Audible logo, vai alla home page
Collegamento Audible al sito principale

Polvere di Carmen Laterza: il terremoto del Friuli diventa un romanzo corale

Polvere di Carmen Laterza: il terremoto del Friuli diventa un romanzo corale

La sera del 6 maggio 1976 un terremoto di magnitudo 6,5 colpì duramente il Friuli, coinvolgendo oltre cento paesi nelle province di Udine e Pordenone. Le scosse e le repliche dei mesi successivi provocarono 965 vittime e trasformarono profondamente città, paesi e vite.

Cinquant'anni dopo, quella storia torna a prendere voce in Polvere, il romanzo in due atti di Carmen Laterza, ora disponibile anche in audiolibro su Audible. Non (solo) una ricostruzione della catastrofe, ma soprattutto un racconto corale che osserva cosa accade alle persone quando, nel giro di pochi istanti, ciò che sembrava stabile — la casa, la famiglia, il paese in cui si è sempre vissuto — smette di esserlo.

I due audiolibri, Atto Primo – Il respiro della terra e Atto Secondo – Il canto dell'alba, seguono due momenti diversi di quella storia: prima l'emergenza, poi la lunga e molto più complessa stagione della ricostruzione.

Chi è Carmen Laterza?

Il legame di Carmen Laterza con il territorio raccontato in Polvere non è casuale. L’autrice è nata e cresciuta a Pordenone, dove vive ancora oggi. Laureata in Lettere a indirizzo musicologico e diplomata in pianoforte, nel corso della sua vita professionale è stata bibliotecaria, insegnante, critica musicale, addetta stampa, editor, ghostwriter, writing coach e dirigente scolastica. È inoltre conosciuta online con il nome di Libroza, progetto attraverso il quale per anni ha fatto divulgazione sui temi della scrittura creativa e del self publishing, prima di dedicarsi esclusivamente ai propri libri, pubblicati in maniera indipendente con il marchio Libroza.

Una produzione tutt’altro che piccola: il suo catalogo conta oggi 36 libri pubblicati, appartenenti a generi diversi, dalla narrativa contemporanea al romanzo storico, dal giallo cozy alle biografie. A questi si aggiunge L’amore è un dardo, una collana di romanzi brevi che rielabora le storie delle grandi eroine dell’opera lirica. Tra i suoi titoli più conosciuti ci sono Alice non lo sa, la saga familiare I ricordi non fanno rumore, Sete di vento e L’ultima spiaggia, romanzo storico candidato al Premio Strega 2024. Secondo i dati riportati sul sito dell’autrice, i suoi libri hanno superato complessivamente le 200.000 copie vendute e sono stati tradotti in quattro lingue.

Pur muovendosi tra generi differenti, nella narrativa di Laterza ritornano alcuni elementi riconoscibili: la memoria, i legami familiari, l’attenzione ai personaggi femminili e il dialogo tra vicende private e grande Storia. Nei romanzi storici, in particolare, la ricostruzione del contesto non diventa mai semplice sfondo documentario: serve piuttosto a mostrare come guerre, trasformazioni sociali e traumi collettivi entrino nella quotidianità delle persone. Uno stile che privilegia personaggi molto umani, psicologicamente sfaccettati, e una scrittura scorrevole ed emotiva, capace di avvicinare il lettore agli eventi attraverso le esperienze individuali.

Con Polvere, questa attenzione per la memoria collettiva si sposta direttamente sulla terra in cui Laterza è cresciuta. Il terremoto del Friuli diventa così non soltanto un evento storico da ricostruire, ma il punto di partenza per raccontare cosa succede a una comunità quando deve rimettere insieme, oltre alle case, anche relazioni, abitudini e futuro.

Atto Primo – Il respiro della terra: il momento in cui tutto cambia

Gemona del Friuli, 6 maggio 1976. La giornata procede nella sua normalità: famiglie, bambini, persone al lavoro, gente che si incontra per strada. Poi arriva la scossa e quel mondo quotidiano scompare.

Atto Primo – Il respiro della terra si concentra soprattutto sui primi giorni dopo il sisma. Attraverso una pluralità di personaggi e punti di vista, Carmen Laterza ci porta tra case distrutte, soccorsi improvvisati, famiglie alla ricerca dei propri cari e prime tendopoli. Il grande avvenimento storico viene così osservato dal basso, attraverso le conseguenze concrete che produce nelle vite dei singoli.

cover-image

Non c'è soltanto la distruzione. Quasi immediatamente comincia anche un'altra storia: quella di chi scava, aiuta, ospita, organizza e arriva da altre parti d'Italia per dare una mano. Le testimonianze dell'epoca raccontano proprio una mobilitazione straordinaria di abitanti, soccorritori e volontari, destinata a diventare parte integrante della memoria del terremoto friulano.

L'audiolibro è letto da Laura Righi e dura 7 ore e 7 minuti.

Atto Secondo – Il canto dell'alba: la parte più difficile viene dopo

Superata l'emergenza immediata, rimane una domanda molto più grande: come si ricomincia? È qui che entra in scena Atto Secondo – Il canto dell'alba. Le tende diventano una quotidianità provvisoria, bisogna trovare nuove sistemazioni, tornare a lavorare, attraversare l'inverno e soprattutto decidere che forma dare ai paesi che verranno ricostruiti. Il secondo atto segue proprio questo passaggio dalla sopravvivenza alla ricostruzione.

cover-image

Laterza racconta anche l'incontro tra i friulani e le moltissime persone arrivate da fuori: volontari, alpini e soccorritori provenienti da regioni diverse; una vera e propria osmosi tra il territorio e chi giunse per contribuire alla ricostruzione. Accanto ai grandi processi collettivi continuano però a esserci le vicende private: famiglie trasformate dalla perdita, rapporti che cambiano e persone che devono capire chi essere in un mondo ormai diverso.

È un aspetto particolarmente interessante anche dal punto di vista storico. La ricostruzione friulana sarebbe diventata un'esperienza di riferimento, mentre il terremoto contribuì a cambiare profondamente il modo italiano di concepire organizzazione dell'emergenza e protezione civile.

Anche il secondo audiolibro è interpretato da Laura Righi e dura 6 ore e 33 minuti. La presenza della stessa voce nei due atti dà continuità all'ascolto e accompagna il passaggio dalla notte del terremoto al lento ritorno alla vita quotidiana.

Perché ascoltare Polvere

Polvere può certamente conquistare chi ama i romanzi storici, ma la sua forza sta soprattutto nel modo in cui utilizza un grande evento per parlare di qualcosa di molto più intimo: il rapporto con la casa, il senso di appartenenza, la perdita e la capacità delle comunità di reagire quando il mondo conosciuto improvvisamente scompare.

La memoria del sisma, del resto, continua a essere profondamente presente in Friuli. Nel 2026, in occasione del cinquantesimo anniversario, istituzioni, archivi e comunità locali hanno raccolto testimonianze, fotografie e racconti di chi visse quegli eventi e di chi ne ha ereditato il ricordo. Anche Polvere si inserisce in questo passaggio della memoria da una generazione all'altra, scegliendo però lo strumento della narrativa.

Dopo Polvere: altri audiolibri su terremoti e tragedie che hanno segnato l'Italia

Se l'aspetto che più ti ha coinvolto di Polvere è l'incontro tra grande Storia e destini individuali, nel catalogo Audible ci sono altri ascolti che affrontano catastrofi e traumi collettivi italiani da prospettive molto diverse.

cover-image

Anche qui il terremoto viene raccontato soprattutto attraverso ciò che lascia dietro di sé. Caterina perde la sorella gemella Olivia nel terremoto dell'Aquila e deve occuparsi di Marco, il figlio rimasto senza madre. Donatella Di Pietrantonio racconta contemporaneamente il lutto di una famiglia e quello di una città ferita, interrogandosi sulla possibilità di ricostruire entrambe. L'audiolibro è letto da Lucia Mascino.

cover-image

Torniamo ancora più indietro, al terremoto che il 28 dicembre 1908 devastò Messina e Reggio Calabria. Nadia Terranova lo racconta attraverso due giovani protagonisti ai quali la catastrofe sottrae quasi tutto, aprendo al tempo stesso una possibilità inattesa di cambiare vita. Anche in questo caso la storia collettiva viene filtrata attraverso esperienze individuali e il tema della distruzione è inseparabile da quello della rinascita. 

cover-image

Già il titolo suggerisce il punto di contatto con Polvere: che cosa accade dopo una tragedia? Mauro Corona, originario di Erto e testimone diretto della memoria del Vajont, immagina sei uomini riuniti in un'osteria che tornano a discutere della notte del 9 ottobre 1963, delle responsabilità del disastro e soprattutto delle conseguenze che esso ha avuto sulla comunità. Più che ricostruire la cronaca minuto per minuto, il libro osserva ciò che il Vajont ha lasciato nelle persone molti anni dopo. 

cover-image

Per chi, dopo la narrativa, volesse approfondire il Vajont da una prospettiva maggiormente documentaria, L'acqua non ha memoria. Storia salvata del disastro del Vajont ricostruisce gli eventi che portarono alla notte del 9 ottobre 1963, quando la frana del Monte Toc precipitò nel bacino artificiale provocando l'onda che travolse la valle. Scritto da Piero Ruzzante e Antonio Martini e letto da Daniele Ornatelli, è un buon complemento ai romanzi di questo percorso perché permette di avvicinarsi alla dimensione storica e alle responsabilità che accompagnarono il disastro.


Continua a leggere