Insegnami la tempesta
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Letto da:
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Elisa Proietti
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Di:
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Emanuela Canepa
A proposito di questo titolo
La storia tormentata di tre donne che si perdono, si inseguono, ma che forse – alla fine – si ritroveranno.
Nel chiostro di un antico convento, le vite di tre donne si intrecciano in modo inesorabile: una madre in cerca di sua figlia; quest'ultima che non perdona alla madre una vita di rinunce; e infine una suora, fuggita tanti anni prima per abbracciare la propria sofferta vocazione.
La sua migliore amica di un tempo adesso è lì, intenta a ricucire il difficile rapporto con la figlia adolescente...
Emanuela Canepa nasce a Roma nel 1967. Residente a Padova, ha esordito nel 2017 con L’animale femmina, che si è aggiudicato il Premio Calvino nello stesso anno. È autrice, inoltre, di Insegnami la tempesta (2020), Quel che resta delle case (2022) e Resta con me, sorella (2023).
©2025 Saga Egmont (P)2025 Saga Egmontin " insegnami la tempesta" viene esplorato il rapporto tra madre e figlia con tutte le varie implicazioni come per esempio il doloroso e difficile sentimento ambivalente che lega le madri ai figli e viceversa.l; ciò che mi ha colpito in questo romanzo è che c'è la riflessione postuma di tutta la consapevolezza da parte della madre protagonista di quanto un figlio possa stravolgere la vita della madre,
Questo stravolgimento nella maggior parte dei casi, non viene mai calcolato sul lungo periodo, a volte la madre durante la gravidanza non ne ha proprio la percezione della vastità del cambiamento che comporta; per es in primo luogo, la nascita, le responsabilità e la cura di un figlio comportano una restrizione di certe libertà,e la non scontata possibilità che il neonato/ bambino/ ragazzo/figlio possa essere non conforme all'immaginario materno e che anche una volta divenuto adulto sia fonte di preoccupazioni, comportamenti con cui non ci si trova d'accordo. Sempre questo figlio può rispondere ruvidamente e con distacco ai comportamenti materni pensati per proteggerlo dalle asperità della vita, ma che vengono percepite come un controllo genitoriale estenuante e giudicante. Oltretutto viene descritta anche quella sensazione non proprio politicamente corretta per cui ai genitori vengono i brividi pensando che i figli accolleranno a loro la cura giornaliera dei propri figli in un moto perpetuo per cui vige la legge che una volta che si diventa genitore c'è la possibilità che i figli non diventino mai pienamente indipendentementi dal supporto genitoriale nemmeno quando essi stessi diventano genitori.
Quello che mi è piaciuto di più è la riflessione sulle differenze del comportamento dei genitori in epoche storiche diverse di fronte al fatto che la figlia rimanga incinta senza avere una relazione stabile e ufficiale.
in questo romanzo c'è tutta la difficoltà di essere stati figli Nella seconda metà del XX secolo e i genitori nei primi del XXI secolo.
insomma se siete genitori questo libro da leggere
il rapporto coi figli di generazione in generazione
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non eccezionale
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non trovo nesso tra titolo e storia
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