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Donnaregina

Di: Teresa Ciabatti
Letto da: Elena Lietti
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Chi è davvero 'o Nasone, accusato di rapina a mano armata, associazione a delinquere, associazione mafiosa, 182 omicidi commessi e commissionati? Se lo chiede la scrittrice a cui il giornale dà l'incarico di intervistare proprio lui, il superboss. A lei che di criminalità non sa niente, che si è sempre occupata di adolescenti, tutt'al più cantanti, attrici, gente dello spettacolo. Il loro è l'incontro di due mondi lontanissimi che tali devono rimanere, almeno nelle intenzioni della protagonista. Eppure, quando lui inizia a parlare, qualcosa cambia. Quest'uomo spietato che alleva colombi e crede negli ufo comincia a interessarla. Non tanto quando si sofferma sulle cronache di furti, sparatorie e vendette, piuttosto per la nostalgia che vibra nei racconti delle donne incontrate e perdute, degli amici morti ammazzati, degli affetti famigliari. Quando insomma, pur non rinnegando il proprio passato, il boss si mostra vulnerabile. Il dubbio: forse la sta manipolando? È sul piano dei rapporti affettivi che boss e scrittrice si incontrano: nelle ferite di genitori incerti, forse sbagliati. Nel mistero dei figli con cui non sanno più comunicare e che temono di aver perso per sempre. Il confronto tra loro, pur sempre carico di diffidenza, si trasforma allora in un viaggio tra ricordi, confessioni, fraintendimenti e proiezioni, ma soprattutto rivelazioni su figli che non sono quello che loro credono. Così, quando la protagonista si trova a cercare le tracce del figlio di Misso nelle strade di Napoli, capisce di cercare qualcun altro: sua figlia che le sta sfuggendo. Nei quattro anni trascorsi dal suo più recente romanzo ci è mancato lo sguardo di Teresa Ciabatti, la sua cifra stilistica unica, la lucidità, l'ironia, l'equilibrio assoluto del fraseggio. Con l'intensità e l'anticonformismo radicale della sua scrittura, Ciabatti conduce una protagonista che le somiglia in territori a prima vista remoti e indecifrabili, per riportarla a casa più dolente e saggia, capace di riconoscere il baluginare dell'umano ovunque si presenti.

©2025 Mondadori Libri (P)2025 Mondadori Libri
Narrativa di genere Narrativa letteraria Psicologico

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Tutte le stelle
Più rilevanti
La storia di un boss, intrecciata con quella della scrittrice. Coincidenze. Storia raccontata con naturalezza. Tragedie familiari attuali, disagi che si riscontrano in molti ragazzi giovani dei nostri tempi.

Intreccio inaspettato

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Non avevo mai letto nulla della Ciabatti e con Donnaregina ho scoperto che il suo stile di scrittura che mi piace moltissimo. C'è molto di più della storia di un Boss. C'è il rapporto con sé stessa e con il suo essere madre. L'ho davvero apprezzato. Lettrice perfetta per il libro.

Più di quel che sembra

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Scritto bene ma i temi hanno il sapore di qualcosa di costruito a tavolino con ingredienti che vanno oggi.

Temi abusati e tanto politically correct

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Se pensate che sia un libro su peppemisso il gioiello della camorra: no.
Si tratta di un libro in cui la Ciabatti ci parla di sé (l'ennesimo, direte: sì). Il povero peppemisso, le sue 150 vittime, Napoli intera, e poi l'amica morente, la figlia tredicenne, la giornalista grassa e dimagrita, tutti scompaiono, tutti, dinnanzi a Teresa Ciabatti fattucchiera, strega delle parole, impudica, terribile, cannibale, eppure così vicina a me che ascolto.
Bravissima Elena Lietti.

Ciabatti magica fattucchiera

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Non ho ben capito: il libro è buono, nulla da dire nè sulla scrittura, nè sullo stile, nè sul contenuto, tantomeno sulla lettura. Solo che tutta la parte delle vicessitudini personali della scrittrice (che prendono decisamente il sopravvento) sono assolutamente incomprensibili, se la storia è la storia di un boss mafioso. Cosa c'entrano la figlia, l'amica, il fratello o la parte totalemente incomprensibile dell'alluvione e della bara del padre con tutta la storia di Misso? O forse sfugge solo a me.

Confusione

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