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Vera

Di: Elizabeth von Arnim, Sabina Terziani - traduttore
Letto da: Annachiara Repetto
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A proposito di questo titolo

Una mattina estiva del 1920 la giovane Lucy perde il padre improvvisamente ritrovandosi sola e disperata, senza speranze. È uno sconosciuto a risvegliarla dal torpore che il lutto le ha causato: il legame con Everard Wemyss, quarantenne rimasto vedovo da poco, è immediato, e la condivisa sofferenza per la recente perdita dà origine a una confortante intimità. Ma il matrimonio con Wemyss sarà diverso da come Lucy aveva sognato: le mura di casa diverranno quelle di una tetra prigione dove i giorni sono scanditi da rituali irrazionali; un luogo in cui Lucy non si sentirà mai davvero accolta e dove la prima moglie, Vera, morta in circostanze misteriose, si rivelerà un'entità ancora presente e tangibile.

Elizabeth von Arnim (1866-1941), pseudonimo di Mary Annette Beauchamp, nasce a Sydney da un’agiata famiglia britannica. Trascorrerà gran parte della sua vita fra l’Europa e gli Stati Uniti. Esordisce nel 1899 con Il giardino di Elizabeth, primo di una serie di romanzi a sfondo autobiografico. Dall’infelice matrimonio col conte Henning August von Arnim-Schlagenthin, durante il quale vive in Germania, nasceranno cinque figli. Dopo la morte del marito (1910), ha una relazione con H.G. Wells, per poi sposarsi in seconde nozze con John Francis Stanley Russell, fratello del filosofo Bertrand. Dal 1919 vive separata da Russell, pur non divorziando mai, abitando in Svizzera, sulla Costa Azzurra e infine negli Stati Uniti. Fra i suoi ben ventuno romanzi – che conobbero tutti una grandissima fama anche all’epoca – si possono citare Il circolo delle ingrate, Vi presento Sally e Vera.

©2022 SAGA Egmont (P)2022 SAGA Egmont
Narrativa di crimini Narrativa di genere Narrativa femminile Noir Psicologico

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Storia di una ragazza ingenua e del suo destino, ambientata negli anni ‘20 del 1900 ma purtroppo ancora attuale.
Von Arnim sempre una scrittrice straordinaria e ottima lettura.
Peccato non ci sia un sequel…

Storie di donne sempre attuali

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La tematica sulla condizione femminile nel secolo scorso sarebbe stata molto interessante, ed ho ascoltato la lettura con la curiosità di capire dove sarebbe andata a parare l'autrice. Invece, questo finale aperto, rovina in modo inaspettato un libro che, di per sé, sarebbe stato molto ben scritto. Peccato.

Ma che razza di finale!

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L’autrice non si smentisce e tratteggia un quadro della posizione sociale delle donne che purtroppo non si può dire ancora attuale

Finale inaspettato

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Storia che, sotto le buone maniere dell'ambientazione, rivela la natura egocentrica, prevaricatrice ed agghiacciante del suo protagonista. Cresce ad ogni pagina, nel lettore, la consapevolezza e la voglia di libertà.

"chi è la mia bambina?"-Brivido!

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Speravo in un finale diverso! La rabbia mi ha tenuta attaccata alla lettura nella speranza di una svolta.

Che rabbia.

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