Un bene al mondo
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Letto da:
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Riccardo Mei
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Michele Bravi
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Di:
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Andrea Bajani
"C’era una volta un bambino che portava a spasso il suo dolore, se lo portava ovunque. Proprio come il suo padrone, il suo dolore era un cucciolo, “aveva il pelo corto e gli occhi che chiedevano tutto”. Introduzione letta da Riccardo Mei.
Il bambino se ne prende cura, lo nutre come un cucciolo di cane. Lo accompagna ai margini del paese, nel bosco, lo porta con sé a scuola, sotto la tavola quando mangia, ed è insieme a lui quando conosce la bambina sottile che vive oltre la ferrovia, la prima che accarezza il suo dolore.
Andrea Bajani scrive con la purezza della favola una storia per adulti commovente e vera, delicata e sotterraneamente violenta. Un bene al mondo – come l’autore racconta nella premessa –, oltre a essere una delle opere italiane più felici e potenti della nostra recente letteratura, rappresenta un punto di svolta nella scrittura di Bajani.
Emanuele Trevi scrive con acume a proposito dell’architettura del romanzo e dei personaggi: “La metafora procede identica per tutto il libro. Ma via via che ci inoltriamo nelle avventure di questa bellissima coppia di esseri viventi, un bambino qualunque e il suo dolore ancora cucciolo, noi sempre più ci dimentichiamo di cercare un significato a questa metafora, perché è lei ad aver divorato tutti i suoi possibili significati. Tutti noi ereditiamo un dolore e ci prendiamo cura di lui e in qualche modo questo dolore è anche un cane, e non è più possibile stabilire esattamente dove finisce il termine astratto (dolore) e dove inizia quello concreto (cane). Una metafora libera dal suo significato, ci vuole forse suggerire Bajani, è una candela nella notte”."
©2022 Feltrinelli Editore (P)2022 Feltrinelli Editoredolore e poesia per noi
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una lettura che guarisce
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Non ho gradito la prosodia del lettore.
Si... però
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la metafora è dolcissima ed insieme efficace.
Se avete letto 'l'anniversario" (dello stesso autore) dovete leggere questa "fiaba" e viceversa.
uno scrittore lucido e commovente
una "fiaba" terapeutica
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Una cosa è certa: senza di noi il dolore non esisterebbe, non abiterebbe il mondo.
'Questa non è una favola per bambini', eppure sono gli occhi di un bambino che raccontano 'il Dolore', con ingenuità, purezza e persino giocosita'; sono le mani piccole di un bimbo quelle che imparano a passeggiare con al guinzaglio sia il proprio mansueto e conosciuto dolore che quello feroce e sconosciuto delle altre persone.
Andrea, la tua 'favola' reale mi ha attraversato il cuore, mi ha fatta piangere ma anche sorridere, mi ha rimessa in contatto con quella tenerezza malinconica che appartiene ad ogni bambino.
Mi hai fatto arrivare quasi come una carezza quello 'schiaffo ricevuto appena nati.' E 'proprio grazie a quello schiaffo che sappiamo accarezzare ed essere accarezzati, curare ed essere curati e forse poter scegliere se mordere o leccare. Forse.
Il Dolore nostro inseparabile e fedele amico
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