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Dimmi che sei stata felice

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Dimmi che sei stata felice

Di: Maria Grazia Calandrone
Letto da: Maria Grazia Calandrone
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Aurora nasce in un appartamento popolare a Roma Sud, mentre il Paese si prepara ad attraversare gli anni Settanta e il loro spegnersi nella strategia della tensione. Fin da ragazza accoglie il destino di una madre segnata dall'abbandono e il vuoto di un padre mai conosciuto. Del resto il passato sembra aver lavorato per lei da prima che nascesse: la nonna, con la quale Aurora ha un rapporto d'amore profondo e privilegiato, era scampata per miracolo al bombardamento di San Lorenzo. E anche Aurora crede di essere viva grazie alla forza della propria madre. Tutt'intorno, nel frattempo, la città respira come un organismo: abbraccia, tradisce, intreccia destini senza mostrarli. Tanto che, per una di quelle casualità che la vita a volte ci riserva, un giorno Aurora ritrova fugacemente il padre e, poco dopo, s'innamora di un giovane poeta venuto da lontano. In cerca di pace, Aurora si trasferisce a Nuova Ostia, un luogo che sa essere anche feroce. Eppure è proprio lì che incontra la magnificenza del mare e Viola. Le due donne sono quasi coetanee, e una naturalezza istintiva le avvicina. La loro storia è totalizzante, ma dove Viola si abbandona, Aurora si ritrae. I sentimenti, però, sono una terra che si può abitare solo senza difese. Maria Grazia Calandrone attraversa ancora una volta la materia viva della memoria e della Storia, fino a una conclusione vertiginosamente lirica. Stavolta la voce levigata e diretta dell'autrice trova le parole per dire che essere fedeli a noi stessi può essere un vincolo troppo stretto. Soprattutto per le donne, che nei libri di Calandrone si trovano sempre davanti a una scelta da cui è impossibile tornare indietro.

©2025 Giulio Einaudi editore (P)2025 Giulio Einaudi editore
Narrativa di genere Narrativa letteraria Urbana Vita familiare Vita in città

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Tutte le stelle
Più rilevanti
Ottime le parti storiche, poetiche le descrizioni, meno efficaci i dialoghi. Un lavoro di editing più intenso avrebbe giovato nella seconda parte. Il capitolo finale è a mio parere un po' troppo prolisso e lezioso. La lettura a volte mi pare troppo poco espressiva. Romanzo comunque affascinante e originale.

Ottime le parti storiche, poetiche le descrizioni, meno efficaci i dialoghi

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Narrazione profonda, avvincente a tratti poetica che conduce il lettore, attraverso piani diversi, a leggere la realtà e le relazioni che ci legano agli altri .

Imperdibile

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Mi è piaciuta la storia e la scrittura, ho letto praticamente tutto di questa scrittrice. Però la lettura proprio no: gli autori non devono leggere le loro storie, raramente sono in grado di farlo: questa è una lettura monocorde, piatta, sembra quasi la lettura di…un vocabolario!

Gli autori non devono leggere.

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Maria Grazia Calandrone ha una voce narrante che ti tiene ad ascoltarla come le prime canzoni di Battiato, che come testi usava l'elenco del telefono, lei può. Detto questo, la storia di Aurora e del suo trauma intergenerazionale, del suo incontro con Viola, avrebbe potuto essere un nuovo e appassionante "L'amica geniale", se non fosse che l'editor deve essersi assopita sul più bello oppure è talmente affascinata dall'autrice da non riuscire a dirle che le digressioni su avvenimenti storici, politici, scientifici seppur molto interessanti sortiscono in chi legge la stessa reazione di chi sta facendo l'amore e si sente chiedere "hai pagato la rata del condominio?". Si perde del tutto la sospensione dell'incredulità, si aspetta che la prof finisca di spiegare - magari intarsiando il banco con la penna - e che ritorni a raccontarci la nostra storia. L'ultimo capitolo sulle pecorelle deve essere stato inserito dall'autrice all'insaputa di tutti dopo aver mangiato biscotti psicotropi, altrimenti non si spiega. Comunque non si può non amarla quindi capisco l'editor che non le ha detto nulla.

Si sente che l'editor era distratta

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amavo la Calandrone come scrittrice, non sapevo avesse anche una voce fantastica e una sorprendente capacità di lettura. il libro è molto bello, complesso, racconta tre generazioni di donne dentro la storia e un grandissimo tormentato amore. consigliatissimo, avvolgente

donna dai mille talenti

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