• PROGETTARE LA TERRAZZA COME UN GIARDINO SOSPESO
    May 9 2026

    Oggi parliamo di un tema sempre più attuale,soprattutto per chi vive in città, in appartamento, in attici o in case dove lo spazio esterno non è un giardino a terra, ma una terrazza. E qui bisogna chiarire subito una cosa: unaterrazza non è semplicemente un balcone più grande.
    E non è nemmeno uno spazio vuoto da riempire con qualche vaso, un tavolo, due sedie e un divanetto outdoor visto su una rivista. Una terrazza è molto di più. È un luogo sospeso.
    È una stanza all’aperto. È un piccolo paesaggio privato.
    Ma soprattutto è un ambiente tecnico, difficile, esposto.Perché una terrazza deve convivere con il sole, con ilvento, con il caldo, con la pioggia, con il peso, con il drenaggio, con l’irrigazione e con la manutenzione. Ecco perché oggi voglio partire da una frase molto semplice, ma fondamentale: prima di scegliere le piante viene il progetto. Perché la maggior parte delle terrazze non fallisce perché mancano le piante. Fallisce perché manca una visione. Si comprano vasi prima di conoscere la portata della soletta.
    Si scelgono piante prima di capire da dove arriva il vento.
    Si installano arredi prima di studiare i percorsi.
    Si pensa all’illuminazione alla fine, come se fosse una decorazione.
    E poi, dopo qualche mese, arriva la realtà: piante secche, irrigazione scomoda, vasi troppo piccoli, acqua che ristagna, manutenzione continua, caldo insopportabile. Ecco perché oggi parliamo della terrazza come di un giardino sospeso: uno spazio vivo, tecnico, poetico e funzionale allo stesso tempo.

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  • PROGETTARE IL GIARDINO NELLA MAGIA DELLA MONTAGNA
    Apr 25 2026

    Il giardino in montagna è tutto speciale: l’aria, il panorama, le piante, i profumi, il terreno, l’atmosfera magica e misteriosa. C'è qualcosa di primordiale nell'alta quota, una forza chespesso ci induce a essere spettatori passivi. Spesso mi capita di visitare case vacanza o baite stupende dove però lo spazio esterno viene lasciato a se stesso, quasi per timore di sfidare la natura. Ma il giardino non deve essere un elemento trascurato della casa, anche se in pendenza. Oggi, da gardendesigner, voglio guidarvi passo dopo passo per trasformare quel pezzo di terra scosceso in un rifugio per l'anima. Ecco alcuni suggerimenti per renderlo più gradevole e funzionale senza stravolgere ciò che madre natura ha creato in queiluoghi già magici.

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  • COME IL LANDSCAPE DESIGN PUO' SALVARE LE NOSTRE CITTA'
    Apr 4 2026

    Oggi parliamo di come evolverà la progettazione dei giardini: come l’architettura del paesaggio sta cercando di salvare le nostre città. Negli ultimi anni, nel mondo dell’architettura del paesaggio in Europa, sta emergendo una parola chiavemolto interessante. Non è un termine tecnico incomprensibile, né una formula matematica per calcolare le pendenze di un terreno. È una parola semplice. Ma con un significato enorme.

    Take Care. Letteralmente significa: prendersi cura.

    Fermiamoci un attimo su questaespressione. Prendersi cura non significa solo fare manutenzione. Non è tagliare l'erba quando è troppo alta o potare un ramo quando dà fastidio. È un atteggiamento profondo. Significa prendersi cura del territorio. Prendersi cura del paesaggio. Prendersi cura della Terra.

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  • L' INTELLIGENZA ARTIFICIALE SOSTITUIRA' IL GARDEN DESIGNER ?
    Mar 7 2026

    L’intelligenza artificiale sostituirà il garden designer?

    Negli ultimi anni, con la diffusione di strumenti diintelligenza artificiale capaci di generare immagini spettacolari di giardini in pochi secondi, molte persone iniziano a chiedersi se basti ormai scrivere qualche parola su un computer — un semplice prompt — per progettare uno spazio verde.

    Ma progettare un giardino è davvero così semplice? Oppure dietro a un giardino ben progettato c’è molto di più di una bella immagine?

    Partiamo da un fatto. Oggi un software di intelligenza artificiale può generare in pochi secondi decine di immagini di giardini. Basta scrivere qualcosa come:

    “Giardino mediterraneo contemporaneo con ulivi,graminacee, piscina e pergola.”

    E in pochi secondi compaiono immagini spettacolari. Luci perfette. Vegetazione lussureggiante. Atmosfere molto suggestive. Molti clienti restano impressionati.

    Ed è comprensibile. Perché queste immagini sono spesso davvero molto belle. Ma qui nasce il primo grande equivoco.

    Un’immagine non è un progetto.


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  • PROGETTARE IL GIARDINO COME RIFUGIO POST-DIGITALE
    Feb 17 2026

    Oggi… viviamo connessi. Sempre.

    Secondo il Global Digital Report passiamo mediamente oltre 6 ore e 40 minuti al giorno online.
    È quasi un terzo della nostra vita da svegli. Lo smartphone è l’ultima cosa che guardiamo la sera… e la prima al mattino.
    Passiamo in media oltre sette ore al giorno davanti a uno schermo.
    E non è solo lavoro. È informazione continua. È socialità.
    È confronto costante. È esposizione permanente alle vite degli altri. Scrolliamo, tocchiamo, reagiamo… mararamente assimiliamo. Il problema non è la tecnologia insé — sarebbe troppo facile dirlo.
    La tecnologia è uno strumento straordinario.
    Il vero nodo è un altro: Il nostro cervello non è progettatoper reggere questo flusso ininterrotto di stimoli. Non lo era ieri. Non lo è oggi. E non credo lo sarà domani. Siamo biologicamente tarati per cicli lenti, per pause, per silenzi, per orizzonti aperti… non per notifiche ogni trenta secondi. Ed è qui che entra in gioco il giardino. Ma non nel modo in cui lo abbiamo raccontato per anni. Non più solo come spazio estetico.
    Non più solo come estensione architettonica della casa.
    Non più solo come status symbol. Il giardino oggi diventa qualcos’altro.

    Diventa un rifugio emotivo post-digitale.

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  • Il GIARDINO A 4 ZAMPE: PROGETTARE BARKITECTURE
    Jan 24 2026

    Benvenuti a questa nuova puntata di progettare ilgiardino consigli in 5 minuti. Oggi esploreremo una frontiera della progettazione che sta trasformando il modo in cui concepiamo lo spazio esterno: la Barkitecture applicata al giardino Il termine nasce nel mondo dell’architettura peranimali e degli eventi benefiche legati a micro-progetti “pet friendly”.
    Ma se fai giardini, la parte interessante è un’altra: Barkitecture è un modo di pensare il progetto includendo l’animale come “utente” reale dello spazio.

    Gli animali da compagnia non sono più “ospiti occasionali”nella vita delle famiglie. Sono parte integrante, con bisogni reali, ritmi, comportamenti, e sì — anche aspettative.
    E questo, significa cambiare il modo in cui progettare gli spazi esterni.

    Qualche numero per inquadrare bene il fenomeno: negli Stati Uniti il mercato pet ha superato i 147 miliardi di dollari nel2023, in crescita sostenuta anno dopo anno;
    in Europa quasi una famiglia su due vive con almeno un animale da compagnia;
    in Italia si stimano quasi 65 milioni di animali dentro le case.
    E questi numeri non si fermano: crescono, perché gli animali sono parte del tessuto familiare.

    E allora?

    Se pensate che progettare un giardino per chi ha uncane significhi solo mettere una recinzione robusta e rassegnarsi a qualche buca nell'erba, questa puntata vi farà cambiare idea. Un giardino 'pet-friendly' non è un compromesso, ma una sfida progettuale di alto livello.Significa creare un ecosistema dove estetica, botanica e benessere animale convivono in perfetto equilibrio. Oggi vedremo come trasformare un giardino in un paradiso sensoriale per i nostri cani, senza rinunciare al design.

    Il giardino è il luogo dove il cane esprime i comportamenti più naturali: correre e fare loop, annusare e “leggere” il mondo, scavare, controllare il territorio, cercare fresco/ombra. Se questi bisogni non trovano uno spazio previsto, diventano conflitto.

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  • PROGETTAZIONE GIARDINI: TREND CHE CAMBIERANNO IL FUTURO
    Jan 10 2026

    Quando inizia un nuovo anno, soprattutto oggi, valela pena fermarsi un attimo e guardare avanti.
    Non per fare previsioni astratte, ma per capire che cosa ci aspetta nel futuro del garden design. Cosa sta già cambiando. E cosa, nel giro di pochissimo tempo, diventerà consuetudine.

    Oggi vorrei quindi offrirvi qualchespunto concreto per orientare le scelte future di chi deve progettare o ripensare il proprio giardino o terrazzo.

    Siamo nel 2026 e basta guardare fuori dalla finestraper accorgersene: il paesaggio non è più lo stesso. Il clima è diverso, le stagioni sono meno prevedibili, il modo in cui viviamo gli spazi esterni è cambiato radicalmente.

    E allora non parliamo più di fare il giardino.
    Parliamo di attivare un ecosistema.

    In questa puntata voglio portarvi dentro lo scenario delgarden design del futuro imminente: un futuro che non è teorico, ma che sta già prendendo forma nei progetti, neicantieri, nelle richieste dei clienti.
    Se state pensando di progettare o ripensare il vostro spazio esterno, questa puntata è il punto giusto da cui partire.

    Il design del verde ha smesso di essere solo unaquestione estetica.
    È diventato una necessità ambientale, climatica e – diciamolo – anche psicologica.

    Come ricordava William McDonough, uno dei padri deldesign sostenibile, il progetto è sempre una dichiarazione di intenti. E oggi la nostra intenzione è chiara: non vogliamo più dominare la natura, vogliamo collaborare con lei.

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  • CHRONOS DESIGN: PROGETTIAMO IL GIARDINO COME ESPERIENZA DEL TEMPO
    Dec 20 2025

    Come ho scritto spesso nel mio taccuino, laprogettazione di un giardino non è solo una questione estetica, ma un atto creativo che fonde il design, la funzionalità e la natura con i suoi ritmi. E qui vale la pena fermarsi un istante, e parlare del tempo.
    Perché il tempo, in progettazione, spesso è stato il grande escluso. Misuriamo superfici, volumi, costi, ma raramente ci chiediamo quando uno spazio verrà realmente vissuto. Infatti c'è un paradosso nel nostro mestiere. Progettiamo spazi pensando alla luce del giorno, ai colori vibranti che il soleesalta tra le aiuole. Eppure, se ci riflettiamo, la maggior parte di noi vive il giardino proprio quando il sole cala. È una contraddizione evidente. Secondo uno studio del Landscape Research Group dell’Università di Sheffield,oltre il 65% del tempo di fruizione dei giardini privati avviene dopo le 18:00, soprattutto nei mesi estivi. Al rientro dal lavoro, durante una cena estiva, o in quei momenti di silenzio prima di chiudere la giornata. Eppure, continuiamo a progettare come se il giardino fosse un luogo esclusivamente diurno.Il giardino che avete davanti agli occhi alle dieci di sera è lo stesso che avete progettato per le dieci del mattino? Quasi mai. Ed è proprio in questo “quasi mai” che nasce il problema progettuale. Ecco perché oggi parliamo di Chronos-Design. Non è solo un termine tecnico, è una filosofia: è l’arte di progettare uno spazio che non vada "in pausa" col tramonto, ma che impari a parlare un linguaggio diverso, fatto di ombre, riflessi e profumi invisibili. Non si tratta ovviamente di illuminare il giardino con luci artificiali ma di valorizzare gli aspetti naturali della notte.

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