• I GIARDINI MEDITERRANEI DI CONFINE
    Aug 10 2026

    Quando diciamo “giardino mediterraneo” spesso immaginiamo subito ulivi, lavande, rosmarini, muri chiari e qualche agave. È un’immagine piacevole, ma incompleta. Il Mediterraneo non è prima di tutto uno stile: è un clima, una condizione biologica e una precisa strategia di adattamento. L’estate è lunga, luminosa e asciutta; l’acqua arriva in modo irregolare, spesso concentrata nei mesi più freschi. Lepiante che vivono bene in queste condizioni hanno imparato a ridurre le perdite: foglie piccole, coriacee o argentate, superfici cerose, profumi ricchi di oli essenziali, apparati radicali profondi. Alcune rallentano la crescita; altretrascorrono il periodo più duro sotto terra, sotto forma di bulbo, rizoma o radice. Davanti al mare, a tutto questo siaggiungono il sale trasportato dal vento e l’abrasione della sabbia. Non basta quindi scegliere una pianta resistente alla siccità: deve tollerare anche l’esposizione, il terreno e la reale distanza dalla battigia. Un giardino mediterraneo nell’entroterra e un giardino mediterraneo sulla costa possono sembrare simili in fotografia, ma sono due progetti completamente diversi.

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  • IL GIARDINO ADATTIVO: DA PARIGI AI PICCOLI GIARDINI DEI PAESI BASSI
    Jul 5 2026

    Oggi parleremo di un argomento molto attuale: il giardino adattivo, un nuovo modo di pensare il verde non solo come decorazione, ma come risposta concreta al caldo, alla siccità, alla biodiversità e alla qualità della vita nelle nostre città.

    Lo faremo attraverso due casi molto interessanti: i cortili scolastici trasformati in oasi climatiche a Parigi e i piccoli giardini di facciata nei Paesi Bassi. Perché, come vedremo, non esiste spazio troppo piccolo per generare vita.

    Per molto tempo abbiamo chiesto ad un progettista di giardini che volevamo che il nostro giardino fosse bello.

    Gli abbiamo chiesto di emozionarci, di accogliere, di rappresentare uno stile, una casa, una famiglia. Gli abbiamo chiesto fiori, ombra, profumi, ordine, prospettiva.

    Oggi, però, questo non basta più.

    Oggi ad un garden designer dobbiamo chiedere qualcosa in più: dobbiamo chiedere di progettare un giardino che deve aiutarci a vivere meglio in un clima che cambia. Che deve rinfrescare, assorbire l’acqua, ospitare vita, proteggere, creare relazioni.

    Il giardino del futuro non sarà solo decorativo. Sarà adattivo.

    E per capire cosa significa, oggi vi porto in due luoghi molto diversi tra loro: i cortili scolastici di Parigi e i piccoli giardini di facciata nei Paesi Bassi, ad Amsterdam e l’Aia.

    Due mondi apparentemente lontani. Da una parte una grande capitale europea, densa, minerale, vulnerabile alle ondate di calore.

    Dall’altra piccoli spazi verdi, spesso grandi poco più di un metro quadrato, ricavati davanti alle case, tra marciapiede e facciata. Eppure raccontano la stessa cosa: anche il più piccolo spazio verde, se progettato bene, può cambiare il modo in cui abitiamo la città.


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  • 10 MOTIVI PER CUI LE NOSTRE CITTA' DEVONO ESSERE PIU' VERDI
    Jun 6 2026

    Oggi voglio parlarvi di 10 buoni motivi per cui le nostre città devono essere più verdi e con più alberi. Non solo in ambito urbano ma anche privato. BASTA prati e cespugli di plastica! Ma vi avviso, mettetevi comodi: non aspettatevi la solita lista romantica, poetica o un manifesto genericamente ecologista di quelli che si sentono ormai ovunque. Voglio guardare la realtà con gli occhi di chi progetta i giardini, con la concretezza del professionista. Perché siamo nel 2026, ed è arrivato il momento di dirlo chiaramente, senza giri di parole: il verde non è più un tema estetico. È diventato un tema strategico. Soprattutto, quando parliamo di alberi e piante in ambiente antropico, parliamo di un tema di progetto consapevole. Non è più una questione di decorazione, è una questione di sopravvivenza urbana.


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  • PROGETTARE LA TERRAZZA COME UN GIARDINO SOSPESO
    May 9 2026

    Oggi parliamo di un tema sempre più attuale,soprattutto per chi vive in città, in appartamento, in attici o in case dove lo spazio esterno non è un giardino a terra, ma una terrazza. E qui bisogna chiarire subito una cosa: unaterrazza non è semplicemente un balcone più grande.
    E non è nemmeno uno spazio vuoto da riempire con qualche vaso, un tavolo, due sedie e un divanetto outdoor visto su una rivista. Una terrazza è molto di più. È un luogo sospeso.
    È una stanza all’aperto. È un piccolo paesaggio privato.
    Ma soprattutto è un ambiente tecnico, difficile, esposto.Perché una terrazza deve convivere con il sole, con ilvento, con il caldo, con la pioggia, con il peso, con il drenaggio, con l’irrigazione e con la manutenzione. Ecco perché oggi voglio partire da una frase molto semplice, ma fondamentale: prima di scegliere le piante viene il progetto. Perché la maggior parte delle terrazze non fallisce perché mancano le piante. Fallisce perché manca una visione. Si comprano vasi prima di conoscere la portata della soletta.
    Si scelgono piante prima di capire da dove arriva il vento.
    Si installano arredi prima di studiare i percorsi.
    Si pensa all’illuminazione alla fine, come se fosse una decorazione.
    E poi, dopo qualche mese, arriva la realtà: piante secche, irrigazione scomoda, vasi troppo piccoli, acqua che ristagna, manutenzione continua, caldo insopportabile. Ecco perché oggi parliamo della terrazza come di un giardino sospeso: uno spazio vivo, tecnico, poetico e funzionale allo stesso tempo.

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  • PROGETTARE IL GIARDINO NELLA MAGIA DELLA MONTAGNA
    Apr 25 2026

    Il giardino in montagna è tutto speciale: l’aria, il panorama, le piante, i profumi, il terreno, l’atmosfera magica e misteriosa. C'è qualcosa di primordiale nell'alta quota, una forza chespesso ci induce a essere spettatori passivi. Spesso mi capita di visitare case vacanza o baite stupende dove però lo spazio esterno viene lasciato a se stesso, quasi per timore di sfidare la natura. Ma il giardino non deve essere un elemento trascurato della casa, anche se in pendenza. Oggi, da gardendesigner, voglio guidarvi passo dopo passo per trasformare quel pezzo di terra scosceso in un rifugio per l'anima. Ecco alcuni suggerimenti per renderlo più gradevole e funzionale senza stravolgere ciò che madre natura ha creato in queiluoghi già magici.

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  • COME IL LANDSCAPE DESIGN PUO' SALVARE LE NOSTRE CITTA'
    Apr 4 2026

    Oggi parliamo di come evolverà la progettazione dei giardini: come l’architettura del paesaggio sta cercando di salvare le nostre città. Negli ultimi anni, nel mondo dell’architettura del paesaggio in Europa, sta emergendo una parola chiavemolto interessante. Non è un termine tecnico incomprensibile, né una formula matematica per calcolare le pendenze di un terreno. È una parola semplice. Ma con un significato enorme.

    Take Care. Letteralmente significa: prendersi cura.

    Fermiamoci un attimo su questaespressione. Prendersi cura non significa solo fare manutenzione. Non è tagliare l'erba quando è troppo alta o potare un ramo quando dà fastidio. È un atteggiamento profondo. Significa prendersi cura del territorio. Prendersi cura del paesaggio. Prendersi cura della Terra.

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  • L' INTELLIGENZA ARTIFICIALE SOSTITUIRA' IL GARDEN DESIGNER ?
    Mar 7 2026

    L’intelligenza artificiale sostituirà il garden designer?

    Negli ultimi anni, con la diffusione di strumenti diintelligenza artificiale capaci di generare immagini spettacolari di giardini in pochi secondi, molte persone iniziano a chiedersi se basti ormai scrivere qualche parola su un computer — un semplice prompt — per progettare uno spazio verde.

    Ma progettare un giardino è davvero così semplice? Oppure dietro a un giardino ben progettato c’è molto di più di una bella immagine?

    Partiamo da un fatto. Oggi un software di intelligenza artificiale può generare in pochi secondi decine di immagini di giardini. Basta scrivere qualcosa come:

    “Giardino mediterraneo contemporaneo con ulivi,graminacee, piscina e pergola.”

    E in pochi secondi compaiono immagini spettacolari. Luci perfette. Vegetazione lussureggiante. Atmosfere molto suggestive. Molti clienti restano impressionati.

    Ed è comprensibile. Perché queste immagini sono spesso davvero molto belle. Ma qui nasce il primo grande equivoco.

    Un’immagine non è un progetto.


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  • PROGETTARE IL GIARDINO COME RIFUGIO POST-DIGITALE
    Feb 17 2026

    Oggi… viviamo connessi. Sempre.

    Secondo il Global Digital Report passiamo mediamente oltre 6 ore e 40 minuti al giorno online.
    È quasi un terzo della nostra vita da svegli. Lo smartphone è l’ultima cosa che guardiamo la sera… e la prima al mattino.
    Passiamo in media oltre sette ore al giorno davanti a uno schermo.
    E non è solo lavoro. È informazione continua. È socialità.
    È confronto costante. È esposizione permanente alle vite degli altri. Scrolliamo, tocchiamo, reagiamo… mararamente assimiliamo. Il problema non è la tecnologia insé — sarebbe troppo facile dirlo.
    La tecnologia è uno strumento straordinario.
    Il vero nodo è un altro: Il nostro cervello non è progettatoper reggere questo flusso ininterrotto di stimoli. Non lo era ieri. Non lo è oggi. E non credo lo sarà domani. Siamo biologicamente tarati per cicli lenti, per pause, per silenzi, per orizzonti aperti… non per notifiche ogni trenta secondi. Ed è qui che entra in gioco il giardino. Ma non nel modo in cui lo abbiamo raccontato per anni. Non più solo come spazio estetico.
    Non più solo come estensione architettonica della casa.
    Non più solo come status symbol. Il giardino oggi diventa qualcos’altro.

    Diventa un rifugio emotivo post-digitale.

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