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Una donna a Berlino

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Una donna a Berlino

Di: Anonima, Palma Severi - traduttore
Letto da: Martina Averna
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«Sì, la guerra avanza rombando verso Berlino. Ciò che ieri era ancora un brontolio lontano, oggi è un tambureggiare continuo... Viviamo dentro un cerchio di bocche di fuoco che si restringe di ora in ora». Si apre con queste immagini il diario tenuto a Berlino da una giovane donna tedesca nelle drammatiche settimane che videro la conclusione del conflitto, l'arrivo dell'Armata Rossa, la morte di Hitler e degli altri gerarchi nazisti e infine la lenta, faticosa ripresa della vita. L'autrice ha voluto restare anonima da quando il libro vide per la prima volta la luce negli anni Cinquanta e fu accolto, soprattutto in Germania, con un senso di fastidio, anzi, di esplicito rifiuto. Decise allora di vietarne ogni riedizione finché fosse rimasta in vita. Solo dopo la sua morte, avvenuta nel 2001, Hans M. Enzensberger ebbe l'autorizzazione a riproporlo. Una donna a Berlino ci mostra il destino - purtroppo ricorrente in ogni conflitto, anche ai giorni nostri - di migliaia di donne costrette a subire gli stupri da parte dei soldati e, senza autocommiserazione né revanchismo, conserva la capacità di discernere e di valutare su chi ricada in ultima istanza la responsabilità della tragedia tedesca.

©2025 Giulio Einaudi editore (P)2025 Giulio Einaudi editore
Donne Guerre e conflitti Militare Militari e guerra Seconda guerra mondiale

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Ho ammirato le donne tedesche in questo libro
Non si sono piante addosso, la loro resilienza è stata determinante per la rinascita del paese
Mi è venuto in mente molte volte il libro di Hans Fallada ; E Adesso Pover’uomo
Sempre sulla resilienza delle donne in certe situazioni
Un bel libro sincero

La sincerità e il pragmatismo

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La banalità della sopravvivenza; diario impagabile. Narrazione essenziale e mai volgare. Le donne prede naturali per il vincitore.

Tre mesi per cambiare la percezione dell’esistenza.

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Opera scoperta solo per caso. Terribile ma fondamentale. Sarebbe bello che ne venisse imposta la lettura a una certa area di pensiero, soprattutto in Italia, che pontifica ancora oggi romanticamente sull’armata rossa senza averne dovuto subire gli orrori.

Terribile ma necessario

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Il valore storico di questa opera è incommensurabile, tuttavia ciò che rapisce è lo stile curato, a tratti lirico, per esprimere un orrore indicibile e i meccanismi psicologici sia dei vincitori che dei vinti. Tutto intorno, la desolazione di una guerra, descritta con capacità narrative superiori alla media letteraria di tutto il Novecento. Una grande scrittrice, grande umanità e grande stile. L’attrice che legge sa come interpretarla. Consiglio.

Capolavoro

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Spesso la Storia è scritta dai vincitori. Questo diario non solo offre un punto di vista differente ma disegna uno spaccato di vita dimenticato e sepolto

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