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La paga del sabato

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La paga del sabato

Di: Beppe Fenoglio
Letto da: Nicola Pannelli
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A proposito di questo titolo

Ettore è il tipico disadattato che dalla guerra è uscito scontroso e insofferente, e non riesce a rassegnarsi alla modesta e tranquilla routine di un lavoro qualunque. Per questo decide di darsi ad affari poco puliti e molto redditizi, mettendo a frutto la sua grinta di «duro», di piccolo Humphrey Bogart di paese. Ma quando, costretto a metter su famiglia, si ritira e si mette in proprio con un lavoro onesto, uno stupido incidente volge l'epilogo in tragedia.

Del Fenoglio maggiore questo romanzo ha il piglio svelto e concreto, il modo di raccontare per scorci vigorosi, la capacità di consegnare in poche battute personaggi memorabili.

Con una nota al testo, un profilo biografico e una bibliografia essenziale.

©2023 Einaudi (P)2023 Mondadori
Narrativa di genere Narrativa letteraria

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Recensioni della critica

Fenoglio sa centrare situazioni psicologiche particolarissime con una sicurezza che davvero mi sembra rara.
-- Italo Calvino

Tutte le stelle
Più rilevanti
Amo Fenoglio, diretto e carico di significato raccontando persone comuni, storie semplici. Ho divorato questo libro in un giorno

Libro breve ma pienissimo

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Per curiosità, ho finito di leggere il romanzo e ho iniziato a leggere le recensioni dei molti lettori di Goodreads e Amazon.
Molti parlano di anti-eroe (riferendosi a Ettore, protagonista della storia), molti parlano di guerra e di trauma post-bellico, di società, parlano di amore.
Nessuno che parli di patriarcato.
Mi stupisco. Mi sembra la cosa meno ignorabile fra tutte, quella del patriarcato.
Mi sembra che non si possa che poi scrivere di questo, della figura delle donne ne "La paga del sabato". Della crudezza, della violenza con cui si trattano le donne.
Perché parla di amore? voglio scrivere a quel recensore che ha descritto come "amore aspro" quello di Ettore per Vanda.
Che cosa c'è dell'amore in una ragazza che si rifiuta di fare l'amore e nel ragazzo che per questo la picchia?
Che cosa c'è dell'amore in una madre maltrattata, fisicamente ed emotivamente, una madre che ha paura delle botte del figlio, in una moglie a cui tocca di mettere il piatto a tavola al marito che le ha appena detto che non avrebbe mica voluto sposarla, lui?
Di un uomo che sputa catarro e boccone masticato per terra, e poi ci passa la scarpa sopra, tanto a passare lo straccio per terra ci penserà qualcun altro (una donna, appunto)?

Perché è così facile ignorare la violenza endemica dell'uomo sulla donna?

Sapete che vi dico? Siete lettori disattenti. Perché Fenoglio, quella violenza, l'ha condannata semplicemente raccontandola.
Fenoglio, le donne, le aveva capite.
Fenoglio è tutto nella madre di Ettore, quando scopre che Ettore ha messo incinta Vanda e che Vanda lo sta raccontando alla sua famiglia, in quella madre di lui che implora per lei: "Non lasciate che tormentino quella povera figlia disgraziata."

Il patriarcato spiegato in breve

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spaccato di vite di uomini e donne alle prese con gli affanni della vita in una Liguria difficile da domare. Libro ben scritto e ben interpretato.

libro interessante, ben scritto

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Essenziale e duro come possono essere le esistenze di molti.
Esistenze marchiate da ingiustizie delle quali non si può dare spiegazioni.
Interpretazione ottima

Bel racconto

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Con una lingua straordinaria, dura come la provincia piemontese da cui proviene, Fenoglio disegna il ritratto esatto di sentimenti duri e al contempo caldi di un giovane uomo che non riesce ad accettare la vita ordinaria dopo il ritorno dalla guerra partigiana. Quando finalmente sembra accadere, quando pare aver trovato la sua pace, come in una tragedia greca il più prosaico dei casi ne scrive la parola fine.

Il miglior Fenoglio in un racconto duro e tenero insieme.

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

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