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L'Agnese va a morire

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L'Agnese va a morire

Di: Renata Viganò, Sebastiano Vassalli - postfazione, Daniela Brogi - introduzione
Letto da: Dalila Cozzolino
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«L'Agnese restò sola, stranamente piccola, un mucchio di stracci neri sulla neve». Le guerre le raccontano gli uomini. Ma c'è un'altra storia, ed è fatta di donne rimaste a lungo nel silenzio e nell'ombra. Donne come l'Agnese di questo romanzo, lavandaia nelle valli di Comacchio, che, dopo la cattura e la morte del marito per mano nazifascista, sceglie di collaborare con i partigiani come staffetta. Da quel momento, lo sguardo sempre più consapevole di Agnese mette a fuoco con limpida precisione gli eventi, rivela senza sconti tutta l'insensata crudeltà della guerra e diventa il nostro sguardo. Con una prosa asciutta, tesa e coinvolgente, Renata Viganò ha scritto una delle opere letterarie più limpide e convincenti che siano uscite dall'esperienza storica e umana della Resistenza e ha restituito voce alle donne e al loro ruolo fondamentale nella lotta di Liberazione: un classico del secondo Novecento che non smette di parlare alle lettrici e ai lettori, generazione dopo generazione. In appendice una testimonianza dell'autrice sulla protagonista del romanzo. Renata Viganò (Bologna), scrittrice e partigiana, ha raggiunto la notorietà con L'Agnese va a morire (Premio Viareggio 1949), da cui è stato tratto l'omonimo film di Giuliano Montaldo con Ingrid Thulin. Tra le sue opere ricordiamo i volumi di poesie Ginestra in fiore (1912) e Piccola fiamma (1915), la raccolta di racconti Arriva la cicogna (1954) e i romanzi Una storia di ragazze (1962) e Matrimonio in brigata (1976).

©2014 Giulio Einaudi editore, In copertina: foto Robert Capa / International Center of Photography / Magnum / Contrasto, Progetto grafico: 46xy (P)2026 Giulio Einaudi editore
Classici Narrativa storica

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Tutte le stelle
Più rilevanti
Romanzo intenso, che anche dopo 70 anni è profondo e potente. Senza inutili sentimentalismi ma con grande lucidità ci porta nella vita quotidiana di Agnese, partigiana coraggiosa, a ricordare gli uomini e le donne che hanno combattuto per la nostra libertà.
Lettrice bravissima.

Magnifico

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l'argomento è forte, la narrazione potente nonostante il linguaggio antico. ti porta lì, con l'Agnese accanto alla stufa o sulla bicicletta. Mostra il coraggio nella solitudine e evidenzia la scelta obbligata e morale nell'oppressione tedesca. Tutti dovrebbero leggerlo.
un'unica pecca. emergono le atrocità dell'occupazione tedesca senza menzione a quelle commesse dai fascisti.

l'importanza dell'anonimato

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Grandissimo libro. Straordinaria storia. Il miglior libro sulla resistenza che abbia letto e mi chiedo perché fino ad oggi non lo avessi mai letto

Libro straordinario

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Letto due volte in cartaceo, in periodi diversi. Intenso per contenuto e prosa. Un capolavoro. E anche la lettura lo è!
Anche la prefazione e la postazione sono molto interessanti.

Capolavoro

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Uno dei miei libri preferiti di sempre, che rileggo per la seconda, ma non ultima volta, in occasione del 25 aprile.
non riesco a commentare più di tanto, se non dicendo che è un romanzo straordinario per lo stile di scrittura asciutto, ma mai povero; preziosissimo come quadro di vita e d’azione dei partigiani, che si intreccia con quello delle donne coinvolte nella resistenza.
Per le bellissime, mai retoriche parole sulla guerra. Per contenuti, narrazione, stile e coinvolgimento emotivo, contenuti morali e civici.

Lascio solo l’idea a tutti di leggerlo, rileggerlo e regalarlo a destra e a manca, per donare e ricordare uno dei più bei personaggi femminili mai descritti nella letteratura italiana.

Straordinario

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