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Sintesi dell'editore

Ambientato a Roma dal 1941 al 1947, il romanzo è un grande affresco corale che racconta gli orrori della guerra e della storia, "questo scandalo che dura da duemila anni". Al centro, le disgraziate vicende della maestrina Iduzza Ramundo, vedova mite e rassegnata, e del figlio Useppe, pischelletto dai grandi occhi azzurri spalancati sul mondo.

Pubblicato nel 1974, ottenne un enorme successo e infiammò violente polemiche, diventando immediatamente un caso politico e letterario. Dal romanzo è tratto il film omonimo, diretto da Luigi Comencini e interpretato da Claudia Cardinale.
©1974 / 1976 / 1986 / 1995 / 2005 / 2014 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino (P)2017 Emons Italia S.r.l.

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Interpretazione

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Storia

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  • 27 11 2017

da ascoltare assolutamente

è uno dei libri da leggere almeno una volta nella vita. i personaggi sono vivi ed auentici. la natratrice è bravissima

5 su 6 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Andrea De Angelis
  • 23 09 2018

Una prosa sublime per la piú dolorosa delle tragedie

Appena terminato l’ascolto, rimango con una sensazione di profonda ammirazione e, allo stesso tempo, di profondo distacco nei confronti di questo libro che ho faticato a terminare. La prosa, forbita ed elegante, è un piacere da ascoltare e regale tante piccole gioie sotto forma di parole piccole e care ormai dimenticate. D’altronde, queste piccole gioie sono briciole in confronto alla montagna di dolore che questo libro vuole iniettarvi. Per terminarlo ho dovuto distaccarmi dai personaggi e dalla storia. Non consiglio la lettura a persone ansiose o con pensieri ossessivi, dovete essere consapevoli che il libro, sia pur nella sua grandezza, contiene una montagna di dolore che potrebbe sopraffarvi. Non posso esprimere alcuna valutazione perchè ho un giudizio interamente ambivalente, questo libro non è 1 o 5, ma 1 e 5.

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  • maurizio perobelli savarese
  • 15 09 2018

stupendo

a volte si fa fatica a seguire tutti i ragionamenti, ma il ritmo è talmente avvolgente che non si riesce a staccare l' ascolto

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  • Angelina
  • 24 08 2018

Sono una “dura” ma mi sono commossa!

Se questo libro lo avessi letto anziché ascoltarlo sono sicura che non l’avrei finito perché é bellissimo ma a tratti (ad esempio con descrizioni di sogni ecc.) un po’ pesante. Periodo storico duro con questa storia che mi ha rapito tanto da stare col fiato sospeso quando la protagonista ha rischiato di essere messa sul treno con gli ebrei già presi. Bella la figura del bimbo e anche quella di quel fratellone gradasso ma tenerissimo col bimbo: “ me lo dai un bacetto?”
Per la lettrice/attrice non ci sono parole: è bravissima!!!!!!!
Merito suo se mi sono bevuta anche le parti noiose del libro.

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  • Labe_l
  • 20 08 2018

Coinvolgente e attuale

Una storia avvincente e toccante, qualche lacrima qua e là, alcuni passaggi di grande attualità e che aiutano a leggere il presente... e la storia continua.
Ottima interpretazione.

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  • Cliente Amazon
  • 12 07 2018

Commovente

Uno dei libri più belli che io abbia mai letto e riletto. Cuore strappato. E la narratrice è bravissima, perfetta.

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  • Mario Aprea
  • 11 06 2018

Un interessante racconto tra la guerra

È una storia molto forte che ripercorre un periodo storico neanche troppo lontano che ha segnato per sempre le vite di moltissime persone. La grande guerra e l’olocausto raccontato attraverso le vite di chi l’ha vissuto sulla propria pelle. La narrazione è lenta e spesso si perde nel racconto della vita di personaggi troppi marginali.

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  • Daniele Musiari
  • 05 06 2018

Un classico ben interpretato

Questa opera della Morante è un classico della letteratura se ne consiglia la lettura nonostante sia di durata un po’ impegnativa. Fortunatamente l’ottima interpretazione di Iaia Forte lo alleggerisce nei momenti di inevitabile fiacca narrativa, vista appunto la lunghezza. Daniela

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  • Utente anonimo
  • 28 05 2018

Particolare e intenso

Mi ha tenuto compagnia con passaggi profondi, drammatici e a volte sfumature ironiche. Brava la lettrice

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  • Utente anonimo
  • 27 05 2018

commovente

Mi è piaciuto molto. Lettrice straordinaria. Nonostante racconti dolori assoluti denso di passi poetici. Molto pessimista, comunque moderno: oggi siamo tutti umili senza controllo sulla Storia.

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  • Blind Girl
  • Budapest, Hungary
  • 09 11 2017

Linguaggio fresco, contenuto polverosissimo

A volte ho dovuto interrompere l’ascolto per il susseguirsi delle miserie descritte nel romanzo. Serio, drammatico, tragico tutto il libro. In realtà non succede niente di visceralmente catastrofico. Vediamo: una maestra profondamente balorda, di mente mal cresciuta e lenta sopravvive la seconda guerra mondiale a Roma, insieme al suo pupo bastarduccio che due anni dopo, dovuto a certi effetti post-traumatici degli avvenimenti, muore durante un’ attacco epilettico. Non erano trasportati come tutti gli altri giudei della capitale, non erano messi dentro a camere a gas, pativano la fame sì, ma niente orrendo. Eppure...

l’orrendo per me in tutta quella faccenda sorge dall’ottusità della madre, la quale non è capace per un solo istante di stimulare il suo bambino. Useppe, nato precoce e promettente, alla fin fine diventa un bimbo segregato, tardo, senza informazioni proprie sul mondo intorno a lui. La madre non gli parla, non gli racconta e canta sempre la medesima canzone e Useppe è costretto varie volte a star solo in una camera chiusa a chiave senza uno straccio o anima viva con cui giocare. La gente intorno a loro è troppo indaffarata a badarci, ognuno gli caccia via, rimane dunque la madre sempliciotta che no nutre e basta. Useppe muore non per ragioni sanitari, egli muore per via dell’indifferenza generale e mancanza di stimoli mentali. Dico sul serio, “La Storia” mi fece maggiore effetti che un qualsiasi romanzo di orrore.

D’altro canto il libro ormai perse ogni rapporto con la realtà. All’epoca forse forse destava polemiche ma oggigiorno è fuori stagione. Un redattore del 2017 taglierebbe – a titolo giusto – due terzi del testo. Sì, Elsa Morante scrive bellissima, ma il romanzo è stracolmo di descrizioni ed idee irrelevanti al lettore di oggi. Io stesso dovevo saltare alcuni capitoli dove il tossicomane Davide parla per quasi cento pagine sugli orrori della guerra e su certi sbagli storici. Presso Morante è tutto ingombrante, troppo, abbundante, interi paragrafi o capitoli a descrivere visioni e sogni, relazioni famigliari e andirivieni per strade in rovina: ma con certi brani memorabilissimi. La psicologia dei personaggi non regge affatto, quel che rimane però è l’empatia immensa della Morante per i bambini.

Invece delLa Storia il romanzo doveva intitolarsi magari Ida ed Useppe o Roma città zombi, perché c’è solo l’ambizione del titolo e manca un resoconto storico bell’e proprio. Ma poniamo che anche questo serve come un’allegoria.

La narrazione della signora Forte è eccessionale. Ella canta, grida, sussurra e ride con trasporto, offrendo colori a un libro alquanto debole. Be’, buon coraggio a tutti quelli che scaricano quest’opera! Io da parte mia con la Morante ho rotto definitivamente.

1 su 1 utenti hanno ritenuto utile questa recensione