La paga del sabato
Impossibile aggiungere al carrello
Rimozione dalla Lista desideri non riuscita.
Non è stato possibile aggiungere il titolo alla Libreria
Non è stato possibile seguire il Podcast
Esecuzione del comando Non seguire più non riuscita
Ascolta ora a 0,99 €/mese per 3 mesi con il tuo abbonamento Audible.
Acquista ora a 6,95 €
-
Letto da:
-
Nicola Pannelli
-
Di:
-
Beppe Fenoglio
A proposito di questo titolo
Ettore è il tipico disadattato che dalla guerra è uscito scontroso e insofferente, e non riesce a rassegnarsi alla modesta e tranquilla routine di un lavoro qualunque. Per questo decide di darsi ad affari poco puliti e molto redditizi, mettendo a frutto la sua grinta di «duro», di piccolo Humphrey Bogart di paese. Ma quando, costretto a metter su famiglia, si ritira e si mette in proprio con un lavoro onesto, uno stupido incidente volge l'epilogo in tragedia.
Del Fenoglio maggiore questo romanzo ha il piglio svelto e concreto, il modo di raccontare per scorci vigorosi, la capacità di consegnare in poche battute personaggi memorabili.
Con una nota al testo, un profilo biografico e una bibliografia essenziale.
©2023 Einaudi (P)2023 MondadoriRecensioni della critica
Fenoglio sa centrare situazioni psicologiche particolarissime con una sicurezza che davvero mi sembra rara.
-- Italo Calvino
Libro breve ma pienissimo
Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.
Molti parlano di anti-eroe (riferendosi a Ettore, protagonista della storia), molti parlano di guerra e di trauma post-bellico, di società, parlano di amore.
Nessuno che parli di patriarcato.
Mi stupisco. Mi sembra la cosa meno ignorabile fra tutte, quella del patriarcato.
Mi sembra che non si possa che poi scrivere di questo, della figura delle donne ne "La paga del sabato". Della crudezza, della violenza con cui si trattano le donne.
Perché parla di amore? voglio scrivere a quel recensore che ha descritto come "amore aspro" quello di Ettore per Vanda.
Che cosa c'è dell'amore in una ragazza che si rifiuta di fare l'amore e nel ragazzo che per questo la picchia?
Che cosa c'è dell'amore in una madre maltrattata, fisicamente ed emotivamente, una madre che ha paura delle botte del figlio, in una moglie a cui tocca di mettere il piatto a tavola al marito che le ha appena detto che non avrebbe mica voluto sposarla, lui?
Di un uomo che sputa catarro e boccone masticato per terra, e poi ci passa la scarpa sopra, tanto a passare lo straccio per terra ci penserà qualcun altro (una donna, appunto)?
Perché è così facile ignorare la violenza endemica dell'uomo sulla donna?
Sapete che vi dico? Siete lettori disattenti. Perché Fenoglio, quella violenza, l'ha condannata semplicemente raccontandola.
Fenoglio, le donne, le aveva capite.
Fenoglio è tutto nella madre di Ettore, quando scopre che Ettore ha messo incinta Vanda e che Vanda lo sta raccontando alla sua famiglia, in quella madre di lui che implora per lei: "Non lasciate che tormentino quella povera figlia disgraziata."
Il patriarcato spiegato in breve
Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.
libro interessante, ben scritto
Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.
Esistenze marchiate da ingiustizie delle quali non si può dare spiegazioni.
Interpretazione ottima
Bel racconto
Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.
Il miglior Fenoglio in un racconto duro e tenero insieme.
Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.