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Ennio Flaiano narrato da Fabrizio Bentivoglio in Esclusiva per Audible

Ennio Flaiano narrato da Fabrizio Bentivoglio in Esclusiva per Audible

Fabrizio Bentivoglio interpreta gli scritti di Ennio Flaiano

La personalità eclettica di Ennio Flaiano, il suo essere “uomo del suo tempo” eppure sempre un po' più “avanti”, nonostante non potesse soffrire le avanguardie, fa di lui uno degli intellettuali italiani del Novecento al quale continuare a guardare e a ispirarci ancora oggi.

Ci ha pensato con sensibilità artistica e talento Fabrizio Bentivoglio – noto attore, sceneggiatore, regista italiano – a portare sulla scena uno spettacolo teatrale tratto dal libro postumo di Flaiano, La solitudine del satiro, realizzando anche un audiolibro narrato in Esclusiva per Audible che ti presentiamo in questo articolo.

L’Italia raccontata da Ennio Flaiano

Ennio Flaiano, nato a Pescara nel 1910, sin da giovanissimo si trasferisce a Roma.

Siamo nel 1922 e la capitale e l'Italia tutta si apprestano ad entrare in quel ventennio fascista che avrebbe cambiato il destino di molti. La vita straordinaria di Flaiano (di per sé degna di un film interamente dedicato a lui), lo portò a combattere in Etiopia: esperienza da cui scaturì Tempo di uccidere, il romanzo che, primo nella sua storia, ricevette il Premio Strega nel 1947.

Nel romanzo, Flaiano racconta la guerra - come fosse un atto catartico per lavare dalla coscienza le macchie degli orrori vissuti - attraverso la vicenda di un tenente dell’esercito italiano in Abissinia che si innamora di una giovane etiope, con un finale tragico e straziante.

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Flaiano, oltre a scrivere il romanzo Tempo di uccidere e altri libri che raccolgono i suoi scritti – alcuni pubblicati postumi – fu anche un prolifico autore di articoli per Il Mondo, ma anche per Corriere della Sera, L’Espresso, L’Europeo e molte altre testate. Fu un bene, perché i suoi scritti, preziosa testimonianza dell’Italia che entra nella guerra devastante, che la vive male e da cui esce malconcia, riflettono fedelmente i tempi, filtrati dalla sua mente eclettica e brillante.

Non a caso, la sua formazione di intellettuale è radicata nella Roma degli anni ’30 e '40 dove frequenta i caffè letterari conoscendo personalità come quella di Aldo Palazzeschi, Carlo Levi, Alba De Céspedes e altri importanti intellettuali italiani. Sua è anche la collaborazione per le sceneggiature di alcuni dei più grandi capolavori del cinema italiano di Federico Fellini come: Luci del varietà, Lo sceicco bianco, I vitelloni, La strada, Il bidone, Le notti di Cabiria, La dolce vita, Boccaccio ’70 (episodio Le tentazioni del dott. Antonio), e Giulietta degli spiriti.

Oltre alla collaborazione con Fellini, Flaiano firmò alcune sceneggiature di film di registi del calibro di Lattuada, Monicelli, Rossellini, Risi, tra gli altri grandi nomi del cinema italiano. Erano gli anni della 'dolce vita' romana e Flaiano seppe trasformare la sua poliedrica abilità – quella che possiamo chiamare arte di vivere – in un vero e proprio 'mestiere': quello di utilizzare la parola scritta per raccontare, interpretare e spiegare la sua epoca con serietà e ironia.

In Esclusiva per Audible: Lettura clandestina. La solitudine di un satiro

Fabrizio Bentivoglio, nato a Milano nel 1957, è un noto attore italiano che ha dedicato la propria vita al teatro e al cinema, affermandosi come interprete poliedrico e autore di progetti teatrali e audiovisivi di rilievo.

Bentivoglio porta in scena uno spettacolo in omaggio a Ennio Flaiano, leggendo alcuni dei suoi articoli, accompagnato dal contrabbasso di Ferruccio Spinetti. La lettura, che alterna passato e presente, offre uno sguardo “satirico” e lucido sull’Italia del Novecento e ha dato origine anche a un audiolibro imperdibile in Esclusiva per Audible, con riflessioni tratte dal libro postumo La solitudine del satiro (1973).

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Flaiano percorre gli anni della guerra e del dopoguerra, quelli raccontati nei suoi articoli e nei suoi scritti, come se prendesse parte a un gioioso e allo stesso tempo amaro swing: sono gli anni del boom economico, ma anche quelli in cui si affaccia, prepotente, il mondo consumista per come lo conosciamo noi oggi.

Ma sono anche gli anni in cui i “costumi” degli italiani – ben raccontati da Pasolini nei suoi documentari, primo fra tutti Comizi d’amore – cominciano a mutare: cambiano le abitudini, il modo di guardare il mondo e di viverlo. Questi cambiamenti si percepiscono soprattutto nelle città, mentre nelle province la vita resta ancorata a ritmi più lenti e a tradizioni radicate, un mondo che Fofi definiva immerso nella “civilità” contadina, abilmente narrata anche da Carlo Levi in Cristo si è fermato a Eboli, dove si coglie la coerenza e la saggezza di un tessuto sociale meno spettacolare ma profondamente autentico.

Negli anni Sessanta Flaiano vive un’intensa stagione di viaggi e collaborazioni internazionali: si reca in Spagna per lavorare con Luis García Berlanga, a Parigi con Louis Malle su un progetto mai realizzato, ad Amsterdam per La ragazza in vetrina, a Zurigo per incontrare la vedova di Thomas Mann mentre lavora a un film tratto da Tonio Kröger, e a Hong Kong per un film di Gian Luigi Polidoro. Successivamente visita gli Stati Uniti per l’Oscar di , ritorna a Parigi per una sceneggiatura ispirata alla Recherche di Proust, passa per Praga per Miloš Forman e si spinge fino in Israele, raccontando il viaggio sulle pagine de L’Europeo.

Con la sua incredibile esperienza di vita e il mosaico delle sue 'occhiate' sul mondo, ci restituisce, dunque, una descrizione dell’Italia del dopoguerra– non perfetta, non storicamente esatta – ma decisamente personale, interpretata con la sottile ironia di un maestro della scrittura e del pensiero italiano. Cosa faremo noi, con questo mosaico di frammenti e di scritti? Possiamo iniziare a riflettere, osservando con ironia e lucidità i vizi e le virtù di una società in trasformazione, cercando di cogliere tra le pieghe della storia, la realtà (la nostra) che oggi ci interpella: sulla guerra, sul modo di fare politica, sul modo in cui gli intellettuali devono (o dovrebbero) tracciare una rotta.

Anche un altro grande intellettuale italiano del Novecento, anch'egli abile narratore del dopoguerra, Luciano Bianciardi – dalla Toscana adottato da Milano, proprio come Flaiano lo fu da Roma – ha ancora molto da raccontarci. Per questo i loro titoli, Lettura Clandestina.La solitudine del satiro interpretato da Bentivoglio e La vita agra di Bianciardi, sono audiolibri imprescindibili per confrontarsi con il passato e riflettere sul nostro presente.

Fabrizio Bentivoglio: attore, regista e narratore

Fabrizio Bentivoglio, due volte vincitore del Premio Donatello, è autore di un nuovo audiolibro scritto e narrato da lui stesso, intitolato Piccolo Almanacco dell’Attore. L’attore milanese, poliedrico e sensibile, racconta il percorso e le sfide dell’attore, il teatro e la sua storia di vita. Attraverso aneddoti e riflessioni, l'autore traccia la sua personale rotta artistica e condivide il suo profondo rapporto con l’arte scenica. Interessante e consigliato.

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Per approfondire leggi anche: Biografie di indimenticabili personaggi italiani di cinema, tv e radio

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1. Chi era Ennio Flaiano?

Ennio Flaiano (1910–1972) è stato scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano, noto per il suo stile brillante e ironico. Celebre interprete della società italiana del dopoguerra, è ricordato soprattutto per la collaborazione con Federico Fellini in film come La Dolce Vita e .

2. Quali sono le opere principali di Flaiano?

Il suo romanzo più famoso è Tempo di uccidere, primo vincitore del Premio Strega nel 1947. Flaiano scrisse anche raccolte di articoli e saggi, come La solitudine del satiro, che offrono uno sguardo lucido e satirico sull’Italia del dopoguerra.

3. Che tipo di giornalismo praticava?

Scrisse per testate come Il Mondo, Corriere della Sera, L’Espresso e L’Europeo. I suoi articoli combinano ironia, acume sociale e osservazioni precise sui costumi italiani, diventando preziose testimonianze della vita culturale e politica del tempo.

4. Qual è stato il contributo di Flaiano al cinema?

Flaiano fu sceneggiatore di film indimenticabili, tra cui La strada, Le notti di Cabiria, La dolce vita e . La sua scrittura cinematografica fonde introspezione psicologica e critica sociale, contribuendo a definire il cinema italiano del dopoguerra.

5. Perché le opere di Flaiano restano attuali?

I suoi scritti riflettono i vizi e le virtù della società italiana, con ironia e lucidità senza tempo. Letture come La solitudine del satiro permettono di confrontarsi con il passato e di riflettere sul presente attraverso la prospettiva di un intellettuale unico.

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