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Autocrazie

Chi sono i dittatori che vogliono governare il mondo

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Autocrazie

Di: Anne Applebaum
Letto da: Valentina Pollani
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«Abbiamo tutti in mente la tipica immagine di uno stato autocratico. C'è un cattivo al vertice, che controlla l'esercito e la polizia. L'esercito e la polizia minacciano il popolo con la violenza. Ci sono collaboratori malvagi, e magari qualche coraggioso dissidente.»

Tuttavia, per Anne Applebaum, saggista e vincitrice del premio Pulitzer, questa convinzione diffusa altro non è che un anacronismo. Nel XXI secolo, infatti, una simile rappresentazione delle "Autocrazie" ha scarsa attinenza con la realtà e per di più ne ignora del tutto l'evoluzione. Al giorno d'oggi, le autocrazie non sono governate da un solo «cattivo», ma da reti sempre più sofisticate, che connettono tra loro strutture finanziarie, servizi di sicurezza - militari, paramilitari e di polizia - di uno o più paesi, ed esperti di tecnologia che forniscono sorveglianza, propaganda e disinformazione. I membri di queste reti condividono risorse e obiettivi, operando come un agglomerato di aziende tenute insieme non dall'ideologia, ma da una spietata e assoluta determinazione a preservare il proprio potere e la propria personale ricchezza e da un nemico comune: il mondo democratico e i suoi valori. Diversamente dalle alleanze militari o politiche di altri tempi e altri luoghi, infatti, non ci sono «blocchi» cui aderire, né Muri di Berlino a segnare netti spartiacque geografici. È una rete che, superando le faglie ideologiche, geografiche e culturali, da Mosca a Pechino, da Teheran a Pyongyang, si sta stringendo sempre di più attorno alle democrazie moderne, disconoscendone i valori, insinuandosi nelle loro crepe e in quei paradossi irrisolti che l'Occidente, troppo convinto di essere nel giusto, non si è mai deciso ad affrontare. Ma l'autocrazia è un sistema politico, non un tratto genetico, e in quanto tale può cambiare: in questo saggio, Anne Applebaum delinea un resoconto allarmante e al contempo lancia un potente appello su come dovremmo organizzarci per salvare la democrazia.

©2024 Mondadori Libri (P)2025 Mondadori Libri
Elezioni e processo politico Ideologie e dottrine Politica e governo

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Tutte le stelle
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L'autrice che ringrazio è riuscita con parole semplici a farmi comprendere, che se non siamo vigili saremo anche noi preda di quelle insoddisfazione che hanno portato molti stati all'autocrazia. Cercare un equilibrio tra libertà e diritti ,che non devono mai essere annullati.

Sconvolgente

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Ottimo lavoro, documentato, ricco di esempi, per mostrare come e perché l'ordine mondiale sia velocemente cambiato e quali pericoli corra attualmente la democrazia. Purtroppo gli eventi dell'ultimo anno, dalla rielezione di Trump alla tragedia di Gaza, rendono molto meno credibile un contributo positivo di Stati Uniti e Israele contro la rete autocratica, anzi. Chissà se l'autrice, a distanza di un anno, avrebbe scritto lo stesso libro.

Ottimo, ma rischia di non invecchiare bene

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..questo libro aiuta a comprendere come funzionano le autocrazie e dittature nel mondo.
Come il nostro mondo non sia, per lo più, in buone mani.
Dittatori come Putin, dittature come quella Russa, Cinese, della Corea del Nord, Venezuela ecc. Come si aiutano per reprimere con ogni mezzo, i dissidenti interni, come li tengono sotto controllo. Come si aiutano per ribaltare le democrazie ecc. Alla fine cerca di fornire una speranza con cui poter contrastare le autocrazie ma, non è facile. Un libro molto! interessante per, forse, farsi un'idea diversa e più chiara del mondo attuale...

Il mondo, brutto, delle autocrazie (dittature) di questi decenni...

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La Applebaum unisce i puntini, fa ordine nelle relazioni politiche ed economiche dietro a grandi eventi del XX e XI secolo, svela il disegno con chiarezza e linearità. Ci esorta a rimanere vigili, consapevoli, coinvolti.

Illuminante

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Ancora una volta, illuminante:
Testo micidiale per chiarezza, brevità, incisività e capacità di informazione. Per contemporaneità, rilevanza, chiarezza di visione e capacità di sintesi.

Che l’autrice lasci trapelare qualche bias è evidente e forse inevitabile. Che trascuri colpevolmente il ruolo delle società di social media nella manipolazione delle informazioni è miope e colpevole.

Ma sono gli unici difetti in un testo utilissimo e consigliabile (forse persino troppo snello, non mi sarebbe dispiaciuto il testo fosse più ramificato e ancora più approfondito).

Illuminante

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