Chronos Design: progettiamo il giardino come esperienza del tempo
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Come ho scritto spesso nel mio taccuino, laprogettazione di un giardino non è solo una questione estetica, ma un atto creativo che fonde il design, la funzionalità e la natura con i suoi ritmi. E qui vale la pena fermarsi un istante, e parlare del tempo.
Perché il tempo, in progettazione, spesso è stato il grande escluso. Misuriamo superfici, volumi, costi, ma raramente ci chiediamo quando uno spazio verrà realmente vissuto. Infatti c'è un paradosso nel nostro mestiere. Progettiamo spazi pensando alla luce del giorno, ai colori vibranti che il soleesalta tra le aiuole. Eppure, se ci riflettiamo, la maggior parte di noi vive il giardino proprio quando il sole cala. È una contraddizione evidente. Secondo uno studio del Landscape Research Group dell’Università di Sheffield,oltre il 65% del tempo di fruizione dei giardini privati avviene dopo le 18:00, soprattutto nei mesi estivi. Al rientro dal lavoro, durante una cena estiva, o in quei momenti di silenzio prima di chiudere la giornata. Eppure, continuiamo a progettare come se il giardino fosse un luogo esclusivamente diurno.Il giardino che avete davanti agli occhi alle dieci di sera è lo stesso che avete progettato per le dieci del mattino? Quasi mai. Ed è proprio in questo “quasi mai” che nasce il problema progettuale. Ecco perché oggi parliamo di Chronos-Design. Non è solo un termine tecnico, è una filosofia: è l’arte di progettare uno spazio che non vada "in pausa" col tramonto, ma che impari a parlare un linguaggio diverso, fatto di ombre, riflessi e profumi invisibili. Non si tratta ovviamente di illuminare il giardino con luci artificiali ma di valorizzare gli aspetti naturali della notte.