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Quello che possiamo sapere

Di: Ian McEwan, Susanna Basso - traduttore
Letto da: Chiara Francese, Fabrizio Rocchi
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Nel maggio del 2119 Thomas Metcalfe, studioso di letteratura del periodo 1990-2030, si reca per l'ennesima volta alla biblioteca Bodleiana per consultarne gli archivi, a lui arcinoti, nel tentativo di scovare qualche scampolo di informazione inedita sull'oggetto dei suoi interessi, la fantomatica Corona per Vivien del grande poeta Francis Blundy, mai ritrovata. Il viaggio è disagevole, ora che la Bodleiana è stata trasferita nella Snowdonia, nel Nord del Galles, per sottrarre il suo prezioso contenuto alle acque che, dopo il Grande Disastro e l'Inondazione che ne seguí, sommersero l'originaria sede, a Oxford, e gran parte della terra. Ma gli abitanti del ventiduesimo secolo, sopravvissuti a quella catena di eventi, sono avvezzi al disagio e alla penuria, e inclini a guardare alla ricchezza e alla varietà del mondo precedente ora con rabbia ora con sognante nostalgia. Forse anche cosí si spiega l'ossessione di Metcalfe per il poemetto perduto. Miracolo di costruzione poetica, la Corona di Blundy fu composta poco piú di cent'anni prima, nel 2014, in occasione del compleanno della moglie Vivien, e recitata un'unica volta durante i festeggiamenti presso il Casale dei Blundy, in un tripudio di vini e cibi deliziosi e ora introvabili, alla presenza della loro cerchia di amici. Facendo riferimento al celebre banchetto del 1817, cui parteciparono Keats e Wordsworth, l'evento fu successivamente definito «Secondo Immortal Convivio». La profusione di diari, corrispondenze e messaggi disponibili racconta delle correnti di amore e invidia che attraversavano tutti i partecipanti, del primo marito di Vivien, il liutaio Percy, e della malattia degenerativa che si era impossessata del suo cervello, delle ambizioni represse della donna. Ma dell'agognata Corona per Vivien neanche l'ombra. Che fine ha fatto la sublime poesia della cui stessa esistenza ormai i piú dubitano? Quale verità si cela dietro la sua scomparsa? E quale differenza potrebbe mai fare il suo ritrovamento? Sarà un'intuizione geniale a fornire l'indizio che orienterà Metcalfe in una caccia al tesoro stevensoniana nell'ignoto. Il suo viaggio svelerà una storia d'amore e di compromessi e un crimine impunito, e getterà una luce nuova su figure che le parole tramandate gli avevano fatto credere di conoscere intimamente. Al lettore il nuovo strabiliante viaggio letterario di McEwan offre una chiave per riscattare il presente dal senso di catastrofe imminente che lo attanaglia e per immaginare un futuro in cui non tutto è perduto.

©2025 Giulio Einaudi editore (P)2025 Giulio Einaudi editore
Fantascienza Storia alternativa

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Tutte le stelle
Più rilevanti
Non so se sia il miglior romanzo di McEwan ma resta un lavoro straordinario. Grande maestria.
La prima parte specialmente, terribile e spaventosa ipotesi sul futuro della nostra civiltá.
E verosimile.
Lettore bravo, lettrice un pochino irritante.

Una garanzia

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Fra il 2014 e il 2119 sul pianeta Terra si verificano varie catastrofi di cui il romanzo racconta poco ed in modo superficiale.
C'è un prima e c'è un dopo
Clamorosamente non è il dopo ad essere degno di attenzione.
Non è tanto importante per lo scrittore raccontare come e perché sono sopravvissuti gli uomini , come vivono , cosa vogliono diventare .
Il nucleo narrativo è il prima.
I sopravvissuti, i personaggi del dopo infatti sono presi a scavare nel prima.
A scavare nella vita, nei pensieri e nelle opere degli uomini del prima.
Un poeta, sua moglie, alcuri amici, una festa e un poema perduto.
Il vero protagonista però è Percy, un uomo grande, forte, generoso, creativo, fantasioso, sensibile.
Chi è Percy e cosa gli succede?
In realtà Percy è Green Man, una figura mitica della tradizione popolare inglese, nel Signore degli Anelli Tom Bombadil.
Percy rappresenta la Natura, la sua malattia e il suo crollo simboleggiano il degrado e la distruzione della Natura e anche la negazione da parte degli umani della propria essenza animale.
Percy non ama i libri, la moglie Vivien si.
Questo scarto riflette la nostra contrapposizione fra la nostra essenza animale e la dimensione razionale, cartesiana.
Vivien è una donna colta , fragile, infedele, non solo al marito, ma anche a sé stessa, irrisolta nei sui demoni, nei suoi desideri , nei suoi bisogni, opportunista.
Anche Francy, il Poeta.
Il tipico negazionista del cambiamento climatico, sembra uscito da un trattato di Cartesio, il campione dell'ergosum.
Non ama e non conosce la natura, non ama e non conosce neppure i suoi simili più vicini, altezzoso, snob, si accomoda sullo scranno del poeta e da lì giudica e crea, trancia giudizi, opinioni e sentenze.
Ed è lui infatti che causa la morte della Natura...
La morte di Percy, la distruzione della Natura, imprigiona e blocca Francy e Vivien: non possono lasciarsi e neppure essere felici vivendo insieme.
Gli unici personaggi fantasiosi , creativi e simpatici sono Percy, Jane, Peter e Chris
Il romanzo ha una forte connotazione teatrale e simbolica.
E , soprattutto , non è un romanzo postapocalittico , ma una riflessione sulla nostra umanità ora, sulla nostra incapacità ad essere noi stessi nella nostra interezza.
Il romanzo non parla di come saremmo se si verificasse un'apocalisse, parla di come possiamo apparire ora in un'analisi relativamente onesta e consapevole dei nostri errori, e questa narrazione si sviluppa su più piani temporali, con voci diverse, volendo si potrebbe adattare il titolo di un altro romanzo 'Sostiene Vivien'.

oggi già ieri forse domani

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Autore noto per l’eccezionale scavo psicologico e per trame e personaggi inconsueti. La lettura inoltre è di alto livello. Consigliato!

Bellissimo

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Coinvolgente e sconvolgente. Entrambe le parti del libro, ambientate in epoche diverse, hanno una trama eccezionale

Un romanzo imperdibile

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Senza voler fare alcun tipo di spoiler anche per me Vivien, è la vera protagonista. Dopo più di un secondo si scopre grazie al ricercatore Thomas la verità sulla famosa "👑 corona".Per me un capolavoro

Profondo , veritiero e inquietante

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