Souvenir
per i Bastardi di Pizzofalcone
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Peppe Servillo
A proposito di questo titolo
A ottobre l'estate ancora non se ne vuole andare e battaglia con l'autunno che avanza titubante. In un cantiere della metropolitana viene trovato un uomo senza documenti, privo di coscienza a causa di un pesante pestaggio.
È un americano in vacanza a Sorrento, scoprono ben presto i Bastardi di Pizzofalcone. Per risolvere il caso dovranno raggiungere la fascinosa cittadina costiera, dove alloggiano la sorella e la madre della vittima, un'ex diva di Hollywood malata di Alzheimer, e indagare sul loro passato che sembra nascondere la chiave di tutto.
Solo portando alla luce un segreto custodito da molti anni, una storia d'amore e di sacrificio dal sapore di un vecchio film, riusciranno infatti a sciogliere i nodi della intricata vicenda.
©2020 Maurizio de Giovanni / The Italian Literary Agency (P)2020 Emons Italia S.r.l.sempre piacevolissimo
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Tutti i bastardi di Pizzofalcone affascinano con le loro storie personali e intrigano con quella principale che ruota intorno a dei divi di Hollywood tanto vicini a noi....da ascoltare!!
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Quando finisce il libro non vedi l’ora di cominciarne un altro. I momenti di poesia si intervallano alla trama. Maurizio De Giovanni grande scrittore. Lo adoro!!!
Ottobre
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(9 ore e 9 minuti)
6° libro della serie "I bastardi di Pizzofalcone".
Li sto audioleggendo nell'ordine e qualche volta capita di aver visto già la relativa puntata della serie realizzata per la RAI, altre volte la fiction è arrivata dopo l'audiolettuta.
In entrambi i casi, i bastardi e le storie dei loro casi, si fanno guardare, sentire, leggere.
Questa sinestesia tra medializzazioni del racconto, come già per altre situazioni di questo tipo (il noto Montalbano) se in congruenza di un buon livello di tutti i prodotti, continua a mescolare l'aspetto degli attori al racconto, la voce di Servillo alla trama, la sceneggiatura alla prosa, la scenografia alle strade di Pizzofalcone.
Ho cominciato con lentezza, perché ricordavo bene la storia, eppure l'ampiezza della scrittura si è fatta conquistare come ogni volta, con l'incedere verso gli stati di malinconia, tipica di De Giovanni, che al ritmo più incalzante delle inchieste, alterna sezioni più lente e riflessive, riservando sempre a sé qualche pagina di visioni e sensazioni da condividere che parlano, forse, anche un po' di lui (in questo libro la percezione caduca e transitoria del mese di ottobre, che si annoda alla senescenza in oblio della protagonista) inserendole perfettamente nello spirito del romanzo tutto.
Molte vicende relative ai bastardi sono già accadute, scelte pesanti, contrassegni di vite, amarezze congiunte a rapporti congiunti e disgiunti.
Ma se qualcuno volesse cominciare da questo, tralasciando i precedenti, non sentirebbe i buchi della storia già narrata: De Giovanni scrive in modo da poter scegliere ogni pezzo della serie, creando in ognuno scorciatoie di sintesi (ogni volta diverse!) che consentono di riannodare il senso di ciò che accade, conoscendo il pregresso (procedimento tipico anche delle scritture drammaturgiche).
Servillo è sempre più nella storia, la sua voce fa totalmente parte del racconto.
la lentezza incerta di ottobre
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