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Trilogia del Ritorno

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Trilogia del Ritorno

Di: Fred Uhlman
Letto da: Bruno Cesare Armando
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A proposito di questo titolo
"Mi sentivo prima tedesco, poi ebreo". In questa frase piena di rimpianto è racchiuso il fascino dei tre romanzi brevi di Fred Uhlman, nati dalla tragedia di chi, disperatamente innamorato della Germania e della sua cultura, nel 1933 se ne vide improvvisamente allontanato in nome di una motivazione aberrante come quella razziale. Nella "Trilogia del ritorno", con una scrittura di grande sobrietà, Fred Uhlman ha dettato la condanna di una delle pagine più agghiaccianti della nostra storia, creando tre gioielli di prosa che si illuminano vicendevolmente e riuscendo a trarre una musica semplice e malinconica dalla tragedia di un'intera civiltà. "Trilogia del ritorno contiene": "L'amico ritrovato", "Un'anima non vile" e "Niente resurrezioni, per favore".©1992 Guanda (P)2017 Adriano Salani Editore Classici Ebraismo Letteratura mondiale Narrativa di genere Narrativa letteraria

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Tutte le stelle
Più rilevanti
La resa dei conti di un popolo di fronte alla propria coscienza, la resa dei conti di un’amicizia di fronte agli orrori della guerra, la resa dei conti fra Ebrei e Tedeschi, fra aguzzini e vittime.
Un libro, tre racconti, densi e struggenti, di una dolcezza e di una crudeltà che solo una guerra di razze, religioni e lager può generare.

La resa dei conti

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Mi è piaciuta moltissimo questa trilogia che non avevo mai letto. Mi ha colpito la panoramica sul quotidiano del prima dell'avvento del nazismo, il durante ( che si scopre attraverso la lettera di konradin) e la percezione dei tedeschi, vicini di casa e compagni di scuola del protagonista ebreo, hanno del nazismo dopo la sconfitta di Hitler.
In particolare ho apprezzato
- le descrizioni dei protagonisti da liceali: ragazzi con un amore per la cultura classica che ora penso non esista più a quell'età.
- la dura ricerca di un amico per affinità elettiva
- la nobiltà d'animo dei protagonisti e la loro delicata e sofferta consapevolezza dell'ingiustizia e della meschinità dell'agire umano.
- la potenza della lettera di Konradin che tocca cuore del lettore.
- infine il punto di vista dell' ebreo che suo malgrado viene inviato tra i vecchi compagni di classe che si comportano imperdonabilmente da egocentrici e superficiali.
In quest'ultimo tomo della trilogia vi è il discorso dell'avvocato che proclama la gloria dei vecchi compagni di scuola che hanno sacrificato la vita in guerra ( da nazisti), egli chiama i vecchi compagni chiama 'bastardi'. Toccante il controdiscorso del protagonista e io mi chiedo se Tarantino non si sia ispirato a questo passo per il titolo del suo 'bastardi senza gloria '.
A me l'interpretazione è piaciuta, molto espressiva e col giusto ritmo e poi quante parole tedesche e francesi... Penso che sia un testo impegnativo da interpretare e leggere e Bruno Armando lo ha ben eseguito . Unica pecca, non so se trascurabile, il non aver sottolineato il passaggio da un tomo all'altro della trilogia. Se non si sapesse che si tratta di 3 libri diversi e poi riuniti parrebbe di trovarsi di fronte ad un romanzo scritto in un'unica stesura.
Lo consiglio

indispensabile

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Il libro mi è piaciuto molto. Scritto molto bene e letto ancor meglio. Il lettore é bravissimo e sono sicura che il racconto ne esce avvantaggiato. Storia commovente di fronte a crimini immensi commessi da uomini senza dignità umana!

MI É PIACIUTO MOLTO!

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Uno dei libri più intensi, se non il più intenso, sul rimorso (e il suo opposto) collettivo rispetto alla Shoah. Storia di un'amicizia profonda sconvolta dalla discriminazione antiebraica, narrata da due punti di vista.
Lettura ottima, carica di emozione, se non fosse per le parole tedesche che curiosamente Armando legge dopo aver fatto una breve pausa, come se dovesse prendere la rincorsa!

Magnifico

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Lettura efficace.
pecca del cambio di capitolo. Sarebbe bastato aggiungere un paio di secondi a fine capitolo.

Libro interessante.

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