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Di corno o d'oro

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Di corno o d'oro

Di: Laura Pariani
Letto da: Giusy Frallonardo
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Ci sono due porte che si aprono sui nostri sogni: quella d'oro è la più splendente ma porta sogni falsi e sviati; quella di corno è più dimessa, ma i suoi sogni sono veri. Una raccolta di racconti che illuminano la vita contadina e piccolo-borghese dell'Italia tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento.

"Le date, per me, sono essenziali per costruire i miei personaggi, che non vivono dovunque e sempre. Come lettore, io trovo vuoto e piatto un certo modo di raccontare, i cui personaggi potrebbero esistere da qualsiasi parte, a New York come a Milano, in una condizione più teorica che reale. Per me - per me scrittore intendo - non è così. Io devo vedere i miei personaggi in uno spazio e in un tempo precisi, altrimenti non riesco a trovare il loro spessore e la loro voce - e con il termine 'voce' non voglio dire solo le loro parole o il loro fraseggiare, ma anche la loro coscienza e il suono dei loro pensieri, che vive ed è immerso in un periodo determinato (la fine dell'Ottocento) e in un ambiente specifico (la valle del Ticino a quell'epoca).

Ho un debito verso i luoghi che mi hanno permesso di far esistere i miei personaggi, di vederli muoversi e agire: per Tre gozzi e tre cervelli le rive estive del Naviglio tra Boffalora e Turbigo; per L'organetto la Cúrt dî Bièi sommersa dalla neve, nel paese dove sono cresciuta (o forse dovrei dire: il ricordo della Cúrt dî Bièi, visto che da tempo non esiste più e il suo posto è stato preso da un brutto condominio); per 'l dutùr de la Cassinétta il sentiero che dal canale Villoresi sale a Tornavento, in un pomeriggio autunnale. Quanto ai tempi, debbo molto ai racconti dei miei nonni, alle vecchie canzoni popolari, a certe fotografie sbiadite. Suggerimenti mi son venuti anche da alcuni documenti d'archivio - certo ai margini della storia ufficiale - come una lettera di licenziamento del Comune di Inveruno per una maestra nubile in stato interessante, relazioni di medici condotti sulla pellagra, la richiesta di un sussidio inoltrata alle Ferrovie Nord da Catterina B.

Frammenti, brandelli di storie dimenticate e vaghe, che sillabano immagini e frasi da ripulire, elaborare, ricucire, riempiendone i vuoti. Il bello del lavoro di uno scrittore sta proprio in questo: può riscattare delle vicende che nella realtà sono sempre frantumate e caotiche ..."

©1993 Piergiorgio Nicolazzini Literary Agency (P)2022 Audible Studios
Narrativa di genere Narrativa letteraria

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una bella bella carrellata di personaggi interessante l'uso di quel dialetto, un misto lombardo veneto

mi ha fatto venire in mente l'albero degli zoccoli

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scritto e letto benissimo. il libro offre una difficoltà, superabile, delle parti scritte (e, ribadisco, fortunatamente lette benissimo) in dialetto. ma la qualità del racconto è alta e supera ogni ostacolo e cattura. mi è piaciuto molto e mi è piaciuto anche l'impegno che ha richiesto l'identificazione delle parti scritte "non" in italiano. (le virgolette hanno un senso perché ritengo l'Italia intera fatta di suoi linguaggi emotivi che i dialetti esprimono con maggiori dettagli, se si vuole capire un luogo e constatare che la nostra storia è una tutta uguale quando si parla di lavoro e vita faticata, cioè sempre nei secoli) . qui ho avuto l'impressione di essere lì ad ascoltare dai diretti interessati fatti antichi, perché sono i dialoghi quelli che raccontano le storie e trasmettono emozioni e sono quelli che richiedono applicazione. personalmente sono stata attratta dalla lettera della maestra al sindaco (Marchini Ada) e dal processo di coscienza di un popolo che non si arrende alla miseria. sono felice di aver ascoltato questo book.

molto bello

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