La ballata di Adam Henry
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Chiara Francese
A proposito di questo titolo
La vita del giudice dell'Alta Corte britannica Fiona Maye è stata da sempre una difficile pratica di misura e sobrietà. In servizio presso la Sezione Famiglia ha cercato di restituire ragionevolezza a situazioni nelle quali sembrava esserci solo irrazionalità. Sposata da trentacinque anni e senza figli viene d'improvviso lasciata dal marito per un "ultimo giro" extraconiugale con la ventottenne Melanie. Umiliata, ferita, "abbandonata agli albori della vecchiaia", Fiona cerca rifugio, come d'abitudine, nel caso successivo. Quello di Adam Henry, malato di leucemia, che per ubbidire a un precetto religioso rifiuta la trasfusione che può salvarlo. Incontrandolo, Fiona dovrà dare un nuovo senso alla parola responsabilità e scoprirà una passione che non conosce ragione, se non quella di bruciare.
Traduzione di Susanna Basso.
IAN McEWAN è nato nel 1948 ad Aldershot e vive a Londra. È autore di racconti, Primo amore, ultimi riti, Fra le lenzuola, Il mio romanzo viola profumato, e di un libretto d'opera For You. Ha pubblicato il saggio Blues della fine del mondo e i romanzi Il giardino di cemento, Cortesie per gli ospiti, Bambini nel tempo, Lettera a Berlino, Cani neri, L'inventore di sogni, L'amore fatale, Amsterdam, Espiazione, Sabato, Chesil Beach, Solar, Miele, Nel guscio. Tutti i suoi libri sono pubblicati in Italia da Einaudi.
©2014 Giulio Einaudi editore (P)2025 Giulio Einaudi editoreFinale tristissimo
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Adoro McEwan
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Letto bene.
stupendo
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Un bel romanzo che incolla drammaticamente alle pagine nella prima metà, per poi perdere leggermente di smalto e cedere in parte al sentimento, nella seconda.
Peccato, ma conserva comunque un’ottima leggibilità e scorrevolezza.
I pregi principali mi sembrano due: il tentativo dell’autore di immedesimarsi nella psiche e nelle problematiche femminili, (seppur contestualizzate a una donna di un certo tipo e di una certa estrazione sociale/età).
Ma, soprattutto, colgo il tentativo riuscito di aprire questioni interrogative.
L’autore apre infatti cassetti pericolosi, ragionando su religione, libertà di scelta, ruolo della società e della giustizia, libero arbitrio ed educazione.
Lo fa in maniera intelligente e misurata, con l’unico approccio possibile; non pretendendo cioè di scrivere verità o spiegazioni, ma mettendo sul tavolo le carte del ragionamento, del dubbio, dell’inquietudine che si associano necessariamente alle scelte esistenziali e sociali.
Dove una scelta necessariamente va a impedirne un’altra, creando il micidiale e inevitabile meccanismo del “what if..?”.
Molti spunti aperti
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Traduzione e lettura assolutamente all'altezza
elegante attuale straziante
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