HEALING GARDEN: LA PROGETTAZIONE DIVENTA TERAPIA copertina

HEALING GARDEN: LA PROGETTAZIONE DIVENTA TERAPIA

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A proposito di questo titolo

Immaginate di essere in una struttura di cura dovel'aria è ferma, la luce è artificiale e i suoni sono meccanici. Ora, immaginate di aprire una porta e trovarvi di fronte un giardino: l’aria fresca, il sole tra le fronde, il profumo della lavanda e la corteccia ruvida di un albero sotto le dita. Immediatamente il battito cardiaco rallenta e la pressionescende. Non è magia, è scienza. Nel mondo della progettazione giardini e dell'architettura del paesaggio, oggi assistiamo a una rivoluzione silenziosa ma potente in cui non parliamo più solo di estetica o decorazione, ma di Healing Gardens, ovvero giardini curativi, e Giardini della Memoria. L'idea che la natura curi non è una semplice intuizione romantica, ma si basa sull'Evidence Based Design, la progettazione basata sulle evidenze scientifiche. Già negli anni ’80, lo psicologo ambientale Roger Ulrich dimostrò che i pazienti con una vista sul verde guarivano più velocemente e richiedevano meno antidolorifici rispetto a chi vedeva solo muri di mattoni. Studi successivi hanno confermato che lanatura riduce lo stress psicofisiologico in meno di cinque minuti attivando la Biofilia, la nostra innata attrazione biologica verso il mondo naturale. Un progetto di gardendesign ben strutturato può ridurre i sintomi d’ansia fino al 50%, diventando parte integrante del percorso di guarigione. Per progettare un giardino davvero rigenerantenon basta inserire qualche pianta ornamentale, ma è necessario rispettare ingredienti precisi che la ricerca ha individuato. Un giardino terapeutico richiede innanzitutto un contatto diretto con la natura viva, fatta di vento,luce e cielo, evitando l'uso di piante artificiali. Il giardino deveessere leggibile per offrire una percezione di controllo che riduca l'ansia, permettendo all'utente di capire subito dove andare o dove sedersi. È fondamentale favorire un movimento dolce attraverso percorsi liberi da barriere, ideali per camminare e riattivare il corpo. Il garden design deve inoltre bilanciare socialità e privacy, offrendo sia angoli appartati per la solitudine sia spazi per la convivialità, il tutto arricchito da stimoli sensoriali calibrati come profumi e suoni naturali, evitando però eccessi che potrebbero risultare disturbanti. Una delle sfide più affascinanti per chi si occupa di progettazione giardini è creare spazi dedicati ai malati di demenza o Alzheimer, dove il design incontra la neuroscienza. Poiché questi pazienti spesso manifestano il wandering,ovvero il vagabondaggio compulsivo, trovare un cancello chiuso o un vicolo cieco genererebbe in loro frustrazione e ansia. La soluzione progettuale è il cosiddetto "Loop Infinito", un percorso circolare che permette al paziente di camminare e tornare al punto di partenza in totale sicurezza senzamai sentirsi perso. In questi contesti si applica la "Terapia dellaReminiscenza" utilizzando le piante come macchine del tempo: si scelgono varietà legate alla memoria a lungo termine, come il rosmarino, la salvia o le ortensie, evitando specie esotiche che potrebbero creare confusione cognitiva.La sicurezza botanica rimane la priorità assoluta, motivo per cui tutte le piante selezionate devono essere atossiche e commestibili, escludendo categoricamente specie pericolose come l'oleandro.

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