggio.
Non lo dimenticherò

1 su 1 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • : lalory :
  • 02/07/2019

Emozionante, vivo

Una storia lunga, lunghissima per un bambino così piccino. Ho pianto lacrime commosse, da madre.
La lettura è sublime e coinvolgente
Bellissimo

1 su 1 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Alberto
  • 16/05/2019

Profonda delusione

L'argomento poteva essere interessante, ma le descrizioni rispetto alla trama sono esagerate, lunghissime e spesso sembrano uscire dalla mente di uno psicopatico.... Ho resistito più che ho potuto, ma impossibile finirlo.
Narrazione ottima

1 su 1 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Katia
  • 13/05/2019

Da ascoltare assolutamente! Un libro per emozionarsi, riflettere e ricordare la nostra Storia.

Una storia scritta e interpretata in modo divino! Ogni personaggio è vivo, di fronte al lettore, come una persona in carne e ossa, con in più la possibilità di sentirne i sentimenti e i pensieri. Il piccolo bimbo, Useppe, che esce dalla stanza con solo un maglioncino corto e malandato, e con il resto del corpo nudo, è un’immagine che ancora vedo viva, qui davanti a me. E la sua voglia di vivere, la sua solitudine estrema e disperata... come anche Ida, Ninuccio, Blitz e Bella, non li scorderò mai!
Un libro per emozionarsi, per riflettere e per ricordare LA STORIA.

Da ascoltare assolutamente!

1 su 1 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Utente anonimo
  • 13/05/2019

straziante

per quanto pesantissimo in alcune parti, troppo verboso, ricco di particolari insignificanti e superflui,
questo libro mi ha straziato, complice l' interpretazione cosi' partecipe della narratrice.
La storia di queste povere sfortunate vite sopravissute alla guerra descritta cosi vividamente e' veramente toccante.

1 su 1 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Lisbet
  • 28/11/2018

Bellissimo <br />

bellissima storia
bravissima la narratrice.
triste e commovente. da piangere.
mi è piaciuto molto...lo consiglio.

1 su 1 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Susanna Fortuna
  • 23/04/2019

Capolavoro

Lettura coinvolgente e molto emozionante. Una pagina di Storia da non dimenticare. Da leggere certamente

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  • Matteo Marcantonio
  • 18/02/2019

Desperation made book

This book is a transparent window that looks at the desperion brought by war with extreme clarity. Reading it my thoughts went continuously to 'the grapes of wrath'.

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  • Eusorph
  • 05/10/2018

Solo alcune parti belle

Troppo lungo con un personaggio principale insulso e inutile. Nessuna vera storia dal punto di vista drammatico, solo ritratti. Belle alcune parti durante la guerra e alcune parti di Useppe. interpretazione magnifica di Iaia Forte.

1 su 2 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Blind Girl
  • 09/11/2017

Linguaggio fresco, contenuto polverosissimo

A volte ho dovuto interrompere l’ascolto per il susseguirsi delle miserie descritte nel romanzo. Serio, drammatico, tragico tutto il libro. In realtà non succede niente di visceralmente catastrofico. Vediamo: una maestra profondamente balorda, di mente mal cresciuta e lenta sopravvive la seconda guerra mondiale a Roma, insieme al suo pupo bastarduccio che due anni dopo, dovuto a certi effetti post-traumatici degli avvenimenti, muore durante un’ attacco epilettico. Non erano trasportati come tutti gli altri giudei della capitale, non erano messi dentro a camere a gas, pativano la fame sì, ma niente orrendo. Eppure...

l’orrendo per me in tutta quella faccenda sorge dall’ottusità della madre, la quale non è capace per un solo istante di stimulare il suo bambino. Useppe, nato precoce e promettente, alla fin fine diventa un bimbo segregato, tardo, senza informazioni proprie sul mondo intorno a lui. La madre non gli parla, non gli racconta e canta sempre la medesima canzone e Useppe è costretto varie volte a star solo in una camera chiusa a chiave senza uno straccio o anima viva con cui giocare. La gente intorno a loro è troppo indaffarata a badarci, ognuno gli caccia via, rimane dunque la madre sempliciotta che no nutre e basta. Useppe muore non per ragioni sanitari, egli muore per via dell’indifferenza generale e mancanza di stimoli mentali. Dico sul serio, “La Storia” mi fece maggiore effetti che un qualsiasi romanzo di orrore.

D’altro canto il libro ormai perse ogni rapporto con la realtà. All’epoca forse forse destava polemiche ma oggigiorno è fuori stagione. Un redattore del 2017 taglierebbe – a titolo giusto – due terzi del testo. Sì, Elsa Morante scrive bellissima, ma il romanzo è stracolmo di descrizioni ed idee irrelevanti al lettore di oggi. Io stesso dovevo saltare alcuni capitoli dove il tossicomane Davide parla per quasi cento pagine sugli orrori della guerra e su certi sbagli storici. Presso Morante è tutto ingombrante, troppo, abbundante, interi paragrafi o capitoli a descrivere visioni e sogni, relazioni famigliari e andirivieni per strade in rovina: ma con certi brani memorabilissimi. La psicologia dei personaggi non regge affatto, quel che rimane però è l’empatia immensa della Morante per i bambini.

Invece delLa Storia il romanzo doveva intitolarsi magari Ida ed Useppe o Roma città zombi, perché c’è solo l’ambizione del titolo e manca un resoconto storico bell’e proprio. Ma poniamo che anche questo serve come un’allegoria.

La narrazione della signora Forte è eccessionale. Ella canta, grida, sussurra e ride con trasporto, offrendo colori a un libro alquanto debole. Be’, buon coraggio a tutti quelli che scaricano quest’opera! Io da parte mia con la Morante ho rotto definitivamente.

2 su 2 utenti hanno ritenuto utile questa recensione