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Il Palpa

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Il Palpa

Di: Roberto Palpacelli, Federico Ferrero
Letto da: Daniele Crasti
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Da Paolo Bertolucci a Diego Nargiso, da Paolino Canè a Riccardo Piatti. Chiunque, dalla metà degli anni Ottanta, abbia visto giocare a tennis Roberto Palpacelli è concorde nel giudizio: sarebbe potuto essere il più grande di tutti.

Narra la leggenda che abbia battuto Boris Becker (ma sentendola per l'ennesima volta Roberto si schermirebbe), che a sedici anni, per dare interesse a una partita senza storia, prese a colpire smash con il manico della racchetta fino a perdere il match, che a oltre quaranta riusciva a umiliare giocatori con la metà dei suoi anni e una classifica superiore grazie al suo fisico straordinario, a un bagaglio tecnico brillantissimo, a una sigaretta fumata tra un set e l'altro. E ancora: che a diciassette anni abbia buttato la grande occasione facendosi cacciare dal ritiro della Nazionale per eccesso di confidenza con l'alcol e con un gruppetto di giovani svedesi, che sia finito a giocare in India su campi di sterco di vacca prima di bruciare in due settimane i soldi di un mese e dover tornare precipitosamente a casa.

Quando si parla di Roberto Palpacelli mito e realtà si fondono, gli interrogativi si intrecciano: è stata una potenziale rockstar del tennis che si è autoconfinata in provincia, un ribelle senza causa, un uomo innamorato della propria libertà e di ogni eccesso, o solo un atleta che ha fatto davvero di tutto per buttare via il suo enorme talento? In questo libro, scritto a quattro mani con Federico Ferrero, ci racconta senza compromessi la sua incredibile storia.

©2019 Rizzoli (P)2019 Rizzoli
Sport

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intenso e vero. un libro che ti fa entrare nella realtà di una persona che sembra essere una legenda

prima

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mi è piaciuto
letto con piacere dopo parecchio tempo che non ne leggevo
da appassionato di tennis
stupito per aver conseguito risultati in quelle condizioni

un vero peccato!

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Tra un mix di sensazioni, ipnotizzato in un confine tra ammirazione e pena, per un lettore amante del tennis e del talento, il desiderio a fine libro é quello di prendere un treno e andare a fissare subito una lezione con il Palpa.

Non può lasciarti indifferente...

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Lacrime…lacrime e ancora lacrime…per compassione…e forse anche un po’ per identificazione…ma anche risate e ammirazione…una perla rara…la storia tanto quanto Roberto, che avrebbe potuto essere il più grande!

Struggente quanto formativo!

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Lettura interessante di un personaggio fuori dagli schemi. Piacevole e scorrevole, ben letto. Peccato aver buttato una carriera che poteva essere rosea

Scorrevole

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