I giorni di Milano - 7 dicembre 374. Ambrogio vescovo di Milano
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Letto da:
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Franco Cardini
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Di:
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Franco Cardini
A proposito di questo titolo
Ambrogio arriva a Milano nel 370: è un funzionario imperiale, nato a Treviri ma educato a Roma secondo i costumi della aristocrazia del tempo, cristiano ma non battezzato. La città, invece, è una delle capitali dell'Impero romano, splendido crocevia di strade tra il Mediterraneo, ch'è ancora centro del mondo, e il "limes" nordoccidentale, al di là del quale premono i popoli germanici, mentre da est, già urgono nuove e più temibili spinte.
Quattro anni dopo, alla morte del vescovo Aussenzio, il clima in cui il clero e i fedeli della diocesi avrebbero dovuto eleggere il suo successore è infuocato da una polemica teologica che cela un conflitto di poteri. Per prevenire i disordini che molti si aspettano, Ambrogio si reca nella basilica dove l'assemblea è riunita e invita dal presbiterio il popolo alla calma.
All'improvviso, secondo la tradizione, si leva un grido: "Ambrogio vescovo!". Forse è uno scherzo, ma viene preso molto sul serio. Precipitosamente confermato dall'imperatore Valentiniano e battezzato, Ambrogio regge la cattedra mediolanense per quasi un quarto di secolo, con saggezza e rigore inflessibili, senza paura di opporsi neppure al potere imperiale. È l'anima della definitiva vittoria del cristianesimo atanasiano sull'arianesimo e sul paganesimo e s'impone come uno dei fondatori dell'impero cristiano e della cultura dell'Occidente medievale.
©2019 Gius. Laterza & Figli S.p.a. (P)Emons 2019. Edizione su licenza di Gius. Laterza & Figli S.p.a.Storia di Milano
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