Mandorla amara
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Chiara Anicito
A proposito di questo titolo
È una calda mattina di luglio quando l'avvocata Maria Giulia De Rosa e il medico legale Adriano Calí, usciti per una gita in mare, ascoltano alla radio un avviso della capitaneria di porto: nelle acque in cui stanno navigando c'è una grossa imbarcazione che potrebbe trovarsi in difficoltà. Il loro tentativo di soccorso si rivela però inutile, a bordo di quello che è un vero e proprio panfilo sono tutti morti. Calí, con la sua esperienza, ci mette poco a capire che a uccidere quelle persone è stata una dose di cianuro, forse mescolata a del latte di mandorla. E chiama subito l'amica vicequestore. Vanina, che si era allontanata per qualche giorno, rientra immediatamente nel capoluogo etneo per immergersi in un'indagine serratissima. Com'è ovvio, non le mancherà il sostegno del commissario in pensione Biagio Patanè. L'anziano poliziotto stavolta potrà aiutarla solo per telefono: si trova a Palermo accanto all'amata moglie Angelina, che ha appena subito un delicato intervento al cuore.
©2025 Giulio Einaudi editore (P)2025 Giulio Einaudi editoreRipetitivo io alcuni fatti ma sempre piacevole
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Un libro tira l’altro
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Il mistero
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sempre il top
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Una considerazione puramente personale, ma avendomi sempre dato molto fastidio, la inserisco: quanto l'autrice sottolinea l'allergia della protagonista a qualsiasi cosa che abbia la firma o il logo evidenti, tanto insiste nel sottolineare, non appena si fa riferimento, che Vanina non prende il telefono, ma l'iPhone, che non parcheggia l'auto, ma la Mini, che non fuma una sigaretta, ma una Gauloises. Mi spiace questo insistere con questo tipo di descrizione perché ogni volta mi pare che riducano la protagonista ad uno stereotipo, invece che darle una firma distintiva.
Ambientazione piacevole, indagine un po' frettolosa
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