I più non ritornano copertina

I più non ritornano

Diario di ventotto giorni in una sacca sul fronte russo (inverno 1942-43)

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I più non ritornano

Di: Eugenio Corti
Letto da: Francesco Testa
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A proposito di questo titolo

I più non ritornano è il diario dell'odissea del ventunenne tenente d'artiglieria Eugenio Corti, uno dei quattromila italiani (su 30mila) che riuscirono a scampare dalla sacca di Arbusov nella Campagna di Russia.

Il libro apparve in Italia nel 1947, e quella di Corti fu, in assoluto, la prima voce a raccontare l'inferno bianco della tragedia dell'Armir. Nella partecipata Introduzione, Luca Doninelli ha sottolineato il cuore della ricerca dell'autore del Cavallo rosso: "I più non ritornano impone al lettore di rintracciare, per prima cosa, i termini della narrabilità degli eventi reali in esso riportati. Leggendolo, vengono in mente l'ultimo Eliot con le sue parole irritanti ("E il Figlio dell'Uomo non fu crocefisso una volta per tutte / il sangue dei martiri non fu versato una volta per tutte, / le vite dei Santi non vennero donate una volta per tutte (...).

E se il Tempio dev'essere abbattuto / dobbiamo prima costruire il Tempio"), le immagini del Terzo Segreto di Fatima, e tutto quello che ci piacerebbe dimenticare. Perché a tutti piacerebbe un Comunismo senza Gulag, una Resistenza senza foibe, un'America senza Hiroshima. Ma sarebbe una menzogna, anche se si capisce che evitare la menzogna significa guardare cose che ci farebbero girare d'istinto la testa da un'altra parte. I più non ritornano è pieno di cose che fanno girare la testa dall'altra parte, e Corti non prova nessun piacere sadico nel raccontarcele. Semplicemente, ci istruisce circa una possibilità nuova, quella di guardare l'orrore e raccontarlo, testimoniarlo, senza dover cadere nella disperazione, portando l'intelligenza umana fin sul margine di quell'impossibile speranza da cui scaturisce, finalmente incensurata, tutta la narrazione del mondo".

©2021 Edizioni Ares (P)2021 Edizioni Ares
Guerre e conflitti Militare Seconda guerra mondiale

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Audible vogliamo altri lavori di Eugenio Corti!!!! Questo libro è meraviglioso! Una testimonianza unica e toccante!

Una testimonianza eccezionale

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«...aiuola che tanto ci fa feroci». Corti come Dante, ritorna dall'inferno della ritirata di Russia per continuare a camminare come Uomo.

Straziante resoconto dell'inferno in terra

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Libro che fa pensare molto. Storia vera, di sofferenza e di dolore profondo. Da leggere per non dover più cadere in questi baratri di orrore.

Impressionante

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Questo è uno dei racconti più specifici e onesti di quel che fu quel tremendo episodio della disfatta italiana nella campagna di Russia. A prescindere dai colori politici di oggi e di ieri, un'immane tragedia che ha colpito il nostro paese e i nostri connazionali. Il tenente racconta con incredibile precisione i suoi giorni nella sacca nemica e nella desolazione della terra russa, riesce a rendere quasi palpabile l'angoscia di tale orrori e drammi che ha passato insieme ai suoi tanti uomini commilitoni. Unica pecca alcuni tratti della voce narrante, un poco simile a cantilena su alcuni passaggi, ma per il resto quasi in tono con la generale tristezza del racconto. Consigliato a chiunque sia amante di storia, qui a scrivere è che l'ha fatta davvero.

Tragico e crudo racconto di un episodio dai più dimenticato.

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crudo e dolcissimo nel suo spavento... umano che ti entra nel cuore .. e ogni suo passo diventa il tuo

bellissimo

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