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Il suicidio di Israele

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Il suicidio di Israele

Di: Anna Foa
Letto da: Daniela Cavallini
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Israele stava già attraversando un periodo di crisi drammatica prima del criminale attacco del 7 ottobre 2023. Grandi manifestazioni chiedevano a gran voce le dimissioni di Netanyahu e del suo governo e il paese era praticamente bloccato. La risposta al gesto terroristico di Hamas con la guerra di Gaza rischia però di essere un vero e proprio suicidio per Israele. Da un lato, infatti, abbiamo l’involuzione del sionismo, o meglio dei sionismi: da quello originario della fine del XIX secolo, passando per quello liberale e favorevole alla pace con gli arabi, fino alla crescita del movimento oltranzista dei coloni e all’assassinio di Rabin. Dall’altro, il resto del mondo ebraico – la diaspora americana e quella europea – si confronta oggi con un crescente antisemitismo che, contrariamente alla propaganda di Netanyahu, non è la stessa cosa dell’antisionismo, ma che certo dalle vicende della guerra di Gaza trae spunto e alimento. Per salvare Israele è necessario contrapporre al suprematismo ebraico, proprio dell’attuale governo Netanyahu, l’idea che lo Stato di Israele deve esercitare l’uguaglianza dei diritti verso tutti i suoi cittadini e deve porre fine all’occupazione favorendo la creazione di uno Stato palestinese. Qualunque sostegno ai diritti di Israele – esistenza, sicurezza – non può prescindere da quello dei diritti dei palestinesi. Senza una diversa politica verso i palestinesi Hamas non potrà essere sconfitta ma continuerà a risorgere dalle sue ceneri. Non saranno le armi a sconfiggere Hamas, ma la politica.

©2024 Laterza (P)2025 Audible GmbH
Filosofia

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Il libro è molto interessante, ho acquisito tante informazioni che mi mancavano, ma devo dire che se non avessi già affrontato l'argomento con altre letture avrei avuto difficoltà a seguirlo

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È un saggio che colpisce nel profondo. Anna Foa affronta una delle crisi più complesse e laceranti della nostra epoca con uno sguardo lucido, personale ma sempre argomentato. Le sue parole non gridano, ma pesano.

È un libro che fa riflettere, che mette a nudo contraddizioni e fratture, sia storiche che morali. Non è una lettura facile, ma è proprio per questo che è importante. Fa male, ma è un dolore che costringe a pensare.

Consigliato a chi cerca uno sguardo onesto, a volte impietoso, ma sempre umano, su una tragedia che continua a interrogare tutti noi.

Lucido, doloroso, necessario

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libro consigliato per il suo equilibrio nel ricostruire le vicende storiche e soprattutto nel guardare alle tragedie in corso, dopo il terrore del 7 ottobre, l'inaccetabile carneficina dei palestinesi ad opera di un governo che pretende di definirsi democratico

Una lettura equilibrata in mezzo a tanti squilibrati

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Letto con il parossismo di un romanzo in realtà una drammatica pagina di storia da ti ascoltare

L’imparzialità

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Sintesi chiara e imparziale sul conflitto israelo palestinese dalle sue origini ai giorni odierni. Consiglio la lettura o l' ascolto e ne auspico la diffusione

Sintesi chiara sul conflitto israelo palestinese

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